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Spesso abbiamo sentito i ciclofili criticare senza pietà il calcio, oggi, in occasione dell’ultima tappa del Giro della Valle d’Aosta, questi due mondi si sono incontrati e la risultanza è stata impietosa, ma andiamo con ordine. Innanzitutto, per consentire a due giocatori della Juventus di premiare il vincitore del “Petit Tour”, la partenza dell’ultima tappa è stata posticipata di un’ora in modo da avere l’arrivo intorno alle 13.30 e la premiazione fissata per le ore 14.

La Juve al Giro della VdA, ecco come la grandezza del calcio incontra la genuinità del ciclismo

Spesso abbiamo sentito i ciclofili criticare senza pietà il calcio, oggi, in occasione dell’ultima tappa del Giro della Valle d’Aosta, questi due mondi si sono incontrati e la risultanza è stata impietosa, ma andiamo con ordine. Innanzitutto, per consentire a due giocatori della Juventus di premiare il vincitore del “Petit Tour”, la partenza dell’ultima tappa è stata posticipata di un’ora in modo da avere l’arrivo intorno alle 13.30 e la premiazione fissata per le ore 14.

 

Proprio intorno a quell’ora sono giunti difronte all’arco d’Augusto di Aosta venticinque tra giornalisti, cineoperatori e fotografi, legati al mondo del calcio e della Juventus e tutti in modo ordinato si sono schierati davanti al palco premiazione in attesa dell’inizio della cerimonia.

Alle 14.20 circa ecco sopraggiungere una Jeep griffata Juventus dai vetri oscurati, preceduta da una gazzella dei Carabinieri, deputata ad aprire la strada evitando il traffico, e seguita da due Alfa Romeo di colore bianco. Ecco scendere da una delle due auto al seguito quattro bodyguard che fanno subito da scudo alla Jeep, mentre dall’altra vettura scendono due persone dello staff, una apre la porta e l’altra fa un cenno ai giornalisti di avvicinarsi. Questi circondano i due giocatori e iniziano il fuoco di fila di domande, intanto dall’altra parte della piazza, mentre il popolo ciclistico attende l’inizio delle premiazioni, l’addetta stampa della Juventus chiede allo speaker Paolo Mei quali saranno le domande che verranno poste ai due atleti. Intanto un centinaio di tifosi juventini si sono schierati alle spalle di giornalisti e fotografi e dopo circa 5 minuti, le guardie del corpo scortano i due atleti accanto al palco e viene dato il via al protocollo. I quattro bodyguard si pongono uno per lato del palco, mentre il capo scorta, collegato via radio con gli altri colleghi, presidia l’accesso alla scaletta verificando che salga sul palco solo chi è strettamente deputato a salirci. Viene premiato Sutterlin e il podio della generale, poi i due atleti scendono dal palco per firmare autografi nel retropalco. Le guardie del corpo, aiutate da agenti della Polizia e della Finanza, contengono l’entusiasmo della folla. Mentre nel retropalco, sul prato sottostante l’arco d’Augusto, si assembrano un centinaio di persone, sul podio proseguono le premiazioni riservate ora a pochi intimi. Una volta terminato di firmare autografi, ecco che le auto si avvicinano ai due calciatori che risalgono sulla Jeep, il lampeggiante dei Carabinieri si accende nuovamente per scortare i due nel ritiro di Chatillon.

Stavamo dimenticando di dire chi sono i due calciatori protagonisti del racconto: Marco Storari, secondo portiere della Juve e in partenza per la Fiorentina, e lo sconosciuto giocatore della Primavera, Simone Emanuello.

Questo è il sistema adottato nel calcio che vale per le riserve, come in questo caso, e per i titolari. Due riserve, perché di questo si tratta, riescono, da sole, a catalizzare l’attenzione di 25 giornalisti e a richiamare, nonostante il sole cocente, un centinaio di tifosi. Nella brevissima uscita dei due giocatori, nulla da parte dell’organizzazione è stato lasciato al caso.

Il ciclismo neanche nei suoi appuntamenti di vertice riesce ad essere così. Sicuramente, molti di voi staranno pensando ciò che abbiamo pensato noi assistendo a tutto questo, e cioè che sia eccessivo. Probabilmente è vero, ma al contempo abbiamo provato una forte invidia nei confronti di uno sport vivo e in grado di muove folla, media e interessi milionari rispetto al povero, martoriato e disastrato ciclismo.

Per l’organizzazione del Giro della Valle d’Aosta una scelta decisamente azzeccata dal punto di vista mediatico, a costo zero hanno avuto infatti passaggi su Sky, Mediaset e Rai oltre alla prima pagina di uno dei siti più visitati in Italia: Juventus.com. 

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