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Come avevamo previsto, GianCarlo Brocci,, patron del GiroBio, ha chiesto alle squadre interessate a correre la sua corsa di pagarsi gli hotel, riuscendo così a salvare la manifestazione.

Girobio: squadre tra l’incudine e il martello, i premi 2012 li paga la FCI e Brocci continua a farsi bello …

Come avevamo previsto, GianCarlo Brocci,, patron del GiroBio, ha chiesto alle squadre interessate a correre la sua corsa di pagarsi gli hotel, riuscendo così a salvare la manifestazione.

 

L’aspetto che più ci lascia perplessi di tutta questa vicenda e che Brocci non sia minimamente intenzionato a considerare soluzioni che vadano oltre questa proposta. In tempo di crisi, molte corse si ridimensionano, ad esempio con la riduzione dei giorni di gara. Non è un segreto che altre gare a tappe stiano pensando proprio di andare a togliere un giorno per riuscire così a coprire senza problemi tutte le spese.

La Federazione ha detto che non sborserà neanche un euro per salvare questa corsa poiché dovrà già farsi carico dei premi dell’edizione 2012 e così sembra non esserci una soluzione: da una parte Brocci dice di non voler rinunciare al suo giocattolo, dall’altra la Federazione che se ne lava le mani, con le squadre tra l’incudine e il martello. Pagarsi gli hotel e correre il GiroBio creando un precedente o rinunciare a dieci giorni di corsa ?

GianCarlo Brocci è furbo e sa bene che ci sono molte squadre disposte a farsi carico delle spese alberghiere e così già si pregusta di farsi bello per dieci giorni con i soldi degli altri, di passare, ancora una volta, come il salvatore del ciclismo fregandosene di ciò che gli sta attorno. Già, perché il Giro Under 26 è di proprietà della Federazione e Brocci ce l’ha in concessione in virtù del bando, non è  difficile immaginare che se le condizioni di organizzazione fossero state quelle proposte (hotel a carico delle società) con tutta probabilità anche altri soggetti si sarebbero fatti avanti per rilevare il Giro baby  a basso costo.

Cambiando le carte in tavola si va non solo a compiere un’azione contro i regolamenti, non solo si crea un precedente, ma si va anche a prendersi beffa di quegli organizzatori che, attenendosi alle regole, hanno deciso di rinunciare a questa organizzazione poiché non in linea con le loro casse.

Per le squadre un problema potrebbe sorgere dagli altri organizzatori alle prese con la crisi che potrebbero anche loro decidere di chiedere alle squadre di pagarsi gli hotel.

La vicenda è intricata e solo il tempo potrà dirci chi la spunterà anche se, di una cosa già ne siamo certi: a perderci è stato il ciclismo.

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