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Il ciclismo interessa alle amministrazioni pubbliche per la promozione del territorio che questo bellissimo sport può offrire. Talvolta però capita che, grazie alla involontaria (speriamo) complicità di più persone, non si riesca ad offrire una buona vetrina al territorio che decide di ospitare una gara ciclistica facendosi carico di costi, in periodo di crisi, sempre più elevati.

E’ più o meno ciò che è accaduto al GiroBio quando ha fatto tappa ad Alba Adriatica, ma andiamo con calma e proviamo a fare un po’ di chiarezza.

Al fine di dare un maggior risalto al proprio territorio, il Consorzio Costa dei parchi ha noleggiato un elicottero e messo a disposizione un proprio service aggiuntivo per fornire le immagini della tradizionale cartolina iniziale.

GiroBio: la Costa dei Parchi protesta per la scarsa promozione del territorio

Il ciclismo interessa alle amministrazioni pubbliche per la promozione del territorio che questo bellissimo sport può offrire. Talvolta però capita che, grazie alla involontaria (speriamo) complicità di più persone, non si riesca ad offrire una buona vetrina al territorio che decide di ospitare una gara ciclistica facendosi carico di costi, in periodo di crisi, sempre più elevati.

E’ più o meno ciò che è accaduto al GiroBio quando ha fatto tappa ad Alba Adriatica, ma andiamo con calma e proviamo a fare un po’ di chiarezza.

Al fine di dare un maggior risalto al proprio territorio, il Consorzio Costa dei parchi ha noleggiato un elicottero e messo a disposizione un proprio service aggiuntivo per fornire le immagini della tradizionale cartolina iniziale.

Nonostante la regista Rai, Francesca Portinari, interpellata dal Consorzio stesso avesse dato parere positivo alla messa in onda delle immagini aeree nella “cartolina”, queste immagini non sono mai andate in onda. Per questa terra oltre il danno la beffa: oltre che non aver visto promosso il proprio territorio come si aspettavano, hanno pure dovuto sostenere costi (service aggiuntivo + noleggio elicottero) per la realizzazione di queste immagini che non sono mai andate in onda.

All’ira, più che comprensibile, per questo motivo va aggiunta quella per aver assistito ad un montaggio RAI tutt’altro che accattivante. La Regista, infatti, non ha fatto come solitamente si fa per una cronometro, cercando di ridurre i tempi per via della sintesi, ma di non perdere la linea temporale della corsa, la RAI ha mandato in onda in sequenza i corridori, mostrandoli in corsa e poi, senza stacchi intermedi, subito all’arrivo. Questo è indubbiamente il metodo più veloce per riprendere una cronometro, si mostra qualche minuto del corridore Mario Rossi, poi lo si mostra all’arrivo. Si mostra qualche minuto del corridore Marco Bianchi, poi lo si mostra all’arrivo e così via per tutti i corridori seguiti dalle telecamere. Poco importa, alla regista RAI, che si veda il cartello meno cinque chilometri e dopo due secondi, senza alcuno stacco intermedio, il corridore concluda la sua prova. Addirittura, il Campione Italiano, Matteo Mammini non è stato ripreso durante la sua prova e non è stata neppure mandata in onda la sua foratura.

Quando in occasione della Coppi e Bartali, la Liquigas è caduta nella prova contro il tempo a squadre e la RAI non disponeva delle immagini, Auro Bulbarelli è giustamente andato su tutte le furie, riservando una sonora lavata di capo per il giornalista e il regista presente all’evento affermando che la Liquigas va seguita dal primo all’ultimo metro.

Tornando alla crono di Alba Adriatica, possiamo dire che, dato che con la logica quel montaggio centra veramente poco,  probabilmente è prevalsa la logica del lavorare meno, questa tecnica (se così vogliamo chiamarla) ha infatti l’unico pregio di essere molto più semplice e veloce. Molto più semplice che realizzare una sintesi costruita come si costruirebbe una diretta, senza cioè perdere di vista la linea temporale della corsa. Forse però in 5 ore c’è tempo per fare tutto.

A questo riguardo il Consorzio Costa dei Parchi ha già inoltrato una formale protesta al Vice Direttore di RaiSport Auro Bulbarelli che sicuramente non potrà che constatare quanto descritto. Il biopatron GianCarlo Brocci pare si sia scusato con gli interessati, ma tutto questo ci suggerisce una considerazione.

Il GiroBio è lontano anni luce dal Giro d’Italia, non per particolari demeriti di Brocci, ma poiché la categoria dilettanti muove molto meno pubblico che quella professionistica, ma se non riesce neppure a promuovere un territorio che la ospita, che senso ha continuare ?

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