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Primo Battaglin da Marostica…tranquilli non è un dejà vu, il  Battaglin in questione non è Giovanni del quale non è neanche parente, ma Enrico. Non è quello che in tempi di TV in bianco e nero fece la doppietta Vuelta e Giro, ma quello che nel 2011 ancora da stagista si fece conoscere dai ciclofili imponendosi nella Coppa Sabadini.

Giro: con un super Battaglin, l’Italia dei giovani torna a sognare

Primo Battaglin da Marostica…tranquilli non è un dejà vu, il  Battaglin in questione non è Giovanni del quale non è neanche parente, ma Enrico. Non è quello che in tempi di TV in bianco e nero fece la doppietta Vuelta e Giro, ma quello che nel 2011 ancora da stagista si fece conoscere dai ciclofili imponendosi nella Coppa Sabadini.

Il rappresentante della Bardiani Valvole-CSF Inox si era un po’ perso nel 2012 ma ha saputo presentarsi pronto oggi con l’appuntamento con il destino.

La tappa odierna che ha riportato il ventitreenne alla ribalta aveva un tracciato nel suo ultimo quarto invogliava alle imboscate e imponeva una certa attenzione.

I bookmaker e quelli che “sanno” di ciclismo avevano un bouquet di nomi con le caratteristiche necessarie a primeggiare in una tappa come quella odierna che si concludeva a Serra S. Bruno, ma nonostante i facilmente pronosticati fossero tutti presenti i punti di interesse sono stati ben altri. La lunga fuga tenuta sotto controllo quasi in toto dalla Katusha della maglia rosa; l’entrata in scena nelle avanguardie del plotone degli “Scinto boys” che faceva salire le quatozioni di Santambrogio; lo scatto inaspettato del redivivo Di Luca, vestitosi di giallo fluo giusto in tempo per presentarsi nella città partenopea per partecipare alla corsa rosa; la grinta di Luca Paolini, deciso a difendere con le unghie e con i denti le insegne di leader e tentato di  bissare il successo di ieri; un podio di tutto rispetto e tutto italiano Battaglin – Felline – Visconti, con il veneto imperioso, il piemontese nascostosi in coda al gruppo per buona parte dell’ultima ora di gara e il siciliano alla ricerca del tempo perduto; i 17” pagati dal suddito di sua Maestà Britannica Sir Braddley Wiggins a causa di un contorto regolamento che negli ultimi tre km delle tappe come quella odierna neutralizza il distacco di chi è vittima di cadute e/o incidenti ma non chi a causa delle suddette cadute rimane imbottigliato ed è costretto a mettere piede a terra; il tentativo di Cadel Evans di provare anche oggi di intascare qualche secondo di abbuono partecipando alla volata finale.

Insomma molta carne al fuoco che rende ghiotti i discorsi degli appassionati, se però vogliamo trovare il pelo nell’uovo nello svolgimento di gara rispetto a ieri è mancato il big che innescasse la miccia. Insomma un altro Ryder Hesjedal che mettendo la testa davanti avrebbe fatto si che gli ultimi km venissero corsi battagliando in ogni cm di strada.

Ma archiviamo anche questa tappa dando il bentornato a Battaglin e Di Luca e guardiamo avanti, domani tappa per velocisti e quindi per i big dovrebbe essere una giornata di riposo, ma i secondi pagati da alcuni in questi primi giorni di gara potrebbero scatenare la fantasia.

Mario Prato

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