Giacomo Santini, sull'auto RAI, e Francesco Moser prima del via di una tappa del Giro d'Italia.
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Giacomo Santini con Jacques Santer presidente della Commissione Europea ed il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi |
Giacomo Santini con Jasser Arafat in veste di osservatore del Parlamento Europeo alle prime elezioni in Palestina il 20 gennaio 1996
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Federico Samaden presenta il telaio San Patrignano alla festa del Giro del Trentino, presenti Felice Gimondi, Giacomo Santini e Guido Amistadi. |
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Alla vigilia del Giro del Trentino, che partirà martedì 21 aprile e che seguiremo in diretta web, abbiamo incontrato il senatore Giacomo Santini, indimenticato giornalista RAI, oggi senatore e presidente del Gruppo Sportivo Alto Garda che organizza il Giro del Trentino, tradizionale appuntamento pre Giro d'Italia.
Senatore Santini, pare proprio che quest’anno il Giro del Trentino abbia fatto un grande balzo in avanti, è soddisfatto del cammino fatto finora ?
Sono più che soddisfatto se penso alle enormi difficoltà che abbiamo superato dal 1979 ad oggi. Per giunta noi siamo una società (GS Alto Garda) di dilettanti e non un’organizzazione professionistica. Dobbiamo più di 30 anni di attività alla forza del volontariato che ha contribuito a contenere le spese organizzative e a mantenere vivo l’entusiasmo.
Il Giro del Trentino rappresenta la preparazione ideale per il Giro d’Italia. L’aumento della difficoltà tecnica è stato mirato a combattere la concorrenza delle classiche del Nord ?
Noi non ci siamo mai adombrati quando ci dicevano che eravamo l’anteprima del Giro d’Italia. Anzi proprio in questa etichetta abbiamo trovato sempre la nostra attualità ed anche i favori delle squadre che continuano a preferirci alle corse del nord. Il grado di difficoltà viene suggerito, ad ogni edizione, proprio dai campioni che vengono a correre qui. Inoltre molti dicono che nel nostro Giro trovano un’atmosfera di maggiore distensione che contribuisce a perfezionare la preparazione, senza troppe tensioni agonistiche.
Saronni, un anno fa, paragonò il Giro del Trentino ad una “corsetta”, pare proprio che a distanza di un anno debba ricredersi perché il Giro del Trentino 2009 sarà una grande corsa …
Anche ad un campione come Saronni può sfuggire una frase infelice. Ho avuto modo di replicare a suo tempo chiedendogli come mai lui stesso fosse stato protagonista in Trentino e poi anche squadre da lui dirette. Sono opinioni di un momento. Magari riportate con malizia. D’altronde la risposta migliore a questa affermazione si ha leggendo l’albo d’oro della nostra corsa nel quale figurano tutti i campioni delle varie epoche in cui si è corso.
Mancherà più Armstrong al Giro del Trentino o il Giro del Trentino (in preparazione al Giro d’Italia) ad Armstrong?
Sinceramente avevamo accolto con grande entusiasmo la notizia che Armstrong aveva preferito la nostra corsa ad altre nella sua marcia di avvicinamento al Giro d’Italia. Penso davvero che sarebbe servita proprio a lui, dopo il difficile rientro e in vista dell’impegno del Giro. Quindi, a noi manca per il forte richiamo pubblicitario che avrebbe portato. Sicuramente a lui avrebbero fatto bene i percorsi e le atmosfere del nostro Giro.
Quali sono le maggiori difficoltà che può incontrare un organizzatore di una corsa importante come il Giro del Trentino ?
Ovviamente quelle di reperire, ad ogni edizione, i fondi necessari per sostenere le spese. In questi ultimi anni c’è stato un crescendo preoccupante. Noi dobbiamo molto alla considerazione di cui godiamo presso la Provincia Autonoma ed altri enti, come la Cooperazione, che identificano nel Giro del Trentino un formidabile veicolo promozionale per l’immagine turistica del territorio ed i suoi prodotti.
Come ha influito la crisi mondiale sul bilancio del Giro del Trentino edizione 2009 ?
Ci sono venuti a mancare alcuni sponsor di settore ed anche sostenitori tradizionali del Trentino. Tutti si sono riservati di tornare, ma intanto noi ci stiamo grattando un po’ la testa.
E’ più difficile fare il senatore o l’organizzatore ?
Il primo impegno è una corsa individuale dove devo cavarmela da solo e contro avversari molto agguerriti. Il secondo impegno lo condivido con molti validi collaboratori e francamente mi sollevano da molti impegni.
Le viene mai la nostalgia del microfono ?
Mi viene spesso, soprattutto quando stanno per partire i grandi Giri o stanno arrivando le Olimpiadi. Per 20 anni li ho fatti tutti e davvero mi mancano quelle esperienze indimenticabili.
Un villaggio commerciale in partenza, un gruppo su facebook, la carovana, la radio ufficiale e un canale su You Tube: tutte iniziative mirate a fare crescere sempre di più questa bella corsa …
E’ la modernità che avanza e ci travolge. D’altra parte se non si accettano queste sfide si rischia di vedere dimezzato l’effetto promozionale che la comunicazione garantisce.
L’edizione 2009 renderà omaggio ad Enzo Moser, premiando il corridore più combattivo. Una bella iniziativa per ricordare un grande campione premiando chi anima la gara …
Il Giro del Trentino deve molto al clan Moser. Non solo a Francesco che fa parte dello staff organizzativo ma anche al povero Enzo, che vinse la prima edizione dell’era antica, nel 1962 ed infine anche ad Aldo che non manca mai alle nostre serate e sui traguardi, garantendo tutto il fascino della sua epopea ciclo- contadina.
Ciclismo-online è famoso nell’ambiente ciclistico per denunciare le falle organizzative di alcuni organizzatori. Nei quattro anni di nostra presenza al seguito del Giro del Trentino non abbiamo mai trovato mancanze organizzative, anche quest’anno ci lascerete a bocca asciutta ?
Speriamo proprio di sì! In effetti anche i giudici di gara, incaricati di redigere le pagelline sui livelli organizzativi sono sempre stati molto corretti con noi. La perfezione non è di questo mondo ma hanno sempre apprezzato l’impegno e la passione che ci hanno consentito di non prendere mai nulla alla leggera. Quindi, anche se qualche difetto dovesse emergere, non sarà mai per negligenza ma per fatalità.
Chi vincerà il Giro del Trentino ?
Questa è la domanda più difficile. Sono in corsa ben quattro vincitori del Giro d’Italia (Simoni (due), Garzelli, Basso e De Luca) oltre a molti outsider. Sicuramente, considerata la dose di salite che quest’anno costellano il percorso, non sarà un comprimario…. Inoltre penso più che mai che, con un percorso come questo, chi vincerà qui potrà guardare con legittima fiducia anche al Giro d’Italia. Inutile aggiungere che Simoni ci terrebbe molto ed i trentini anche, considerate le origini e l’anagrafe….Quindi…. |