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L’arcobaleno colora il cielo di Herning. L’appuntamento era troppo ghiotto e il furetto dell’Isola di Man, fasciato nella sua maglia iridata griffata SKY non si è fatto trovare impreparato.

Era dalla mattina che i portacolori del colosso sportivo sponsorizzato dal colosso dei mass-media erano in testa al plotone a sfidare il vento e le strade danesi con l’unico compito di portare all’arrivo nelle migliori condizioni la loro punta di diamante. Gli sceriffi del Team Britannico hanno tenuto in mano la corsa fin dal primo metro e concesso un po’ di libera uscita solo quando la cosa non poteva inficiare il raggiungimento del loro obbiettivo. A beneficiare di questa possibilità  sono stati tre coraggiosi che hanno tentato l’avventura fin dal km 0. Balloni (Farnese Vini), Kaisen (Lotto Belisol) e Rubiano Chavez (Androni), sono andati in cerca di fortuna e visibilità lungo le strade di questa prima tappa in linea dell’edizione 2012 del Giro d’Italia. I tre di comune accordo hanno racimolato così i passaggi al Traguardo Volante di Sondervig e al GPM di Lemvig Osterbjerg. Il passaggio sul primo GPM di questa edizione, ha permesso all’italiano Balloni di indossare primo assoluto l’inedita maglia azzurra dei GPM.

Il Giro sempre più anglosassone: Phinney in rosa, tappa a Cavendish

L’arcobaleno colora il cielo di Herning. L’appuntamento era troppo ghiotto e il furetto dell’Isola di Man, fasciato nella sua maglia iridata griffata SKY non si è fatto trovare impreparato.

Era dalla mattina che i portacolori del colosso sportivo sponsorizzato dal colosso dei mass-media erano in testa al plotone a sfidare il vento e le strade danesi con l’unico compito di portare all’arrivo nelle migliori condizioni la loro punta di diamante. Gli sceriffi del Team Britannico hanno tenuto in mano la corsa fin dal primo metro e concesso un po’ di libera uscita solo quando la cosa non poteva inficiare il raggiungimento del loro obbiettivo. A beneficiare di questa possibilità  sono stati tre coraggiosi che hanno tentato l’avventura fin dal km 0. Balloni (Farnese Vini), Kaisen (Lotto Belisol) e Rubiano Chavez (Androni), sono andati in cerca di fortuna e visibilità lungo le strade di questa prima tappa in linea dell’edizione 2012 del Giro d’Italia. I tre di comune accordo hanno racimolato così i passaggi al Traguardo Volante di Sondervig e al GPM di Lemvig Osterbjerg. Il passaggio sul primo GPM di questa edizione, ha permesso all’italiano Balloni di indossare primo assoluto l’inedita maglia azzurra dei GPM. Ovviamente la fuga aveva stampata non la data di scadenza ma il Km che avrebbe sancito la fine della loro avventura. Quando mancavano infatti 40 km il plotone guidato dagli infaticabili uomini SKY gli ha raggiunti, concedendo però un breve momento di gloria anche all’enfant du pays  Lars Ytting Bak (Lotto Belisol). Ma l’epilogo era già scritto e come si sarebbe svolto il finale era facile immaginarselo. Soprattutto perché il Campione del mondo in carica aveva manifestato in ogni occasione la sua volontà di aggiudicarsi tutte e sette le tappe dedicate ai velocisti. Ma se il finale era scontato, non sono mancate lo stesso le emozioni. Soprattutto quando il di rosa vestito Tyler Phinney a causa di una sua caduta in coda al gruppo ha visto lo stesso allontanarsi a velocità vertiginosa mentre lui armeggiava con la catena della sua bicicletta. L’americano che prla veneto però cosciente della sua forza non ha fatto una piega e ha cominciato il suo personalissimo inseguimento al salvataggio delle insegne del primato, aiutato in seconda istanza anche da alcuni compagni di squadra fermati all’uopo.

Ma le emozioni non erano finite. Anche l’ultima curva è stata teatro di una caduta. Caduta perà che non ha interessato le primissime avanguardie del gruppo ormai intente a lanciare lo sprint.

Il tedesco Theo Bos, in cerca di un posto al sole è entrato in curva forse troppo sicuro dei suoi mezzi e calcolando male le distanze che lo separavano da chi lo precedeva . il toccare il freno le è stato fatale. La bici si è imbizzarrita come un puledro e lo ha sbalzato di sella, tirandosi dietro altri compagni di viaggio. Tutto questo mentre davanti il duello tra ruote veloci era all’apice. Con il più classico del tutti contro tutti, ma con un solo vincitore. Un furetto dell’Isola di Man fasciato nei colori dell’iride e che risponde al nome di Mark Cavendish. God Job Team SKY.

La vittoria del Campione del mondo era sì scontata, ma è stata anche sudata. Erano in molti quelli che ambivano al successo nella prima tappa, ma nonostante l’impegno profuso si sono dovuti accontentare solo delle posizioni di rincalzo.

Complimenti comunque a Goss, alla sorpresa transalpina Soupè, a Farrar, all’italiano Ferrari e a tutti gli altri che ci hanno provato rendendo ancora più importante la prima volata del Giro 2012.

Mario Prato

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