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Ancora tensioni sul Giro di Padania, questa volta ad accendere la miccia è stato il Sindaco di Rovereto, Andrea Miorandi (PD), che ha preso carta e penna e ha deciso di mettere per iscritto i suoi pensieri sulla neonata corsa targata ASD Monviso e SC Alfredo Binda. Ecco cos’ha scritto il primo cittadino di Rovereto:” La tappa finale del Giro della Padania partirà dalla nostra città, da Rovereto. Non è una decisione della mia Giunta: l’itinerario è stato deciso altrove. Lo dico per sgomberare il campo da possibili illazioni. Naturalmente, in una democrazia sana ognuno è libero di organizzare gli eventi che crede, nel rispetto della legittimità. Non glielo impediremo certo noi. Ma in una democrazia sana è possibile, e a volte auspicabile, esercitare un diritto di critica, in modo forte e chiaro. Ci sono alcuni elementi che non quadrano affatto. La Lega è partito di governo. Mi risulta che i contatti con i rispettivi territori di attraversamento siano stati tenuti da sottosegretari ed esponenti delle istituzioni romane, non solo da tecnici sportivi. Dunque, chi ci governa ritiene giusto e normale promuovere una parte politica attraverso lo sport. E sfruttando una nobile federazione come l’Unione ciclistica italiana. Con quali soldi viene organizzata questa manifestazione? Privati? Un finanziamento diretto della Lega Nord? Fondi pubblici? Sponsorizzazioni ministeriali? Sarebbe interessante saperlo. Almeno una parte di denaro arriva anche dalle casse della Provincia Autonoma di Trento, cioè dai contribuenti trentini.

Il Sindaco di Rovereto contro il Padania:”Dal mio Comune nessun contributo a questa corsa”

Ancora tensioni sul Giro di Padania, questa volta ad accendere la miccia è stato il Sindaco di Rovereto, Andrea Miorandi (PD), che ha preso carta e penna e ha deciso di mettere per iscritto i suoi pensieri sulla neonata corsa targata ASD Monviso e SC Alfredo Binda. Ecco cos’ha scritto il primo cittadino di Rovereto:” La tappa finale del Giro della Padania partirà dalla nostra città, da Rovereto. Non è una decisione della mia Giunta: l’itinerario è stato deciso altrove. Lo dico per sgomberare il campo da possibili illazioni. Naturalmente, in una democrazia sana ognuno è libero di organizzare gli eventi che crede, nel rispetto della legittimità. Non glielo impediremo certo noi. Ma in una democrazia sana è possibile, e a volte auspicabile, esercitare un diritto di critica, in modo forte e chiaro. Ci sono alcuni elementi che non quadrano affatto. La Lega è partito di governo. Mi risulta che i contatti con i rispettivi territori di attraversamento siano stati tenuti da sottosegretari ed esponenti delle istituzioni romane, non solo da tecnici sportivi. Dunque, chi ci governa ritiene giusto e normale promuovere una parte politica attraverso lo sport. E sfruttando una nobile federazione come l’Unione ciclistica italiana. Con quali soldi viene organizzata questa manifestazione? Privati? Un finanziamento diretto della Lega Nord? Fondi pubblici? Sponsorizzazioni ministeriali? Sarebbe interessante saperlo. Almeno una parte di denaro arriva anche dalle casse della Provincia Autonoma di Trento, cioè dai contribuenti trentini. L’assessore provinciale Tiziano Mellarini, nel giustificare questo intervento di sponsorizzazione, dichiara che il turismo e lo sport non hanno colore politico. Giustissimo. Ma vada a dirlo agli organizzatori del Giro della Padania: ecco un bell’esempio di sport “colorato” dalla politica. Ribadisco: ognuno ha il diritto di organizzare ciò che vuole. E Rovereto ospiterà questo evento esattamente come ospita altre manifestazioni, anche politiche. Con rispetto e civiltà. Tra l’altro, parlando del solo aspetto tecnico, si tratta di una competizione di alto livello internazionale. E dunque, spazio al tifo e alla passione autentica.”

Continuiamo a non comprendere questo accanimento verso questa nuova corsa. Come giustamente ha sottolineato il sindaco Miorandi, in qualunque città si svolgono nel corso dell’anno manifestazioni politiche, così come si disputano manifestazioni sportive. Non comprendiamo dunque dove sia il problema: se di manifestazione sportiva si tratta (come sostengono gli organizzatori) è al pari di tante altre, anzi per risonanza (10 ore di trasmissione sulla RAI) è addirittura superiore, mentre se si tratta una manifestazione politica (come sostengono gli osservatori più critici) in cosa differisca questa corsa dalle “Feste dell’Unità” o dalle altre feste di partito.

Non a caso, la Provincia Autonoma di Trento, amministrata dal centrosinistra, ha fortemente voluto ospitare questa manifestazione per la sua importanza promozionale del territorio.

Il Sindaco critica il ruolo eccessivamente attivo nell’organizzazione del Sottosegretario Davico, per certi versi può anche avere ragione, poiché questa presenza presta il fianco a chi vuole creare per forza una polemica dando una connotazione politica ad una gara ciclistica.

Il Giro delle Regioni era la gara del Partito Comunista, ma, in effetti, nessun dirigente dell’allora PCI era presente attivamente nell’organizzazione anche se, probabilmente, collaboravano in gran segreto con Eugenio Bomboni, giornalista de “L’Unità” ed organizzatore della gara. Se di errore si tratta, è sicuramente un errore veniale che soprattutto gli appassionati di ciclismo dovrebbero apprezzare perché figlio dell’entusiasmo e dell’amore per il nostro sport.

Chissà chi vorrà essere il prossimo a salire sul carro dei contestatori di questa neonata corsa ?

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