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Giro Donne: tante proteste per le strade chiuse più di un'ora

Come accennato nel precedente articolo, ci sono giunte alcune e-mail di persone che hanno protestato per i tempi eccessivamente lunghi di chiusura delle strade in occasione del Giro Donne.

Abbiamo allora deciso di andare a vedere, tappa per tappa, quanto era il distacco tra la testa della corsa, per calcolare a quanto poteva ammontare il periodo di chiusura delle strade. La prima tappa tra la prima e l’ultima il distacco è stato di 8 minuti, tempo accettabile nella seconda e nella quarta, alla quinta il gap è stato di 26’48’’, alla sesta di 21 minuti, alla settima addirittura 38, all’ottava 45 minuti, alla nona 40. Insomma, in alcune tappe la strada è rimasta chiusa per quasi un’ora.

Questo è assolutamente inaccettabile da parte di uno sport che dovrebbe farsi amare dalla gente e non farsi detestare.

Solitamente, un buon Direttore di Corsa cerca di limitare il più possibile il periodo di chiusura delle strade in modo da non avere eccessive lamentele e limitare il rischio che qualcuno sfrutti qualche varco per eludere il divieto, ma al Giro d'Italia il Direttore di Organizzazione era Beppe Rivolta.

Proprio a questo riguardo, Raffaele Babini ci informava tempo fa che sta preparando, con l’aiuto di un valido commissario internazionale, una proposta per riuscire, anche nelle corse a tappe, a mettere fuori corsa coloro che hanno un ritardo “incolmabile”. Questa idea ci sembra buona, forse di difficile applicazione, ma sicuramente un’analisi su questo argomento è più che positiva.

Ci è stato addirittura segnalato che la tappa dello Stelvio ha visto la strada bloccata, sia per chi saliva sia per chi scendeva (dal lato della corsa), per un tempo molto elevato. Questo, oltre che fare arrabbiare gli automobilisti e penalizzare i clienti degli hotel, ha penalizzato anche quei pochi appassionati di ciclismo femminile che non hanno potuto raggiungere in automobile la zona dell’arrivo.

Insomma, un ciclismo che guarda solo a se stesso e non al mondo esterno non può avere futuro. In fondo, finchè abbiamo Beppe Rivolta "chissenefrega" del futuro...



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