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I cinque candidati sconfitti a Levico hanno puntato l’indice contro il metodo elettorale giudicandolo troppo poco rappresentativo e affermando che alimenta il sistema clientelare. Da una lettura superficiale potrebbe sembrare una scusa tirata in ballo da chi ha perso, ma è innegabile che questo sia un sistema ormai superato che rende il voto controllabile dal più forte.

La FCI e un sistema elettorale in mano al più forte

I cinque candidati sconfitti a Levico hanno puntato l’indice contro il metodo elettorale giudicandolo troppo poco rappresentativo e affermando che alimenta il sistema clientelare. Da una lettura superficiale potrebbe sembrare una scusa tirata in ballo da chi ha perso, ma è innegabile che questo sia un sistema ormai superato che rende il voto controllabile dal più forte.

Il Presidente degli Stati Uniti viene eletto con il metodo dei “grandi elettori”, ma nessuno si è mai sognato di cambiare bandiera: chi viene eletto a “grande elettore” democratico voterà il candidato democratico e così quello repubblicano. Tant’è che i media dichiarano vincitore un candidato solo sulla base dei “grandi elettori” eletti senza attendere l’elezione ufficiale.

In Italia, e in particolare nel ciclismo, non funziona così: uno viene eletto a delegato in virtù di una posizione, ma chi lo ha votato non ha alcuna sicurezza che mantenga fede alle proprie idee, anzi può cambiare bandiera, in virtù di un pentimento o di meri interessi personali, senza che nessuno possa dirgli nulla.

Questa forma di “scillipotismo” è irreversibile: uno si presenta per votare un candidato, viene eletto a delegato, ma prima del voto viene corteggiato da un altro candidato e cambia idea. L’unico modo per porre un freno a tutto questo è quello di varare un sistema elettorale che preveda più votanti possibili, riducendo così al minimo la possibilità di spostare i voti su basi non programmatiche.

Pensate che bello sarebbe se il Presidente Federale venisse eletto con un sistema simile a quello che si adotta per l’Assemblea Regionale. Ogni società ha un voto per votare direttamente il Presidente. Nessuno deve delegare il proprio voto, ma tutti sono protagonisti.

Con i mezzi di oggi sarebbe possibile collegare tutte le assemblee regionali in videoconferenza per sentire gli interventi dei candidati e poi ognuno potrebbe votare e i dati potrebbero essere trasmessi al sistema centrale per l’elaborazione, più o meno come avviene per le normali elezioni politiche o amministrative.

Sicuramente, è molto più semplice fare promesse a 260 persone che a 3.360. Ma allora perché nessuno ha mai pensato cambiare questa norma statutaria per aumentare la partcipazione ? Probabilmente perché questa è un’ancora di salvataggio per i cosiddetti poteri forti che non mettendosi totalmente nelle mani delle società possono andare ad influenzare maggiormente il voto.

Anche se crediamo che sarebbe stato difficile per Di Rocco raggiungere quota 1949 voti (pari al 58%), non vogliamo fare della dietrologia e fare passare il concetto che il “lupo” non abbia vinto meritatamente, però sicuramente un metodo più aperto e meno controllabile dovrebbe essere auspicato da tutti, non nell’interesse di un singolo candidato, ma di tutto il ciclismo.

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