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Leggendo l’elenco delle squadre presenti al Giro delle Valli Cuneesi abbiamo avuto il dubbio di non conoscere più la geografia dell’Europa e di esserci dimenticati le norme attuative federali.  Preso un atlante e appurato che la Russia non confina con il Piemonte e data una rapida lettura alle norme in vigore, abbiamo capito che la geografia la conosciamo e le norme non sono cambiate, semplicemente la Federazione ha colpito ancora.

Un’altra deroga del Consiglio Federale: penalizzata l’Italia a vantaggio delle nazionali straniere

Leggendo l’elenco delle squadre presenti al Giro delle Valli Cuneesi abbiamo avuto il dubbio di non conoscere più la geografia dell’Europa e di esserci dimenticati le norme attuative federali.  Preso un atlante e appurato che la Russia non confina con il Piemonte e data una rapida lettura alle norme in vigore, abbiamo capito che la geografia la conosciamo e le norme non sono cambiate, semplicemente la Federazione ha colpito ancora.

 

Nelle gare nazionali, infatti, è consentita la partecipazione di una sola squadra straniera ad esclusione di quelle nazioni che hanno in atto accordi frontalieri con i comitati in cui si disputa la gara. Il Valli Cuneesi è stato corso dalla Chambery, dal VC Bellinzona, dal VC Mendrisio, dalla Lokosphinx e dalla Nazionale della Russia. Se per le prime tre valgono gli accordi frontalieri tra Piemonte, Francia e Svizzera, la presenza delle due formazioni russe non lascia appello.

Come già abbiamo visto in occasione dei campionati giovanili su strada, anche in questo caso le regole vengono infrante da deroghe e controderoghe dal sapore clientelare che non aiutano certamente a rivalutare l’immagine di dirigenti federali, veri colpevoli della lenta morta del ciclismo. Nel mese di aprile, infatti, il Consiglio Federale ha deliberato la libera partecipazione delle squadre nazionali alle gare Regionali e Nazionali dimenticandosi che saranno proprio quelle nazionali che a Firenze l’Italia dovrà superare.

Questa deroga, in un sol colpo, ha calpestato le norme attuative, ha appiattito la differenza tra gare di diversa classe ed è andata a favorire le formazioni avversarie dell’Italia. Decisamente niente male.

Qualcuno dirà che l’anno del mondiale si è sempre concessa questa deroga, noi non capiamo invece perché se si è sempre sbagliato sia necessario continuare a sbagliare. 

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