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L’errore più grave per un commissario di gara è sicuramente quello di consentire un rientro in modo irregolare, consentire, infatti, ad un corridore che ha perso contatto di rientrare al traino o in scia è un errore che va a falsare in modo diretto la corsa.

Solo in caso di corridori incidentati, i commissari vanno a chiudere un occhio per non accanirsi oltre misura con chi è già stato sfortunato. Su questo ultimo aspetto non condividiamo troppo, ma non è nostra intenzione,almeno in questa fase, polemizzare verso questo modus operandi ormai consolidato negli anni.

Nel corso dell’ultima tappa del Giro d’Italia, però, è accaduto che un corridore, Roman Kreuziger, non si sia staccato per incidente meccanico, ma solo per un proprio demerito, infatti, il ceco della Astana sul Colle delle Finestre ha perso contatto dal gruppo dei migliori.

Kreuziger, “Bidèron” e la bizzarra interpretazione del barrage

L’errore più grave per un commissario di gara è sicuramente quello di consentire un rientro in modo irregolare, consentire, infatti, ad un corridore che ha perso contatto di rientrare al traino o in scia è un errore che va a falsare in modo diretto la corsa.

Solo in caso di corridori incidentati, i commissari vanno a chiudere un occhio per non accanirsi oltre misura con chi è già stato sfortunato. Su questo ultimo aspetto non condividiamo troppo, ma non è nostra intenzione,almeno in questa fase, polemizzare verso questo modus operandi ormai consolidato negli anni.

Nel corso dell’ultima tappa del Giro d’Italia, però, è accaduto che un corridore, Roman Kreuziger, non si sia staccato per incidente meccanico, ma solo per un proprio demerito, infatti, il ceco della Astana sul Colle delle Finestre ha perso contatto dal gruppo dei migliori.

Complice una discesa kamikaze, Kreuziger si è avvicinato ad una trentina di secondi dai migliori. Non è un segreto che spesso proprio quando avviene ciò, quei 30 secondi siano, per una serie di motivi,  i più difficili da colmare. Innanzitutto perché terminata la discesa, nel tratto in piano un gruppo riesce a sviluppare più velocità che un singolo atleta, inoltre dopo uno sforzo intenso non sempre si ha la brillantezza di chiudere in tempi brevi questo gap.

Al Giro d’Italia, manifestazione in cui anche i commissari dovrebbero essere di alto livello, Kreuziger si è riportato nel gruppetto dei migliori in scia alle ammiraglie che il Presidente di Giuria, l’ormai famosissimo “Bidèron” o un commissario in moto avrebbero dovuto fermare, applicando il cosiddetto barrage, facendo accodare tutte le vetture che seguivano il gruppetto (tranne l’auto giuria e un cambio ruote neutro) a Kreuziger in modo che in nessun modo, né con la scia né con un punto di riferimento, il ceco potesse essere avvantaggiato.


L’aspetto grave di questo errore è che Kreuziger era un uomo di classifica che vestiva, tra l’altro, la maglia bianca di leader della Classifica dei giovani, classifica che ha successivamento vinto con 2’23’’ sull’olandese Kruijskijk che, in quel frangente di corsa, era nel gruppetto dei migliori, quello su cui è rientrato Kreuziger.

Non sappiamo come sarebbero andate le cose senza questo grave errore, ma sicuramente spiace che anche ad una corsa importante come il Giro d’Italia ci siano giudici di questo livello spinti, forse, più dalla politica o dalla geopolitica che dalle abilità.

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