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Dopo che il GiroBio ha alzato bandiera bianca, il Giro della Valle d’Aosta è rimasta, con il Giro del Friuli, l’unica corsa internazionale per dilettanti e l’unica in Italia per Under 23. Come abbiamo già avuto modo di scrivere negli anni scorsi, i passi avanti fatti da questa corsa sono evidentissimi.

Giro della Valle d’Aosta, buona l’organizzazione per una corsa dal potenziale altissimo

Dopo che il GiroBio ha alzato bandiera bianca, il Giro della Valle d’Aosta è rimasta, con il Giro del Friuli, l’unica corsa internazionale per dilettanti e l’unica in Italia per Under 23. Come abbiamo già avuto modo di scrivere negli anni scorsi, i passi avanti fatti da questa corsa sono evidentissimi.

E’ sufficiente guardare l’elenco partenti del Giro di 10 anni fa e confrontarlo con quelli di oggi, oppure guardare qualche foto degli arrivi di 10 anni e confrontarle con quelle di oggi.

Anche se quest’anno il lotto partenti era leggermente inferiore all’anno passato, e forse anche alle attese, riuscire ad avere al via numerose squadre Continental, squadre vivaio come Lotto, BMC, Omega Pharma, Euskaltel e Ag2r oltre alle migliori formazioni italiane per una settimana la Valle d’Aosta è diventata la capitale mondiale del ciclismo Under23.

 Quest’anno il percorso era meno duro degli altri anni. Meno impegnativo, ma altamente spettacolare sia dal punto di vista paesaggistico sia sotto un aspetto tecnico.

Dal punto di vista della sicurezza dobbiamo ripeterci nei complimenti fatti l’anno passato per un efficiente servizio di staffette curato dalla STAG e dalle staffette francesi, coordinati bene da Polizia, Carabinieri, Polizie Locali e Guardia di Finanza che hanno presidiato praticamente ogni incrocio consentendo a tutti di disputare la gara in assoluta sicurezza. Diverso il discorso per le tappe transalpine, ma probabilmente in Francia si usa così.

Ottimo anche il servizio di RadioInformazioni, il modus operandi del gruppo Consolini è rodato ed efficiente. Il sistema di trasmissione e di ponti radio è ottimo così come il sistema di narrazione della gara. Troppo spesso nelle gare dilettantistiche ci si limita a dire il numero del corridore, il gruppo LiEmPiLa invece dice quasi sempre anche il nome del corridore in modo da favorire il lavoro di Diesse e addetti ai lavori.

Estremamente positivo anche il servizio autisti, per il secondo anno consecutivo, infatti, questo importante compito è passato dai volontari dell’organizzazione ai “professionisti” del Team Selle Italia. Molto più vicino alla corsa il Comitato Valle d’Aosta che, grazie al nuovo presidente Carlo Franco, ha messo in atto una serie di iniziative collaterali mirate a promuovere il ciclismo valdostano sfruttando il battage del Giro della Valle.

Faremo un discorso a parte per direzione di organizzazione e giuria.

Migliorato anche il cerimoniale, da sempre tallone d’Achille di questa manifestazione, resta un punto debole la coesione con il gruppo francese non sempre sincrono con la S.C. Valdostana, anche se il premio di miglior sede di tappa, per accoglienza, spetta a Chatel. Decisamente da migliorare le sale stampa, troppo spesso senza connessione internet o inadatte per l’impossibile coabitazione tra giuria e stampa.

Di difetti da limare ce ne sono ancora, ma questa corsa migliora anno dopo anno provando sempre di più a colmare il divario tra il valore reale e quello potenziale. Purtroppo, il Giro della Valle d’Aosta si è sempre poggiato quasi esclusivamente su contributi pubblici o legati a società regionali, e così non si è mai affrontato veramente il problema delle sponsorizzazioni private. Ora che anche le Regioni autonome hanno difficoltà di budget, diventa sempre più difficile sostenersi esclusivamente con le sovvenzioni pubbliche. Il prossimo passaggio per questa organizzazione deve proprio essere questo, la creazione di un gruppo di persone giovani e deputato alla ricerca e gestione degli sponsor affinché si possa sfruttare a pieno l’internazionalità e il prestigio di questo evento a cui manca veramente poco per entrare a fare parte degli Eventi, con la E maiuscola, del ciclismo italiano.

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