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Marco Giannotti, ex presidente della Commissione Regionale Commissari di Gara dell’Emilia Romagna, è stato squalificato tre mesi per aver scritto in un comunicato ufficiale:” non voglio piu' sentire parlare di cicloamatori, ciclosuonati, ciclodrogati, ciclobombardati, che a 60 anni ti vengono ad insultare per un 150° posto”.

Nonostante l’assurda richiesta del sostituto procuratore Andrea Leggieri, che aveva chiesto la squalifica di un anno per Giannotti, la Commissione Disciplinare lo ha inibito per 3 mesi dalla data del provvedimento (26 novembre 2010).

Giannotti ha sicuramente sbagliato ad esprimersi in quei termini su un Comunicato Ufficiale, tuttavia se questa frase è sicuramente sbagliata nella forma, potrebbe non esserlo anche la sostanza.

Giannotti è stato squalificato, ma il problema che ha segnalato è ancora irrisolto

Marco Giannotti, ex presidente della Commissione Regionale Commissari di Gara dell’Emilia Romagna, è stato squalificato tre mesi per aver scritto in un comunicato ufficiale:” non voglio piu’ sentire parlare di cicloamatori, ciclosuonati, ciclodrogati, ciclobombardati, che a 60 anni ti vengono ad insultare per un 150° posto”.

Nonostante l’assurda richiesta del sostituto procuratore Andrea Leggieri, che aveva chiesto la squalifica di un anno per Giannotti, la Commissione Disciplinare lo ha inibito per 3 mesi dalla data del provvedimento (26 novembre 2010).

Giannotti ha sicuramente sbagliato ad esprimersi in quei termini su un Comunicato Ufficiale, tuttavia se questa frase è sicuramente sbagliata nella forma, potrebbe non esserlo anche la sostanza.

Giannotti, oltre ad avere espresso un concetto, ripreso poi (ovviamente con altre parole) dal sottosegretario al Welfare con delega alla Sanità Ferruccio Fazio, ha scritto il comunicato oggetto di denuncia affinché si riflettesse sulle gare amatoriali, nelle quali i Commissari non possono materialmente avere il controllo della gara, ma allo stesso tempo sono responsabili, anche penalmente.

La Procura Federale e la Disciplinare hanno fatto il loro lavoro, chi è completamente mancata ai suoi compiti è stata però, ancora una volta, la Federazione. La frase, inopportuna ed eccessiva, scritta da Giannotti non può e non deve cambiare la sostanza della lettera.

Questo Comunicato era stato scritto da Giannotti dopo che era stato convocato e sentito come testimone dalla Polizia Stradale per un incidente occorso in una gara amatoriale alla quale lui era designato come componente. Di questo incidente, avvenuto a circa un’ora di distacco dalla testa della corsa, Giannotti ne ha avuto notizia solo quando è stato convocato dalla Polizia.

Anche in questo caso la Federazione non si è preoccupata della sostanza e così, dopo che Giannotti avrà scontato la squalifica, tutto tornerà esattamente come prima.

I giudici continueranno ad andare alle gare amatoriali con la figura degli “utili idioti”, incapaci (non per colpe a loro ascrivibili) di controllare la gara, ma responsabili sportivamente e penalmente della stessa.

Solitamente una Federazione dovrebbe risolvere i problemi, Nel ciclismo, invece, chi espone una critica, anche costruttiva, viene considerato lui stesso un problema e come tale va trattato: allontanato, emarginato e, se possibile, squalificato.

Non ci vuole certamente un genio per capire che questo modo di operare, dittatoriale e lontano dalla gente, non porta da nessuna parte e ha l’unico scopo di consentire ai vertici della Federazione di restare tranquilli nel loro immobilismo che giova alla loro tranquillità, ma nuoce gravemente a tutto il ciclismo.

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