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Non era un voto politico, ma il segnale che l’Assemblea un segnale l’ha dato. Bocciata la proposta di divieto di candidatura per gli over 74, bocciata la proposta del Consiglio Federale di abolizione dei Comitati Provinciali più piccoli e abbassamento del quorum per il terzo mandato, per la terza elezione servirà il 55 %.

La prima norma era stata inserita per provare ad ostacolare la candidatura di Raffaele Carlesso al Comitato Regionale Veneto, mentre l’ultima è stata fortemente voluta dal presidente Di Rocco.

La cosiddetta “opposizione” ha fatto le barricate e si è innescata una sorta di partita a scacchi che ha portato ai risultati sopra indicati.

L’assemblea finisce in parità, ma per Di Rocco ha il retrogusto di sconfitta

Non era un voto politico, ma il segnale che l’Assemblea un segnale l’ha dato. Bocciata la proposta di divieto di candidatura per gli over 74, bocciata la proposta del Consiglio Federale di abolizione dei Comitati Provinciali più piccoli e abbassamento del quorum per il terzo mandato, per la terza elezione servirà il 55 %.

La prima norma era stata inserita per provare ad ostacolare la candidatura di Raffaele Carlesso al Comitato Regionale Veneto, mentre l’ultima è stata fortemente voluta dal presidente Di Rocco.

La cosiddetta “opposizione” ha fatto le barricate e si è innescata una sorta di partita a scacchi che ha portato ai risultati sopra indicati.

Tra gli interventi più applauditi sicuramente quelli di Angelo Francini, Davide Dalto e Salvatore Bianco. Francini, in particolare, ha dimostrato come la proposta di riduzione al 55% non sia stata una richiesta del CONI:”Il Coni ci ha chiesto almeno il quorum del 55% per cui la nostra normativa attuale è già in regola con quanto ci chiede il Coni”, il delegato bresciano ha poi ricordato che la Federazione Vela ha addirittura impedito la terza elezione. Davide D’Alto ha poi ribadito il concetto:” Nessuna regola del Coni o dell’Uci possa imporci di cambiare la nostra impostazione storica”.

Se volessimo marcare in modo calcistico quest’assemblea, potremmo dire che per Di Rocco si è trattato di un pareggio in casa. Non è certamente una sconfitta la sua, ma non è neanche una vittoria in particolare se si tiene conto dei numeri. La norma più importante per lui, quella appunto sull’abbassamento del quorum, ha ottenuto 126 voti che rappresentano il 53 % dei delegati.

Come dicevamo, al di là dei numeri, l’aria che si è respirata a Bologna è un’aria diversa da quella che fino ad oggi si era respirata negli ambienti federali. Le contestazioni a Di Rocco sono state dure, precise e puntuali e hanno trovato la sponda di alcuni consiglieri federali, gongolanti per le difficoltà presidenziali.

Alla fine è passato quasi sotto silenzio, almeno per ora, il gravissimo episodio dei “pizzini” nelle buste dei delegati, nonostante l’invito del presidente di Assemblea a stracciare questi fogli, alcuni delegati hanno infatti votato con il telecomando in una mano e l’indicazione nell’altra. Gli autori di questo atto contrario ad ogni regola, federale e di correttezza, sono ancora ignoti anche se i sospetti di tutti  sembrano ricadere su di un presidente di un piccolo comitato dell’Italia centrale.

Insomma,  una cosa è certa: la campagna elettorale è ufficialmente iniziata e, ne siamo certi, ne vedremo delle belle e le soprese saranno numerose.

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