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Ospitiamo sempre con grande piacere gli interventi di Rocco Marchegiano, presidente del Comitato Regionale Piemonte, che non è solito fare giri di parole, ma è diretto e concreto come nel ciclismo pochi riescono ad essere. In questo suo scritto il presidente illustra i grandi successi ottenuti dal Comitato in questo ultimo anno e soprattutto ci parla dei prossimi appuntamenti del Comitato Piemontese che sarà impegnato dal punto di vista organizzativo al fianco di Michelino Davico nel Trofeo Laigueglia, nella Milano – Torino e in altre importanti corse, ma l’obiettivo sarà quello di portare nella regione Sabauda il Mondiale del 2013. Marchegiano non manca di dare qualche “puntura” al Presidente del CONI e ai vertici della Federazione, ma leggiamo insieme l’intervento di Rocco Marchegiano.

Il C.R. Piemonte e Rocco Marchegiano nell’organizzazione di Laigueglia e Milano-Torino, guardando al Mondiale 2016.

Ospitiamo sempre con grande piacere gli interventi di Rocco Marchegiano, presidente del Comitato Regionale Piemonte, che non è solito fare giri di parole, ma è diretto e concreto come nel ciclismo pochi riescono ad essere. In questo suo scritto il presidente illustra i grandi successi ottenuti dal Comitato in questo ultimo anno e soprattutto ci parla dei prossimi appuntamenti del Comitato Piemontese che sarà impegnato dal punto di vista organizzativo al fianco di Michelino Davico nel Trofeo Laigueglia, nella Milano – Torino e in altre importanti corse, ma l’obiettivo sarà quello di portare nella regione Sabauda il Mondiale del 2013. Marchegiano non manca di dare qualche “puntura” al Presidente del CONI e ai vertici della Federazione, ma leggiamo insieme l’intervento di Rocco Marchegiano.

 

 

Egr Direttore,

purtroppo non ho sempre il tempo di aggiornarmi sulle tue notizie, peraltro fonti di discussione nell’ambiente che tutti noi amiamo, ma quando lo faccio, come in questo caso, mi piace anche assumermi delle responsabilità e uscire allo scoperto, diversamente da tanti che, pur condividendo o meno i tuoi articoli, non hanno il coraggio di farlo.

Trofeo Laigueglia: è vero che il Sen. Davico è il promotore di questa iniziativa, ma se permetti c’è anche un lavoro “dietro alle quinte” di questo Comitato, il quale in sinergia con altre persone, sta portando avanti una progettazione più complessa e mirata al futuro; non solo si organizzerà il Trofeo Laigueglia, ma anche la Milano – Torino, manifestazioni minori, ma soprattutto questo movimento ha intenzione di organizzare anche quelle manifestazioni vedi Giro di Romagna, Giro del Lazio, che la RCS ha da tempo abbandonato. Ma c’è di più, il Comitato Piemonte per iniziativa di Elvio Chiatellino, mia e di tutte le componenti politiche regionali, sta presentando un altro progetto ambizioso, quale l’organizzazione del Campionato del Mondo 2016.

Bene, tutto questo è possibile perché per noi non ha importanza l’aspetto politico delle persone coinvolte, ma bensì la vera passione per il nostro movimento, per riportare quell’immagine creativa e soprattutto organizzativa che il Piemonte da tempo aveva dimenticato. Finalmente possiamo affermare che il Piemonte sta tornando ai livelli che auspicavamo.

Altresì mi preme far presente che in questo contesto già da quest’anno si creerà una Scuola di Ciclismo per Under 23 unitamente ad un ricambio gestionale di società, a partire dalle categorie giovanili fino ai professionisti.

Forse in tutto questo avremmo bisogno, cosa non semplice di questi tempi, di un addetto stampa in grado di valorizzare e dare il giusto risalto sia a questa iniziativa e sia all’enorme lavoro da me svolto, e poi avendo acquisito una mentalità tipicamente piemontese, ci è proprio difficile vantarci e dialogare con l’esterno.

