INTERVISTA AD ALESSANDRO BRAMBILLA

 

C’è chi lo definisce “Enciclopedia”, altri lo chiamano “Computer Umano” o addirittura “Maratoneta del microfono”. Nel ciclismo tutti lo conoscono: è Alessandro Brambilla. La sua voce accompagna numerosi e prestigiosi eventi. E sulle colonne di Tuttosport e altri quotidiani i suoi articoli sono sempre numerosi. Alex Brambilla è nato il 29 agosto del ’60. “Nel giorno in cui sono nato io – precisa Alessandro, che in passato ha anche scritto su Il Giornale e La Gazzetta dello Sport – l’Italia ha vinto la medaglia d’oro nell’inseguimento a squadre all’Olimpiade di Roma. Porto fortuna all’Italia, l’ho dimostrato anche commentando i Mondiali di Varese”.

Finalmente  uno che non bara sull’età .

“Barano solo i patetici. Anziché barare meglio dire che sono della stessa leva di Maradona, Zenga, Senna, Argentin, Brehme, Delgado, Fignon, Bontempi, Lineker, Franco Baresi, Littbarski”. 

E’ vero che hai corso in bici vincendo una gara ?

“Sì, da allievo. Era una corsa a punti al Palasport di San Siro, con 40 partenti”.  

Sappiamo che anche tuo padre, Dante, scriveva su testate del ciclismo e faceva lo speaker nel ciclismo. Il tuo approdo all’ attività da giornalista-commentatore è semplicemente dovuto alla tradizione familiare ?

“E’ stato così. Nel novembre 1980, a Gorgonzola, ho commentato la mia prima gara di ciclocross. Nel 1982 al Palasport di San Siro e a Dalmine le mie prime gare in pista. Le mie prime testate sono state Tuttociclismo e Ciclismo d’Italia grazie alle quali, il 6 novembre 1985, ho ottenuto l’iscrizione all’Albo dei Giornalisti. Ringrazio anche patron Vincenzo Torriani che per svariati anni mi ha fatto commentare dal vero le partenze delle cronometro al Giro d’Italia”.      
Alessandro, sei soddisfatto del tuo 2008 ?
“Tecnicamente sì. Dato che ti rivolgi a me soprattutto per la mia attività da commentatore di gare, faccio notare che nel 2008 ho commentato sia i Mondiali di ciclocross a Treviso che quelli su strada a Varese. In Italia mai nessuno nel medesimo anno aveva commentato Mondiali di cross e  strada. E ho anche commentato la Sei Giorni a Milano, i Campionati italiani su strada e di cross, una marea di gare professionistiche. Ad esempio nel 2008 ho commentato per la ventiduesima volta la Tre Valli Varesine. Sono l’italiano primatista di presenze ai Campionati del Mondo.  E’ stato bello per me tornare alla Sei Giorni. Io avevo commentato già le edizioni storiche del Palasport di San Siro negli anni ottanta”.

Sappiamo che vuoi evidenziare un altro primato del 2008.
   
“Esatto. Come ben sai il 12 luglio sono andato in onda su Rai 1, in prima serata, in compagnia di Mike Bongiorno e Veronica Maya nella trasmissione “L’Incredibile”. Nella mezz’ora in cui ci siamo esibiti io e Mike c’è stato un picco con 5 500 000 contatti, primato stagionale per il ciclismo”.    

E l’attività da telecronista per i dvd De Agostini-La Gazzetta dello Sport come va ?
 
“Molto bene. La collana “Le Grandi Salite”, in cui l’amico Davide Cassani pedala e io invece commento la sezione “Le Grandi Imprese” ha finora registrato successo sul piano delle vendite. La De Agostini ne ha prolungato l’uscita. Se mi consenti è anche merito mio”.

Alessandro Brambilla è completo, polivalente: presentatore, giornalista, speaker, telecronista. Ma Alessandro dove si preferisce e cosa preferisce fare ?

“Mi preferisco telecronista-presentatore. E possibilmente vorrei lavorare di più in televisione. Però è molto bello anche la prestazione “live”. Naturalmente molto dipende  dagli eventi che si devono presentare o commentare e dalle strutture a disposizione. Uno speaker-presentatore live è come l’attore di teatro. E quando “è buona la prima”, proprio come a teatro, il pubblico si accorge più facilmente se chi parla al microfono è bravo o meno”.    

Dal punto di vista professionale come sono considerati gli speaker nel ciclismo ?

“Sono ancora molti i gradini da saltare per ottenere una vera considerazione professionale. L’ideale è arrivare alla certificazione Iso 9001, Iso 9002, e alle altre, esattamente come in ogni campo tecnico-commerciale che si rispetti. Siamo nel terzo millennio, non dimentichiamolo. Chi commenta live non è solo speaker; va considerato anche giornalista e conduttore”.  

E’ vero che ne hai parlato al presidente del Consiglio del professionismo Alcide Cerato ?

“Certamente: Alcide è mio amico da tanti anni. Le aziende che sponsorizzano teams ed eventi del ciclismo professionistico ormai sono tutte certificate Iso 9001, 9002 e con altre certificazioni. Un motivo in più per pretendere la certificazione da parte di chi presenta e commenta gli eventi ciclistici importanti”. 

In che modo può essere certificato un presentatore-speaker idoneo a gara professionistica ?

