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Se non fossimo certi, noi per primi non crederemmo a ciò che andremo a scrivere. Aci Catena ore 10.55, tutto è pronto per la partenza, i corridori sono schierati, manca orami poco, ma una notizia gela tutti: mancano le autorizzazioni per il passaggio sul territorio comunale, non si può partire. Qualcuno prova a fare rilevare al Sindaco che si tratta della massima competizione ciclistica nazionale dopo il Giro d’Italia, ma lui è irremovibile: la corsa non s’ha da fare. Iniziano allora febbrili trattative tra membri della Federazione, altri esponenti politici ed il sindaco. Dopo mezzora, finalmente, c’è l’autorizzazione e si può partire con un giro in meno per esigenze televisive legate all’orario d’arrivo.

Non sappiamo i motivi di questo teatrino tragicomico, ma pensiamo che oggi più che mai abbia profondamente torto chi si ostina a pensare che il ciclismo sia uno sport nazionale. Non stiamo, ovviamente, parlando del seguito che va da Nord a sud, ma proprio del radicamento che questo ha nel territorio. Sicuramente, né in Veneto né in Toscana, né in Lombardia, né in altre regioni italiane sarebbe emerso questo problema.

Incredibile, ma vero. Mancano le autorizzazioni: Campionato Italiano rinviato di mezzora

Se non fossimo certi, noi per primi non crederemmo a ciò che andremo a scrivere. Aci Catena ore 10.55, tutto è pronto per la partenza, i corridori sono schierati, manca orami poco, ma una notizia gela tutti: mancano le autorizzazioni per il passaggio sul territorio comunale, non si può partire. Qualcuno prova a fare rilevare al Sindaco che si tratta della massima competizione ciclistica nazionale dopo il Giro d’Italia, ma lui è irremovibile: la corsa non s’ha da fare. Iniziano allora febbrili trattative tra membri della Federazione, altri esponenti politici ed il sindaco. Dopo mezzora, finalmente, c’è l’autorizzazione e si può partire con un giro in meno per esigenze televisive legate all’orario d’arrivo.

Non sappiamo i motivi di questo teatrino tragicomico, ma pensiamo che oggi più che mai abbia profondamente torto chi si ostina a pensare che il ciclismo sia uno sport nazionale. Non stiamo, ovviamente, parlando del seguito che va da Nord a sud, ma proprio del radicamento che questo ha nel territorio. Sicuramente, né in Veneto né in Toscana, né in Lombardia, né in altre regioni italiane sarebbe emerso questo problema.

Ripensiamo a quando in Consiglio Federale un siciliano Doc come Giovanni Duci, aveva espresso perplessità sulla scelta di affidare alla Sicilia una organizzazione così importante, fortemente caldeggiata, invece, dal “Lumbard” Gianni Sommariva. La presenza, più o meno ufficiale, di un organizzatore esperto come Sommariva, che è anche vice presidente della Federazione, ci lascia  ancor più perplessi.

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