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“A Orvieto poi ci fu l’apoteosi, il Sindaco, la Banda e le bandiere in mano”. Cantava Antonello Venditti nel 1978. Il cantautore romano però non sapeva quanto profetica fosse la sua canzone.

Oggi il Giro d’Italia, dopo due giorni di dolore e incredulità è rinato a simbolo di fatica, sport e festa.

È rinato grazie alle caratteristiche della tappa odierna, la Piombino-Orvieto, che erano quelle adatte a riconsegnare il Giro al ciclismo. I quattro tratti di sterrato, i 2 GPM e le difficoltà varie sparse lungo i 191km e quella morfologia tipica delle tappe di difficile interpretazione ne facevano un giorno da bollino rosso. Bollino rosso che si è prontamente avverato quando i tubolari maggiorati hanno cominciato a rotolare sull’asfalto della quinta tappa.

Il tulipano Weening vince ad Orvieto e si veste di rosa

“A Orvieto poi ci fu l’apoteosi, il Sindaco, la Banda e le bandiere in mano”. Cantava Antonello Venditti nel 1978. Il cantautore romano però non sapeva quanto profetica fosse la sua canzone.

Oggi il Giro d’Italia, dopo due giorni di dolore e incredulità è rinato a simbolo di fatica, sport e festa.

È rinato grazie alle caratteristiche della tappa odierna, la Piombino-Orvieto, che erano quelle adatte a riconsegnare il Giro al ciclismo. I quattro tratti di sterrato, i 2 GPM e le difficoltà varie sparse lungo i 191km e quella morfologia tipica delle tappe di difficile interpretazione ne facevano un giorno da bollino rosso. Bollino rosso che si è prontamente avverato quando i tubolari maggiorati hanno cominciato a rotolare sull’asfalto della quinta tappa.

Al Via di Piombino non si sono presentati, come già annunciato ieri, l’intero Team Leopard-Trek, troppo scosso dai recenti e tristi avvenimenti e il velocista della Garmin Tyler Farrar, che condivideva a Gand, in Belgio, le lunghe sessioni di allenamento con Wouter Weylandt.

E proprio per commemorare lo sfortunato ciclista, il CT della Nazionale Paolo Bettini, suo compagno alla Quick Step, ha fatto una dedica sul “foglio firma” di plexiglass nella casella 108,  quella del ciclista scomparso, scrivendo: Sempre con noi.

L’arrivo di Orvieto, primo arrivo “importante” di questo Giro, ha cominciato a smuovere qualcosa, chiamando alla ribalta anche i grossi nomi presenti.

Delle quattro maglie del Giro, ben tre hanno cambiato proprietario, il vincitore della tappa, l’olandese della Rabobank Pieter Weening è la nuova maglia rosa. L’autore della lunga fuga di giornata lo svizzero della BMC Martin Kohler, grazie ai punti racimolati strada facendo è la nuova Maglia Verde. Mentre grazie all’11a posizione all’arrivo un altro corridore della Rabobank, l’olandese Steven Kruijswijk è la nuova maglia bianca. Solo Alessandro Petacchi è riuscito a salvare la sua maglia rossa per 2 soli punti sul francese Le Mevel.

La giornata ciclistica si è sviluppata come spesso accade in due parti ben distinte. Nella prima, il protagonista indiscusso è stato lo svizzero Martin Kohler, che ha raccolto onori e gloria nella sua galoppata solitaria durata fino alle concitate fasi finali e che ha raggiunto un vantaggio massimo di 12’40”.

La tappa odierna però faceva gola a molti, sia per il successo di giornata, sia per avvantaggiarsi sui rivali in classifica generale.

Ecco così che mentre il fuggitivo vedeva rosicchiare il suo vantaggio, ad inseguire salivano in scena i grossi calibri. In un marasma continuo di scaramucce, polvere, forature e cadute, qualcuna anche seria, il gruppo letteralmente esplodeva in una miriade di gruppetti e gruppettini e con la maglia rosa David Millar, che sprofondava nelle retrovie.

Queste scaramucce tra i soliti noti: Nibali, Scarponi, Contador, Garzelli e gli altri, hanno fatto si che nella Classifica Generale ora il migliore dei Big è Nibali 6° a 24” dalla maglia rosa e con un vantaggi di 2” su Scarponi, 7°. Seguono Contador, 9° a 6” dal siciliano. Più indietro Kreuziger, Menchov e Rodriguez.

