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Intervistato da Emanuele Dotto nel corso di "Sabato Sport" su RadioUno e richiesto di un commento sulla partecipazione della Androni-Venezuela al prossimo Giro d’Italia, il Team Manager Gianni Savio ha sottolineato l’importanza dell’accordo stipulato tra RCS Sport e Federazione Ciclistica Italiana, che premia con una wild card per il Giro la formazione vincitrice del Campionato Italiano a Squadre. “Complimenti a Michele Acquarone e a Renato di Rocco per aver sottoscritto  un importante accordo che rappresenta l’unico regolamento – a livello internazionale - che tiene conto del merito sportivo e che garantisce così, in un ciclismo sempre più globalizzato, la presenza al Giro di una squadra affiliata in Italia.

Gianni Savio:”Il Campionato italiano a squadre è l’unico criterio meritocratico del ciclismo”

Intervistato da Emanuele Dotto nel corso di “Sabato Sport” su RadioUno e richiesto di un commento sulla partecipazione della Androni-Venezuela al prossimo Giro d’Italia, il Team Manager Gianni Savio ha sottolineato l’importanza dell’accordo stipulato tra RCS Sport e Federazione Ciclistica Italiana, che premia con una wild card per il Giro la formazione vincitrice del Campionato Italiano a Squadre. “Complimenti a Michele Acquarone e a Renato di Rocco per aver sottoscritto  un importante accordo che rappresenta l’unico regolamento – a livello internazionale – che tiene conto del merito sportivo e che garantisce così, in un ciclismo sempre più globalizzato, la presenza al Giro di una squadra affiliata in Italia. Noi abbiamo conquistato questa preziosa wild card onorando tutte le corse del calendario nazionale, schierando sempre la migliore formazione e rinunciando anche a ingaggi importanti per gare all’estero che richiedevano la presenza della maglia tricolore del nostro Capitano Franco Pellizotti. Spero che l’accordo tra RCS Sport e FCI possa essere ricordato come precursore di una nuova epoca del ciclismo in cui si tenga finalmente  conto del merito. So che anche la Lega del Ciclismo Professionistico si sta muovendo in questa direzione. La Unione Ciclistica Internazionale dovrebbe recepire questi messaggi, e sarebbe anche semplice: basterebbe inserire accanto ai tre condivisibili capisaldi del Pro Tour – etico, amministrativo e finanziario – un sistema di promozioni e retrocessioni, esattamente come accade negli altri sport.”

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