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Nell'attesa che il Presidente Resnati fissi la data delle elezioni del Comitato lombardo e che si inizi a delineare il quadro politico, i consiglieri dimissionari hanno voluto fare sapere le ragioni che li hanno portati a fare cadere anzitempo il consiglio presieduto da Luigi Resnati. Ovviamente siamo a disposizione anche del presidente uscente, tuttavia le contestazioni dei dimissionari sembrano molto ben circostanziate e alcune delle quali anche piuttosto gravi, tanto dal punto di vista morale quando normativo. 23.000 € spesi per il cambio dell'arredamento senza nè chiedere preventivi nè informare il Consiglio, un aiuto tecnico regionale proveniente da Forlì al costo di 2.000 € al mese, decisioni troppo supine nei confronti di Roma e una corsia preferenziale per il Comitato di Milano (il cui presidente scrisse qualche tempo fa per difendere Resnati) sono solo alcune delle colpe che vengono imputate all'ormai quasi ex presidente del Comitato lombardo. Sempre secondo i dimissionari non sarebbe vero quando a più riprese riferito da Resnati e dal suo entourage, il bilancio non sarebbe stato risanato da Resnati, ma sarebbe andato a posto solamente grazie ai contributi giunti, in ritardo, da Roma. Leggiamo comunque insieme l'intero scritto:

I dimissionari spiegano le colpe di Luigi Resnati

Nell’attesa che il Presidente Resnati fissi la data delle elezioni del Comitato lombardo e che si inizi a delineare il quadro politico, i consiglieri dimissionari hanno voluto fare sapere le ragioni che li hanno portati a fare cadere anzitempo il consiglio presieduto da Luigi Resnati. Ovviamente siamo a disposizione anche del presidente uscente, tuttavia le contestazioni dei dimissionari sembrano molto ben circostanziate e alcune delle quali anche piuttosto gravi, tanto dal punto di vista morale quando normativo. 23.000 € spesi per il cambio dell’arredamento senza nè chiedere preventivi nè informare il Consiglio, un aiuto tecnico regionale proveniente da Forlì al costo di 2.000 € al mese, decisioni troppo supine nei confronti di Roma e una corsia preferenziale per il Comitato di Milano (il cui presidente scrisse qualche tempo fa per difendere Resnati) sono solo alcune delle colpe che vengono imputate all’ormai quasi ex presidente del Comitato lombardo. Sempre secondo i dimissionari non sarebbe vero quando a più riprese riferito da Resnati e dal suo entourage, il bilancio non sarebbe stato risanato da Resnati, ma sarebbe andato a posto solamente grazie ai contributi giunti, in ritardo, da Roma. Leggiamo comunque insieme l’intero scritto:

Cari Presidenti,
avrete certamente seguito sui vari siti le polemiche che si sono scatenate a seguito delle nostre dimissioni, volutamente non esplicitate per non aggiungere polemica a polemica.
Chi di Voi è stato presente alla riunione indetta dai dimissionari, riunione non carbonara talché vi hanno partecipato il Consigliere Federale Buzzi e il Vice Presidente Federale Gianni Sommariva, conoscono nel dettaglio i motivi della nostra decisione. Atteso che il diffondersi di notizie destituite di ogni fondamento e in un caso offensive e denigratorie nei nostri confronti, che saremmo uomini privi dell’essenza della mascolinità, ci permettiamo inviare questa lettera che vuole dare ufficialmente a Voi  conoscenza dettagliata delle decisioni prese, maturate a seguito di una gestione da subito individualista e unilaterale del Presidente Resnati, che ha creato all’interno del Consiglio il suo personale clan.
Queste, tra le altre, le più rilevanti.
–    A trasferimento avvenuto nell’attuale sede non abbiamo più trovato gli arredi che il Presidente ha ritenuto di rottamare, ancorché in buono stato e senza preventivo accordo con il Consiglieri ne sono stati acquistati altri con una spesa di circa 23.000 €. Il tutto senza alcun preventivo, di modo che dal Nazionale non si è avuto alcun contributo.
–    Trattative personali, senza mai la presenza di un Consigliere, con i vari sponsor
–    Maglie di Campione Regionali con il marchio Chateu d’Ax a caratteri talmente grandi da impedire il figurare di un qualsiasi altro marchio, causando diffuso malumore nelle società del vincitore del titolo.
–    Avere inviato al Nazionale lo studio fatto dall’apposita commissione per le proposte di modifica dello Statuto in modo difforme, modificandone di fatto i contenuti, da quanto deciso dalla commissione stessa. Giova precisare che detto studio ha comportato ben quattro riunioni serali da parte di Presidenti Provinciali, Vice Presidenti Regionali, Presidente della Disciplinare
–    Accettazione supina della normativa imposta dagli Organi Federali in relazione al blocco dell’attività giovanile, osteggiata dalla stragrande maggioranza dei Presidenti Provinciali. Grave il comportamento da parte di Resnati il non avere preso una posizione ufficiale a difesa di quanto scaturito su questo pinto nelle varie riunioni con i Provinciali e il non avere avuto alcuna reazione sull’atteggiamento del Comitato Provinciale di Milano che, in contrasto con gli altri Comitati sulla delicata questione ha scavalcato il Regionale inviando a Roma il proprio modulo cancellando “Comitato Regionale” e facendolo diventare “Comitato di Milano”.
–    L’aver accolto quanto proposto dal consigliere Dagnoni che ha proposto l’affiancamento al tecnico regionale della pista del signor Casadei, stimato tecnico, ma residente a Forlì, al costo di 2.000 € mensili. Solo il nostro fermo dissenso ha consentito di ridurre a tre mesi il contratto che veniva proposto per un anno. Tale decisione è stata da noi accolta “obtorto collo” per non sfasciare già allora il Comitato.
–    L’essersi autolusingato d’aver risanato il bilancio in rosso della precedente gestione. In realtà si è trattato di una partita di giro, in quanto Roma non aveva ancora fatto pervenire quanto per Statuto spettante al Comitato. Il pareggio è stato conseguito anche in virtù del fatto che i componenti del Consiglio hanno rinunciato ai rimborsi per spese affrontate per compiti istituzionali
–    Violazione della sentenza emessa dalla Disciplinare in ordine alla squalifica inflitta al corridore Zani su pressione del Presidente della società di appartenenza.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’inerzia nei confronti degli Organi Centrali che hanno di fatto inpedito la presenza dei Presidenti Provinciali all’Assemblea straordinaria di Bologna, e ciò nonostante il fatto che il Presidente del Comitato di Milano era stato invitato a tale Assemblea. Evidentemente ci sono presidenti di serie A e di serie B. Il provvedimento è stato poi mitigato di fronte alla nostra decisione di dimetterci.
Da ultimo, ma non per ultimo, gli spazi assegnati nella nuova sede, fortemente penalizzanti, accettati supinamente in colpevole silenzio, causano notevole disservizio e malfunzionamento degli Organi Regionali. Di tutto ciò i Consiglieri non hanno potuto fare altro che prenderne atto a cose fatte non essendo mai stati messi a conoscenza preventivamente.
La presente viene inviata e condivisa dal Consigliere dimissionario Rocchetti, all’estero per lavoro, a tutti i Presidenti Provinciali compresi i presenti alla riunione da noi indetta, già edotti delle nostre motivazioni, al fine di chiudere ogni sterile polemica di chi, pur non essendo presente, ha ritenuto di muovere critiche immotivate non conoscendo i fatti.

Ovviamente, siamo a disposizione di chiunque vuole dire la sua.

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