Un’altra nota che mi preme rimarcare: la vicenda di Gianni Savio mi addolora e a prescindere dal giudizio che gli organi competenti darà, non mi immagino proprio Gianni Savio che distribuisce medicinali o che faccia punture agli atleti, sarebbe veramente uno scempio all’intelligenza del più famoso General Manager che abbiamo in Italia. Piuttosto metterei mano a tutto il sistema, laddove esistono problemi irrisolti da tempo e chiunque, per propria insoddisfazione personale, può permettersi di affermare di tutto e di più e paradossalmente essere credibile presso la giustizia sportiva. Se poi anche i vertici dello Sport considerano il Ciclismo Professionistico l’unico ad avere problemi di doping, allora siamo proprio alla frutta. Ma aspettiamo gli eventi.

Per quanto riguarda l’Assemblea, caro Direttore, può essere vero ciò che affermi, ma è altresì vero che alcuni personaggi, ormai logori, di una politica sportiva che ha portato a certe situazioni irreversibili sono da tenere in giusta considerazione, ma sicuramente lontani, in quanto essi stessi fautori dell’immagine non sicuramente positiva che oggi abbiamo. Forse si può dire che proprio per colpa dei fantasmi che ancora circolano oggi, ci troviamo in affanno pur avendo un movimento popolare, al quale mi vanto di appartenere, per certi versi coeso e lontano da logiche di palazzo.

Credo altresì che un 55% o un 65% non possano né cambiare il giudizio e né fare la differenza per una eventuale rielezione, poichè noto finalmente una giusta maturazione dei nostri Delegati: è vero che esistono i pizzini, ma è anche vero che di stupidi in giro ce ne sono sempre meno.

Saluti.

Rocco Marchegiano

 

Probabilmente non sarà “elegante” come gli attuali dirigenti federali e non vuole nascondersi dietro ai termini politichesi,  tipici dell’attuale presidente o di suoi fedeli seguaci, ma per Marchegiano parlano i fatti. Nei sette anni del suo mandato è riuscito a riportare il Piemonte nel ciclismo che conta, dando finalmente ad un comitato federale un ruolo attivo nel ciclsimo. Troppo spesso siamo stati abituati a vedere la Federazione passiva e troppe volte abbiamo sentito la domanda retorica “Cosa fa la Federazione per il ciclismo?”.

Il Comitato Piemontese e Rocco Marchegiano non si limitano ad incassare i soldi delle tasse gara, sono attivi dal punto di vista organizzativo, sono vicini alle società, coordinano l’attività e soprattutto vanno alla ricerca di sovvenzioni o sponsorizzazioni.

Lo ha più volte ammesso lo stesso Di Rocco che il C.R. Piemonte è l’unico che economicamente sarebbe in grado di autogestirsi, dimostrando che, ancora una volta, i finanziatori prediligono chi è più intraprendente rispetto a chi resta sempre seduto a guardare il cielo.

Se pensiamo ai suoi colleghi presidenti di Comitato ci viene da sorridere. Pensiamo alle difficoltà del “vicino di casa” Resnati, pensiamo al Veneto, terra di imprenditori e di ciclismo, che non riesce ad avere l’autonomia economica del Piemonte, pensiamo poi all’Emilia Romagna con tutti i suoi problemi o al calo di gare della Toscana.

Il Piemonte, ciclisticamente parlando, sembra proprio essere un’isola felice e i problemi che condizionano l’attività ciclistica negli altri comitati e a livello nazionale, non sembrano toccare il comitato presieduto da Rocco Marchegiano.

Comprendiamo che carisma, intelligenza, capacità politica e amore per il ciclismo non siano beni acquistabili al supermercato, ma forse qualcuno potrebbe provare a copiare il modus operandi di Marchegiano e del Piemonte, anche se,  è sicuramente più semplice sedere su comode poltrone, presenziare a pranzi, cene e presentazioni e parlare politichese affinchè non si entri nel concreto, ma fare ciclismo è tutt’altra cosa e sempre più persone se ne stanno accorgendo.

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