Una buona prova per il siciliano che ha così commentato:

Aver chiuso questa tappa senza conseguenza vale quanto una vittoria. Lo sterrato poteva riservare qualsiasi tipo di sfortuna, dalla caduta alla foratura passando per il guaio meccanico: tutto è andato per il meglio. Ho preso la discesa in testa per evitare il rischio di rimanere coinvolto in cadute provocate da altri, oltre che per migliorare la visibilità: la polvere, in alcuni tratti, sembrava nebbia. Nel finale ho cercato un’azione sorpresa perché gli abbuoni dell’arrivo saranno utilissimi in futuro. Sapevo che era difficile ma tentare, in questi casi, non nuoce. L’ascesa a Orvieto è servita anche per vedere all’opera chi veramente vuole la maglia rosa: tutti i favoriti della vigilia si sono confermati. Sarà una lotta lunga e appassionante, ne sono certo”.
e ha anche svelato un segreto: “
Poche settimane prima dell’inizio del Giro sono stato in ricognizione su queste strade con Agnoli e Capecchi: oggi ho capito quanto è stato importante, soprattutto in discesa”.

Sempre in Classifica Generale a soli 2” dalla maglia rosa è piazzato Marco Pinotti in coabitazione con il bielorusso Sivtsov.

Il vincitore di giornata e neo maglia rosa, l’olandese Pieter Weening (Rabobank Cycling Team) ha così commentato la sua vittoria:

La miglior difesa è l’attacco, ero consapevole che se fossi rimasto indietro, per la povere che si sollevava non avrei potuto vedere nulla. Per questo ho attaccato. Sono abituato nel finale ad attaccare da solo ma quell’ultimo strappo verso l’arrivo mi preoccupava molto. Poi mi sono accorto che la salita finale nella seconda parte era un po’ più facile e allora ho dato tutto per tenere duro…….. Noi certamente proveremo a difendere la Maglia Rosa e cercheremo di tenerla il più a lungo possibile, non capita tutti i giorni avere la Maglia Rosa e per questo daremo il meglio……Senza dubbio la dedica va a Weylandt. L’inizio della tappa è stato abbastanza difficile dal punto di vista emotivo, ma poi la corsa è andata avanti. Quanto successo a Weylandt è stato un evento estremamente drammatico per la storia del ciclismo, ma si è trattato di un incidente e spero non ne capitino più”.

Purtroppo anche la giornata odierna non è stata scevra di cadute e incidenti, la maggior parte senza conseguenze, ma non tutte,come quella ai meno13 di Tom Slagte, che ha tenuto in ansia per le possibili conseguenze che per fortuna, come la tac ha evidenziato, si sono dissipate diagnosticando a parte i vari traumi solo una frattura nella regione orbitaria destra. Caduta seria anche per Francesco Failli che per una preoccupante lesione al ginocchio sinistro e altre ferite sparse tra gambe e braccia ha rimediato una cinquantina di punti di sutura.

Mario Prato

Ordine d’Arrivo:

1) Pieter Weening (Ola, Rabobak) in4h54’49’’

2) Fabio Duarte (Col, Geox – Tmc) a 8’’

3) Josè Serpa (Col, Androni – CIPI)

4) Cristophe Le Mevel (Fra, Garmin – Cervelo)

5) Oscar Gatto (Ita, Farnese – Neri)

6) Vincenzo Nibali (Ita, Liquigas – Cannondale)

7) Alberto Contador (Spa, Saxo Bank)

8) Michele Scarponi (Ita, Lampre)

9) Joaquin Rodrigues (Katusha)

10) Roman Kreuziger (Astana)

Classifica Generale

1) Pieter Weening (Ola, Rabobak) in4h54’49’’

2) Marco Pinotti (Ita, Htc – High Road) a 2’’

3) Kanstantin Sivtsov (Blr, Htc – High Road) s.t.

4) Cristophe Le Mevel (Fra, Garmin – Cervelo)  a 5’’

5) Pablo Lastras (Spa, Movistar) a 22’’

6) Vincenzo Nibali (Ita, Liquigas – Cannondale) a 26’’

MAGLIA ROSA: Pieter Weening (Rabobank)

MAGLIA ROSSA : Alessandro Petacchi (Lampre – Isd)

MAGLIA VERDE: Martin Kohler (Bmc)

MAGLIA BIANCA: Steven Kruijswijk (Rabobank)

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