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Non sembra proprio esserci pace per il Brixia Tour, la corsa bresciana che prima del via ha vissuto momenti di panico ed incertezza, che durante ha avuto a che fare con le polemiche dei corridori e soprattutto con l’annullamento della cronometro di Brescia e che, anche dopo la sua conclusione, torna a fare discutere.

“Lavorare fino all’ultimo per ottenere qualcosa di positivo e vedersi rovinare la corsa da un’organizzazione che ha sbagliato clamorosamente, non fa certamente piacere. Non ho altro da dire” sono queste le parole di Andrea Guardini, veronese Doc, contenute in un articolo de “L’Arena” dal titolo “Una corsa rovinata dall’organizzazione”.

Alla base delle recriminazioni di Guardini pare ci sia stata la variazione d’arrivo decisa in extremis per problemi legati al precedente arrivo. Da indiscrezioni pare che Guardini non fosse informato e abbia quindi affrontato troppo dietro l’ultima rotatoria. Sicuramente, fanno sapere fonti vicine a lui, se l’organizzazione avesse comunicato per tempo la variazione di arrivo, non avrebbe fallito dal momento che conosce quelle strade a menadito.

Guardini sul Brixia:”Una corsa rovinata dall’organizzazione”

Non sembra proprio esserci pace per il Brixia Tour, la corsa bresciana che prima del via ha vissuto momenti di panico ed incertezza, che durante ha avuto a che fare con le polemiche dei corridori e soprattutto con l’annullamento della cronometro di Brescia e che, anche dopo la sua conclusione, torna a fare discutere.

“Lavorare fino all’ultimo per ottenere qualcosa di positivo e vedersi rovinare la corsa da un’organizzazione che ha sbagliato clamorosamente, non fa certamente piacere. Non ho altro da dire” sono queste le parole di Andrea Guardini, veronese Doc, contenute in un articolo de “L’Arena” dal titolo “Una corsa rovinata dall’organizzazione”.

Alla base delle recriminazioni di Guardini pare ci sia stata la variazione d’arrivo decisa in extremis per problemi legati al precedente arrivo. Da indiscrezioni pare che Guardini non fosse informato e abbia quindi affrontato troppo dietro l’ultima rotatoria. Sicuramente, fanno sapere fonti vicine a lui, se l’organizzazione avesse comunicato per tempo la variazione di arrivo, non avrebbe fallito dal momento che conosce quelle strade a menadito.

Di tutto ciò non abbiamo però la controprova. Ciò su cui vogliamo però porre l’accento è sulla mancanza di appoggi politici da parte del Brixia Team. L’episodio di Brescia conferma che non c’è stata la dovuta collaborazione tra società ciclistica e l’Istituzione, a Verona sono stati costretti a cambiare all’ultimo l’arrivo per le richieste dell’Amministrazione Comunale e in tanti piccoli episodi non si è visto il necessario peso politico dell’organizzatore.

Leonardo Giordani, distanziato di soli 4 minuti, lamentava che ad un incrocio semaforico passassero le auto, segno evidente che quell’incrocio fosse sguarnito di personale di controllo. Dal Brixia Team hanno, infatti, segnalato la difficoltà di coprire tutti gli incroci di tutto il percorso. Comprendiamo questa difficoltà, tuttavia altre competizioni ciclistiche, in altri territori, dispongono di un’adeguata copertura da parte delle forze dell’ordine da integrare con personale della società. L’esatto contrario di ciò che avviene al Brixia Tour dove l’onere di chiudere il traffico è per la stragrande maggioranza della società organizzatrice. Questa non è una colpa diretta del Brixia Team, tuttavia è una colpa specifica quella di non saper ottenere una considerazione politica.

Per questo Giuseppe Bresciani, presidente del Brixia Team, dovrebbe lavorare l’intero anno a tessere rapporti con autorità politiche al fine di riuscire ad ottenere ciò che da altre parti è una consolidata prassi. Se saprà lavorare bene, dalla prossima stagione anche sulle strade bresciane avremo Carabinieri, Finanzieri, Poliziotti e Vigili in ausilio al personale del Brixia Team, in caso contrario dovremo sentire ancora la “bugia” che i Carabinieri, Giro d’Italia escluso, non si occupano di chiusura strade.

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