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Chiunque sia appassionato di ciclismo giovanile e dilettantistico, ha sentito parlare del Trofeo Papà Cervi, gara che si disputa a Praticello di Gattatico dal 1952 (quest’anno sarebbe stata l’edizione numero 59) ogni primo maggio. Quest’anno questa gara nazionale storica, non si disputerà a causa delle numerose concomitanze. Il Presidente della Società organizzatrice, Roberto Magnani, ha dichiarato: “Questa decisione è stata molto dolorosa, ma purtroppo inevitabile, perché il prossimo primo maggio sono in programma sette corse per dilettanti, fra cui soprattutto il Circuito del Porto a Cremona, gara uguale al Papà Cervi per caratteristiche tecniche. Ciò avrebbe penalizzato tantissimo la nostra gara in termini numerici di partecipanti”. Magnani punta l’indice contro la Struttura Tecnica:” La Federazione Ciclistica Italiana, nella figura della Struttura Tecnica Nazionale, non ha tutelato questa corsa facendo così un grave errore. Avremmo gradito e meritato maggior considerazione”.

Un errore della Struttura Tecnica fa saltare lo storico “Papà Cervi”

Chiunque sia appassionato di ciclismo giovanile e dilettantistico, ha sentito parlare del Trofeo Papà Cervi, gara che si disputa a Praticello di Gattatico dal 1952 (quest’anno sarebbe stata l’edizione numero 59) ogni primo maggio. Quest’anno questa gara nazionale storica, non si disputerà a causa delle numerose concomitanze. Il Presidente della Società organizzatrice, Roberto Magnani, ha dichiarato: “Questa decisione è stata molto dolorosa, ma purtroppo inevitabile, perché il prossimo primo maggio sono in programma sette corse per dilettanti, fra cui soprattutto il Circuito del Porto a Cremona, gara uguale al Papà Cervi per caratteristiche tecniche. Ciò avrebbe penalizzato tantissimo la nostra gara in termini numerici di partecipanti”. Magnani punta l’indice contro la Struttura Tecnica:” La Federazione Ciclistica Italiana, nella figura della Struttura Tecnica Nazionale, non ha tutelato questa corsa facendo così un grave errore. Avremmo gradito e meritato maggior considerazione”.

Anche il Presidente del Comitato Emilia Romagna, Davide Balboni, si scaglia contro la Struttura Tecnica:”La Struttura Tecnica ha sicuramente commesso un errore di leggerezza, e io ben comprendo lo stato d’animo dei volontari della Ciclistica Gattatico, che si sentono come amanti traditi. Non è stata tenuta in considerazione la storia di questa gara.”

E’ sicuramente lodevole l’atteggiamento del Comitato organizzatore che, per evitare di sminuire la corsa, disputandola con pochi partenti, causando così un danno d’immagine alla corsa e agli sponsor, ha deciso di saltare un anno e di tornare nel 2012.

E’ però terribilmente strano il fatto che proprio nel 150° dell’Unità d’Italia non venga disputata una corsa così ricca di significati simbolici quale il Papà Cervi.

Quello del calendario e delle concomitanze è sicuramente un grave problema che noi avevamo già affrontato due anni fa quando nel mese di Settembre, in concomitanza con la gara Nazionale di Collecchio, c’erano altre due gare nel raggio di neanche 100 Km.

Sarebbe sufficiente una piccola norma, anche non scritta, per andare a tutelare tutte le corse e con loro soprattutto il ciclismo. Anche perché, il calendario è pieno di concomitanze che non sempre creano i danni che hanno creato al Trofeo Papà Cervi, ma che sicuramente penalizzano tutti, non ottimizzando un prodotto, come il ciclismo, già in difficoltà per conto suo.

Queste lamentele non rientrano quindi nella categoria del “piove, governo ladro”, ma sono assolutamente pertinenti e precise. Sicuramente però, anche in questo caso, rispetto alla logica, prevarrà l’immobilismo e il dolce far niente della Federazione che, anziché intervenire al più presto varando una norma che tuteli il calendario e tutte le società organizzatrici, sarà irritata dalle critiche degli organizzatori del Papà Cervi.

L’onorevole GianLuca Buonanno è solito dire che la maggior parte dei parlamentari (di ogni schieramento politico) è composta da marziani, gente cioè che è fuori dal mondo normale. Prendendo spunto da questa sua frase, solitamente corredata da divertenti racconti esemplificativi, possiamo dire che gli esponenti della Federazione e della Struttura Tecnica sembrano anche loro dei marziani, gente che non ha mia visto una corsa, gente che non ne ha mai organizzata una, oppure che non ha mai parlato con nessun organizzatore.

Non sappiamo se sia così, ma sicuramente la paura di fare qualcosa che possa scontentare qualcuno li induce a non fare nulla penalizzando così l’intero mondo del ciclismo.

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