GIRO, ULTIMO ATTO

di Mario Prato

Il giro è tornato a Milano, come tradizione ormai consolidata. Dove in un piovoso e freddo pomeriggio di metà novembre era stato presentato. Doveva essere il Giro di Simoni, “troppo fatto a sua misura” dicevano i maligni. Doveva essere il giro di Simoni, Garzelli e Popovych, diceva, chi guarda al passato. Doveva essere il Giro del “duello” Petacchi-Cipollini. Invece è stato il Giro che ci ha insegnato a guardare al futuro. Chi ha fatto bene negli anni precedenti ha fatto benino, se non peggio. Chi avrebbe detto a priori che Damiano Cunego sarebbe stato così padrone del Giro? Chi avrebbe detto a priori che Alessandro Petacchi facesse sue 9 tappe sulle 11 terminate in volata. Chi avrebbe detto che Mario Cipollini tornasse a casa senza mai lasciare il segno?
Questo è stato il Giro del “duello” Cunego – Simoni, un duello sì sportivo, ma forse con qualche parola cattiva e qualche incomprensione di troppo. Vinto con molto merito dal giovane veronese. Capace di vincere 4 tappe, sia in salita, sia in volata a ranghi ridotti, sia per distacco; ed a non guardare in faccia nessuno, tanto meno se veste la sua stessa casacca.
É stato il Giro delle giovani sorprese, oltre al già citato Cunego, anche Sella, Illiano, D’amore, Wegmann, hanno fatto la loro parte, chi andando sempre in fuga o all’attacco, chi facendo sua la maglia verde contro ogni aspettativa, chi battagliando per il traguardo dell’Intergiro.
É stato il Giro dei Gregari con la “G” maiuscola. Il Treno Fassa Bortolo, imperioso e quasi imbattibile, Cioni e Bruseghin, capaci di lavorare sia per Petacchi sia di fare la loro corsa; Eddy Mazzoleni, un grande, non abbandona mai il suo capitano e si toglie la soddisfazione del 21° posto nella Generale.
É stato anche il Giro del orgoglio: Tonkov che vince a Fondo Sardonico; Garzelli che attacca un giorno sul Gavia, senza fortuna, e il giorno successivo sul Mortirolo, salita dedicata al suo ex capitano, e arriva vincente alla Presolana, dopo aver scalato il Vivione e il Passo Presolana; Fred Rodriguez e Robbie Mc Ewen, gli unici capaci di mettere la propria ruota davanti a Petacchi; Bradley Mc Gee, capace di vincere il cronoprologo a Genova ed a non aver mai mollato sulle salite difendendo l’ottava posizione nella Generale.

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