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La salita simbolo dell’ottava tappa era una salita vera. Ciò nonostante i km che dividevano il GPM dall’arrivo e i precedenti vincitori qui facevano propendere i pronostici verso un corridore più completo e con una certa dimestichezza sul passo. L’arrivo di tappa a Lago Laceno ha premiato invece il ciclista italiano più scalatore di tutti. Domenico Pozzovivo, che essendo a dire dei suoi tecnici metodico e preciso sicuramente ha visionato e studiato tutte le salite riportate sul Garibaldi per farne buon uso in gara. Infatti nonostante come già ieri tutti quelli con qualche ambizione erano in testa al gruppo a annusare l’aria e a studiarsi l’un l’altro il piccolo scalatore della Colnago si è involato come solo i grandi sanno fare con uno scatto secco si è involato e è stato rivisto all’arrivo nonostante i 5km di falso piano in discesa necessari ad arrivare al traguardo.

La strada sale e il piccolo-grande Pozzovivo detta legge

La salita simbolo dell’ottava tappa era una salita vera. Ciò nonostante i km che dividevano il GPM dall’arrivo e i precedenti vincitori qui facevano propendere i pronostici verso un corridore più completo e con una certa dimestichezza sul passo. L’arrivo di tappa a Lago Laceno ha premiato invece il ciclista italiano più scalatore di tutti. Domenico Pozzovivo, che essendo a dire dei suoi tecnici metodico e preciso sicuramente ha visionato e studiato tutte le salite riportate sul Garibaldi per farne buon uso in gara. Infatti nonostante come già ieri tutti quelli con qualche ambizione erano in testa al gruppo a annusare l’aria e a studiarsi l’un l’altro il piccolo scalatore della Colnago si è involato come solo i grandi sanno fare con uno scatto secco si è involato e è stato rivisto all’arrivo nonostante i 5km di falso piano in discesa necessari ad arrivare al traguardo. L’unico che ha provato a contrastare lo scatenato Pozzovivo è stato il basco della Movistar Intxausti Elorriaga. Che nonostante non sia riuscito ad accodarsi subito all’italiano ha avuto comunque la voglia e la costanza di andare in caccia con l’unica pecca, per lui, una volta avutolo a vista non riuscire a chiudere il gap. Comunque per lui un più che onorevole seconda piazza. La palma di migliore dei pronosticati al successo finale và invece allo spagnolo della Kutusha Jpaquin Rodriguez che ha messo in carniere il terzo posto e una manciata di secondi di abbuono utili oggi a superare Tiralongo nella Generale e piazzarsi al secondo posto. Il canadese Hesjedal nonostante una caduta, una foratura e la fatica fatta per rimanere attaccato al cosiddetto gruppetto dei migliori è riuscito a salvare la sua maglia rosa. Cosa non da poco visto che le tappe successive non presentano difficoltà tali da poter ipotizzare un cambio di leader della generale.

I pretendenti al “Trofeo senza Fine” hanno passato lo striscione d’arrivo tutti entro il mezzo minuto di ritardo dal vincitore e hanno perso, se di perdita si può parlare, solo gli 8” secondi di abbuono raccolti da Rodriguez.

Nella generale è cambiato poco o nulla dalla attuale maglia rosa il papabile per il successo a Milano più indietro è il vincitore odierno, inserito anche grazie alla prova di forza odierna, ci sono solo 55”. Leggermente più indietro Damiano Cunego a 1’14” ma per quanto visto fino ad ora non si riesce a capire con che ambizioni e soprattutto con che ruolo si sia presentato al via.

Mario Prato

 

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