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Probabilmente non basta essere giovane, abbronzato e toscano per essere un buon Commissario Tecnico. Il primo degli italiani è giunto al tredicesimo posto. Giampiero Boniperti, ex presidente della Juventus, diceva:” Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”. Ed è esattamente ciò che dice ogni appassionato d ciclismo il giorno del Mondiale. Sì, perché l’Italia non è la Colombia che può esultare per un nono posto o la Svezia per un quindicesimo. Paolo Bettini ha fallito ancora dimostrando che il ruolo di Commissario Tecnico poco gli si addice.

Gilbert è il più forte, ma Bettini fa un altro flop. Che ne sarà di lui a gennaio?

Probabilmente non basta essere giovane, abbronzato e toscano per essere un buon Commissario Tecnico. Il primo degli italiani è giunto al tredicesimo posto. Giampiero Boniperti, ex presidente della Juventus, diceva:” Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”. Ed è esattamente ciò che dice ogni appassionato d ciclismo il giorno del Mondiale. Sì, perché l’Italia non è la Colombia che può esultare per un nono posto o la Svezia per un quindicesimo. Paolo Bettini ha fallito ancora dimostrando che il ruolo di Commissario Tecnico poco gli si addice.

A dire il vero, che non fosse un grande CT lo avevamo capito quando ha accettato senza fiatare le intromissioni tecniche di Di Rocco, ma la conferma ci è arrivata oggi dalla strada.

Dire che l’Italia ha corso bene fino agli ultimi due giri equivale ad affermare che quando il gioco si fa duro, l’Italia sparisce.

Non può essere una scusante il fatto che oggi ha vinto il più forte, poiché se così fosse andrebbero rivisti i meriti di Franco Ballerini quando Mario Cipollini e lo stesso Paolo Bettini erano i più forti e hanno meritatamente vinto.

E’ assolutamente impensabile di riuscire a rifondare una squadra cambiando quasi tutti i titolari, da sempre i giovani vanno inseriti in un contesto già oliato. Buttarli nella mischia come ha fatto Bettini non serve assolutamente a nulla se non ad esporli a brutte figure.

Sottostare alle imposizioni di Di Rocco non è un castigo divino, ma una deliberata scelta di un Commissario Tecnico che non sembra dotato di grande personalità. Siamo curiosi di vedere quali saranno le decisioni del prossimo Presidente Federale (qualora non rivinca Renato Di Rocco) perché Bettini può essere un grande uomo immagine, ma come CT lascia parecchio a desiderare e l’Italia merita decisamente di più.

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