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E’ nata su facebook l’ultima polemica che ha coinvolto alcuni appassionati di ciclismo non poco permalosi. Vittima delle loro ire è il comico fidentino Gene Gnocchi che nella sul “rompipallone”, rubrica quotidiana sulla Gazzetta dello Sport, ha scritto:”Sospetti di doping su Simon Gerrans, il vincitore della Sanremo è tornato a Milano in bicicletta”.

Apriti cielo, chi invoca una censura retroattiva della Gazzetta, chi spera in una querela, chi fa il solito paragone tra il trattamento riservato al ciclismo e al calcio.

Innanzitutto chiariamo che Gnocchi tratta allo stesso modo tutti gli sport, anzi, solitamente si occupa di calcio. Famosi i suoi commenti:” Tegola sulla Juventus: la ricrescita dei capelli di Conte è stata considerata doping.”, oppureSi acuiscono i sospetti di doping su Cannavaro. Ieri l'ape che lo ha punto ha fatto cento chili di miele". Questi esempi sono solo due dei tantissimi che Gnocchi lancia quotidianamente dalle pagine della rosea: non ci risulta che nessuno se la sia mai presa.

Il ciclismo non dimentichi che Gene Gnocchi è solo un comico …

E’ nata su facebook l’ultima polemica che ha coinvolto alcuni appassionati di ciclismo non poco permalosi. Vittima delle loro ire è il comico fidentino Gene Gnocchi che nella sul “rompipallone”, rubrica quotidiana sulla Gazzetta dello Sport, ha scritto:”Sospetti di doping su Simon Gerrans, il vincitore della Sanremo è tornato a Milano in bicicletta”.

Apriti cielo, chi invoca una censura retroattiva della Gazzetta, chi spera in una querela, chi fa il solito paragone tra il trattamento riservato al ciclismo e al calcio.

Innanzitutto chiariamo che Gnocchi tratta allo stesso modo tutti gli sport, anzi, solitamente si occupa di calcio. Famosi i suoi commenti:” Tegola sulla Juventus: la ricrescita dei capelli di Conte è stata considerata doping.”, oppureSi acuiscono i sospetti di doping su Cannavaro. Ieri l’ape che lo ha punto ha fatto cento chili di miele”. Questi esempi sono solo due dei tantissimi che Gnocchi lancia quotidianamente dalle pagine della rosea: non ci risulta che nessuno se la sia mai presa.

Forse, anche in questo caso, il ciclismo dimostra tutta la sua provincialità nel non accettare una cosa che in tutti gli ambienti e in tutti i paesi democratici accettano e salvaguardano: la satira.

Non vorremmo fare l’esegesi della frase scritta da un comico, ma se è necessaria lo faremo. Il presunto legame tra doping e Gerrans, nella frase scritta da Gnocchi, passa per fatto che sia tornato a Milano in bicicletta. Insomma, è chiaro che sia satira.

Pensare che un comico, all’interno di una rubrica satirica, possa aver diffamato qualcuno è assolutamente fantascienza.

Insomma, ancora una volta il mondo del ciclismo ha dimostrato di essere molto bravo nell’abbaiare alla luna e di non curarsi dei veri problemi di questo sport.

Gene Gnocchi sarà anche “brutto e cattivo”, ma a noi fanno molta più paura quelle persone che non riescono ad avere un po’ di autoironia e che non riescono a dare il giusto peso alle cose e che prendono seriamente la frase di un comico, manco gli avesse detto “figlio di …”

Il ciclismo dovrebbe essere spettacolo e da sempre lo spettacolo mal si sposa con l’eccessiva liturgia tanto cara a qualche giornalista. Atteggiamenti integralisti come questo non possono che risultare incomprensibili ed indigesti a tutti i potenziali fruitori del prodotto ciclismo: avanti così, nel nostro perenne masochismo.

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