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Fino a qualche tempo fa, parlare di Padania in provincia di Varese aveva un significato esclusivamente politico. “La Padania è l’unica salvezza per il nord” affermavano i primi, “La Padania non esiste e l’Italia è unica ed indivisibile” rispondevano i secondi. Tutto secondo copione. Ora però il termine Padania, negli ambienti ciclistici varesini, evoca immediatamente il famigerato Giro di Padania la cui prima edizione è stata organizzata proprio da un sodalizio varesino.

Il malumore nei confronti di questa corsa è veramente molto elevato, non da parte dei contestatori politici, ma da parte di tutte quelle persone che hanno lavorato per questa corsa e che, al momento, non sarebbero ancora state pagate.

Questo malessere, che ci è stato manifestato personalmente in occasione della selezione di Miss Ciclismo a Gavirate, è ancor più ingigantito dal fatto che la corsa si disputi anche nel 2012 ma a curarne la parte tecnica non sia più la Binda, ma il Gs Emilia. In poche parole cornuti e mazziati.

I varesini lamentano:”E’ passato quasi un anno, ma non ci hanno ancora pagati per il Giro di Padania”

Fino a qualche tempo fa, parlare di Padania in provincia di Varese aveva un significato esclusivamente politico. “La Padania è l’unica salvezza per il nord” affermavano i primi, “La Padania non esiste e l’Italia è unica ed indivisibile” rispondevano i secondi. Tutto secondo copione. Ora però il termine Padania, negli ambienti ciclistici varesini, evoca immediatamente il famigerato Giro di Padania la cui prima edizione è stata organizzata proprio da un sodalizio varesino.

Il malumore nei confronti di questa corsa è veramente molto elevato, non da parte dei contestatori politici, ma da parte di tutte quelle persone che hanno lavorato per questa corsa e che, al momento, non sarebbero ancora state pagate.

Questo malessere, che ci è stato manifestato personalmente in occasione della selezione di Miss Ciclismo a Gavirate, è ancor più ingigantito dal fatto che la corsa si disputi anche nel 2012 ma a curarne la parte tecnica non sia più la Binda, ma il Gs Emilia. In poche parole cornuti e mazziati.

Il pensiero dei Binda’s boys è chiarissimo: se ci sono i soldi per allestire una gara a tappe di cinque giorni, prima va regolarizzato il debito relativo all’anno scorso. Oggettivamente, non fa una grinza. Sempre secondo fonti varesine, pare che la Monviso – Venezia abbia saldato alcune spese vive (acquisto di materiali) in occasione del Trofeo Laigueglia, e abbia versato un acconto (un quarto del pattuito ???) nel mese di maggio.

Questa ovviamente la versione della Binda, che, se fosse confermata, designerebbe un quadro decisamente poco rassicurante. Nel frattempo, alcuni dirigenti della Lega Nord a parole hanno preso le distanze da questo (presunto) comportamento della Monviso – Venezia, forse è anche per questo che da quest’anno il Padania non avrà più come colore ufficiale il verde.

Se questa versione dovesse essere corrispondente al vero ci troveremmo di fronte ad uno scenario inquietante: una società non ha pagato completamente l’edizione 2011, mette comunque in piedi l’edizione 2012 piangendo miseria in conferenza stampa.

Se il quadro disegnato dalla Binda dovesse corrispondere al vero, ci troveremmo difronte ad una gestione molto lontana dal modello di “Padania” che tutti i leghisti hanno.

Ovviamente, siamo a disposizione di chiunque volesse aggiungere qualcosa su questa vicenda.

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