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I comitati del Sud, per l’esattezza quelli che fanno parte del “Progetto Solidale”,  con un comunicato congiunto hanno difeso la norma del Consiglio Federale che vieta le premiazioni nelle gare di Giovanissimi, norma contestatissima in Lombardia, Veneto e Toscana, oltre ad altre regioni del centro nord.

Ovviamente, tutti possono dire la loro, compresi questi comitati, ma prima di entrare nel merito della polemica crediamo sia opportuno dare qualche numero che può aiutare a meglio comprendere la vicenda: nella sola Lombardia, nell’anno 2011, si sono disputate 278 gare di Giovanissimi, mentre nelle dieci regioni che fanno parte del “Progetto Solidale” 181. Si, avete letto bene:  nelle 10 regioni del sud si supera di poco la metà delle gare della sola Lombardia. Se poi decidessimo di andare a considerare anche le gare di Veneto e Toscana (le altre regioni contrarie a questa norma) i numeri sarebbero veramente impietosi.

Giovanissimi: il Sud contrario alle premiazioni, ma l’attività è al Nord.

I comitati del Sud, per l’esattezza quelli che fanno parte del “Progetto Solidale”,  con un comunicato congiunto hanno difeso la norma del Consiglio Federale che vieta le premiazioni nelle gare di Giovanissimi, norma contestatissima in Lombardia, Veneto e Toscana, oltre ad altre regioni del centro nord.

Ovviamente, tutti possono dire la loro, compresi questi comitati, ma prima di entrare nel merito della polemica crediamo sia opportuno dare qualche numero che può aiutare a meglio comprendere la vicenda: nella sola Lombardia, nell’anno 2011, si sono disputate 278 gare di Giovanissimi, mentre nelle dieci regioni che fanno parte del “Progetto Solidale” 181. Si, avete letto bene:  nelle 10 regioni del sud si supera di poco la metà delle gare della sola Lombardia. Se poi decidessimo di andare a considerare anche le gare di Veneto e Toscana (le altre regioni contrarie a questa norma) i numeri sarebbero veramente impietosi. Nello sport, dove il buonsenso dovrebbe sempre farla da padrone, è assurdo che una minoranza vada a condizionare l’intero movimento ciclistico, approvando una norma di cui, visto l’esiguo numero di gare, non potrà mai testarne l’efficacia.

Nel ciclismo “diroccato” funziona però così, e tutte le regioni contano per “uno” indipendentemente dal numero di tesserati e di gare che riescono a mettere in campo.

Crediamo che per fare cambiamenti importanti, come quello che ha coinvolto la categoria Giovanissimi, serva una discussione con la base (quella vera). Non è detto che si debba sempre fare ciò che vuole la maggioranza, poiché spesso le riforme più importanti sono anche quelle più scomode, ma sicuramente non si può far passare sopra la testa delle società qualsiasi tipo di cambiamento senza condividerlo e senza la minima discussione.

Invece, la Federazione è andata per la sua strada senza ascoltare chi l’attività la fa tutti i giorni e la premiata ditta Forcolin-Duci ha fatto questa proposta e il Consiglio Federale ha approvato: viva il ciclismo !

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