“Semplicissimo: deve avere almeno l’ iscrizione all’Albo dei Giornalisti, la Partita Iva e il libretto Enpals. Cerato mi ha dato ragione, ma poi si è disinteressato del problema. Cerato ha perso un’occasione importante per dimostrarsi dinamico e innovativo. So che adesso delle semplici sentinelle con bandierina per le gran fondo devono avere una tessera, cioè una certificazione. Se per una sentinella è necessaria una tessera, figuriamoci per chi presenta e commenta una manifestazione quante tessere e iscrizioni ad Albi ci vorrebbero in proporzione !”.

C’è chi sostiene che per dimostrare erudizione qualche volta allunghi troppo i tuoi interventi. Pensi che gli autori delle critiche siano solo invidiosi ?  

“Sicuramente sono invidiosi. In realtà la minoranza che critica fa di tutto per imitarmi. I registi di Odeon Tv hanno recentemente dichiarato che colui che rispetta maggiormente i ritmi televisivi e i tempi sono io. Tecnici e supervisori della De Agostini mi ritengono maestro nei tempi. Frasi loro, sia chiaro. I dirigenti UCI sia ai Mondiali 2004 di Verona che in quelli di Varese 2008 hanno dichiarato che finora sono stato il più bravo nella storia dei Campionati del Mondo. Dichiarazioni loro, sia chiaro. Marc Bollen, lo speaker belga che con me ha commentato i Mondiali di Verona, Varese e quelli di ciclocross a Treviso, con me ha lavorato volentieri e benissimo. Mi ringrazia sempre. Può succedere in qualche manifestazione di annunciare un premiato che  magari si presenta in ritardo sul palco oppure è lento chi gli deve consegnare il premio. E allora sì ci si dilunga un po’. Ma è un semplice riempitivo, è intrattenimento. I detrattori comunque sono pochissimi e tristi”.

Ritieni di aver creato uno stile alla Sandro Brambilla ?

“In base a quanto mi riferiscono sì. Mi dicono che per il pubblico chi commenta eventi e presenta  personaggi senza leggere dati, facendo esclusivo affidamento su memoria e bagaglio tecnico ha più prestigio rispetto a chi esclusivamente legge. E’ uno stile difficile da copiare in base a quello che mi dicono”.          
Ti sono piaciuti i sondaggi di Ciclismo-Online.it ?
“Vanno reimpostati e chi vota deve avere un nome, un cognome e una data di nascita. E deve votare una sola volta. Sappiamo tutti che più del  90% dei 19 vincitori s’è fatto campagna pubblicitaria utilizzando Facebook e le mailing list, e soprattutto creando coalizioni più contro che a favore. Roba da crepare dal ridere.  Meglio chiedere a 50 esperti ciclovip chi è il meglio in ogni specialità, come fanno i quotidiani nelle loro inchieste, specialmente con campioni e temi del calcio: è un sistema che migliora  qualità alle classifiche e autorevolezza al sito promotore”.  

Tu hai fatto l’inviato a diverse finali di Miss Italia e sei esperto di concorsi. Nel 2008 qual’ è stata la migliore miss del ciclismo ?

“Sicuramente Gessica David. Nel 2008 ha partecipato a 3 finali di concorsi di bellezza vincendone 2. I numeri dicono tutto. Gessica ha trionfato nella difficile finale di Miss Mondiali di Ciclismo 2008. Ti assicuro che il livello medio delle 27 finaliste di Miss Mondiali 2008 era nettamente superiore, ad esempio, allo standard delle finaliste di Miss Padania. Gessica ha premiato poi tutti i vincitori di Varese. E l’altro concorso che ha vinto nel 2008 è “Miss La Regina del Mediterraneo”. Penso che Gessica con un pizzico di fortuna in più avrebbe vinto anche “Miss la Più bella del Mondo” a Gabicce Mare. Bella e brava anche Cristina Manzolini, seconda a Miss Padania e poi miss al Giro d’Italia”.

Tu hai condotto la finale di Miss Ciclismo organizzata da Ciclismo-Online.it e dai fratelli Carera. Cosa ne pensi ?

“Miss Ciclismo è un concorso in crescita. La finale è stata molto spettacolare, con Elena Morali degna vincitrice, bella e simpatica: contribuirà a veicolare il marchio Miss Ciclismo. Per le ragazze è importante avere un titolo: vale come certificazione di qualità. Complimenti a chi ne ha due”.      

Tutti sanno che sei interista. E’ vero che stavi per diventare cronista del calcio ?

“Qualche volta mi capita ancora, o in qualità di presentatore di convention e premiazioni, o da inviato, di occuparmi del calcio. Sì, è vero, pur avendo molti impegni col ciclismo stavo per spostarmi nel calcio a fine 1994. Ma poi nella mia attività il ciclismo ha prevalso. Ammetto che qualche volta mi pento di non essere passato definitivamente al dio pallone. Specialmente in questo periodo: l’ Inter vince sempre e il ciclismo soffre la crisi economica”.   

Armstrong è sempre stato un tuo pupillo ? “Certamente. Io ho commentato finora 22 edizioni della Settimana Lombarda, compresa quella del 1991 vinta da Armstrong. Allora era sconosciuto e io gli ho consigliato i rapporti da utilizzare nella cronoscalata Albino - Colle Gallo. Mi ha ringraziato a fine crono”.

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