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Il calcio sta vivendo in questi giorni un dramma, se possibile, ancor più brutto di quello che il ciclismo periodicamente vive per colpa del doping. Le parole del premier Monti, che proponeva di sospendere il calcio per 2 o 3 anni, hanno fatto indignare tutto gli appassionati di calcio, esattamente come un anno fa si indignarono gli appassionati di ciclismo quando il presidente del CONI Gianni Petrucci propose di sospendere questo sport dopo le notizie giudiziarie provenienti dalla Procura di Mantova. Tutti i ciclofili si indignarono, anzi, tutti tranne uno: Renato Di Rocco.

Il  Presidente della FCI, infatti, anziché zittire il suo amico Petrucci ricordandogli che tutti coloro che praticano ciclismo in maniera pulita sono la stragrande maggioranza, si è allineato alla tesi “Petrucciana”. GianCarlo Abete, il Presidente della FIGC, ha scelto invece di rispondere, anche duramente, al premier Monti difendendo il proprio sport e soprattutto coloro che lo praticano in maniera onesta.

GianCarlo Abete: un Presidente che difende il suo sport …

Il calcio sta vivendo in questi giorni un dramma, se possibile, ancor più brutto di quello che il ciclismo periodicamente vive per colpa del doping. Le parole del premier Monti, che proponeva di sospendere il calcio per 2 o 3 anni, hanno fatto indignare tutto gli appassionati di calcio, esattamente come un anno fa si indignarono gli appassionati di ciclismo quando il presidente del CONI Gianni Petrucci propose di sospendere questo sport dopo le notizie giudiziarie provenienti dalla Procura di Mantova. Tutti i ciclofili si indignarono, anzi, tutti tranne uno: Renato Di Rocco.

Il  Presidente della FCI, infatti, anziché zittire il suo amico Petrucci ricordandogli che tutti coloro che praticano ciclismo in maniera pulita sono la stragrande maggioranza, si è allineato alla tesi “Petrucciana”. GianCarlo Abete, il Presidente della FIGC, ha scelto invece di rispondere, anche duramente, al premier Monti difendendo il proprio sport e soprattutto coloro che lo praticano in maniera onesta. Nel ciclismo, neppure quando il Procuratore Antidoping, Ettore Torri, disse che “tutti i ciclismo sono dopati”, Di Rocco si schierò al fianco del ciclismo e dei ciclisti onesti che, lo ricordiamo, sono la stragrande maggioranza.

Non crediamo che Abete e il mondo del calcio abbiano sbagliato a difendere il loro sport, ci pare invece che sia stato Renato Di Rocco, un anno fa, a non reagire come un Presidente di Federazione dovrebbe fare.

E dire che leggendo ciò che Di Rocco ha scritto di recente su Marco Grassi (direttore di cicloweb) pare che abbia tanto coraggio, peccato che lo utilizzi in maniera alterna e che dia sempre l’impressione di essere forte con i deboli (Grassi) e debole con i forti (Petrucci), l’esatto opposto di come dovrebbe essere un buon Presidente.

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