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Oggi è nata ufficialmente la Lega Ciclismo Professionistico, che però non sembra godere da parte dell’ambiente di quella fiducia necessaria ad iniziare un’avventura importante come quella che dovrebbe essere.

Innanzitutto, una notizia piuttosto pittoresca: sia il presidente Scotti, sia il vice Ghigo non erano presenti all’assemblea. Dopo ciò che è accaduto a Pieroni, ci chiediamo se fossero a conoscenza di questa candidatura oppure se siano stati candidati da qualcun altro.

Lo zoccolo duro della Lega dovrebbero essere le società professionistiche, ma nel caso della Lega Ciclismo non può essere così dato lo scarso numero di società (quattro, tra cui due Continental). Tocca allora agli organizzatori che sono l’altro motore dell’attività, ma proprio questi sembrano relegati a ruoli marginali, dal momento che, a parte Mauro Vegni, mancano dei rappresentati dei cosiddetti organizzatori “normali”, quelli cioè che devono fronteggiarsi quotidianamente con problemi che non toccano minimamente la Rcs.

La Lega parte male: snobbata da Lampre e Liquigas, assenti Scotti e Ghigo e già si scommette sulla data dello scioglimento.

Oggi è nata ufficialmente la Lega Ciclismo Professionistico, che però non sembra godere da parte dell’ambiente di quella fiducia necessaria ad iniziare un’avventura importante come quella che dovrebbe essere.

Innanzitutto, una notizia piuttosto pittoresca: sia il presidente Scotti, sia il vice Ghigo non erano presenti all’assemblea. Dopo ciò che è accaduto a Pieroni, ci chiediamo se fossero a conoscenza di questa candidatura oppure se siano stati candidati da qualcun altro.

Lo zoccolo duro della Lega dovrebbero essere le società professionistiche, ma nel caso della Lega Ciclismo non può essere così dato lo scarso numero di società (quattro, tra cui due Continental). Tocca allora agli organizzatori che sono l’altro motore dell’attività, ma proprio questi sembrano relegati a ruoli marginali, dal momento che, a parte Mauro Vegni, mancano dei rappresentati dei cosiddetti organizzatori “normali”, quelli cioè che devono fronteggiarsi quotidianamente con problemi che non toccano minimamente la Rcs.

 

Non comprendiamo poi la presenza di Amedeo Colombo, in rappresentanza dei Corridori, e di Alberto Volpi, in rappresentanza dei Diesse. Se Lega dev’essere, lo sia fino in fondo: come fa un sindacalista (quale dovrebbe essere Colombo) a sedere nel consiglio della “confindustria” del Ciclismo (quale dovrebbe essere la Lega)?

Molti organizzatori, lamentano di non essere stati interpellati né per la costituzione della Lega, né per la redazione dello Statuto, né per tutte le altre attività legate alla stessa. Pare poi che alcune società organizzatrici abbiano ricevuto la convocazione per l’assemblea poco meno di 24 ore prima della convocazione, con tante scuse da parte di Stefano Piccolo.

Il modus operandi che ha portato alla costituzione della Lega Ciclismo piace a pochi e anche a noi e sembra alimentare quei cattivi pensieri di chi intravede un grande “inciucio” dei soliti noti.

Questa Lega ci sembra calata dall’alto, con un presidente di 79 anni in forte odore di Federazione, un vice presidente totalmente esterno al mondo del ciclismo, e una serie di consiglieri più scelti dal palazzo che dalla base.

Confrontiamo il Consiglio della Lega Calcio con quello della Lega Ciclismo.

Lega Calcio: Presidente, Maurizio Beretta (Manager), Consiglieri, Andrea Agnelli (Presidente Juventus,), Aurelio De Laurentiis (Presidente Napoli), Adriano Galliani (Amm.Delegato Milan), Tommaso Ghirardi (Presidente Parma), Pietro Lo Monaco (A.D. Catania), Ernesto Paolillo (A.D. Inter), Gino Pozzo (Presidente Udinese) e Maurizio Zamparini (Presidente Palermo). In più la Lega ha nominato in Consiglio Federale i Presidenti Massimo Cellino del Cagliari e Claudio Lotito della Lazio.

Lega Ciclismo: Presidente, Vincenzo Scotti (ex politico); Vice Presidente, Enzo Ghigo (senatore); Consiglieri : Amedeo Colombo (rappresentante corridori), Stefano Feltrin (ex DG Katusha), Mauro Vegni (Direttore Organizzativo Giro d’Italia) e Alberto Volpi (Rappresentante D.S.).

Anche in tutte le altre Leghe Professionistiche a sedere nella stanza dei bottoni sono coloro che fanno girare i quattrini: la Lega Volley è presieduta da Diego Mosna (Presidente ITAS Trento), la Lega Basket da Fabio Bruttini (Virus Siena).

Ero troppo pensare ad una Lega con all’interno Angelo Zomegnan (o qualunque altro manager “decisionista”), Giacomo Santini (o Michelino Davico), Renzo Oldani, Adriano Amici, Emanuele Galbusera, Paolo Dal Lago (oppure Mario Androni e Ennio Barbarossa) ? Forse si.

Insomma, ancora una volta ha ragione chi dice che il ciclismo rappresenta un mondo a parte. Un mondo che, come abbiamo più volte detto, non sembra premiare troppo il merito.

Quale futuro può avere una Lega senza Liquigas e senza Lampre che rappresentano, economicamente parlando, buona parte del ciclismo italiano ? Immaginiamo una Lega Calcio senza le principali squadre di Serie A ? No.

Eppure il ciclismo è riuscito a fare questo. Intanto, domenica all’assemblea federale sarà in votazione la proposta proprio l’abolizione della Lega.

Chissà se i delegati sapranno porre fine a questa Lega iniziata sotto i peggiori auspici ?

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