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Gerrans, Cancellara, Nibali… un freddo ordine d’arrivo dice come si è conclusa la Sanremo 2012, ma non le emozioni che un nastro d’asfalto lungo 298km ha saputo regalare agli appassionati di ciclismo. Appassionati che aspettano questa gara con la stessa gioia un po’ infantile con la quale i bambini aspettano la mattina di Natale.

Questo secondo successo di un australiano nel “mondiale di primavera” è stato preceduto di km in km da sane emozioni sportive fin dal km 0.

È stato proprio al Km 0 che la fuga del norvegese Laengen (Type 1) e del primo cinese al via di una Sanremo, Ji Chen (Project 1T4I) ha dato il via “alle danze”.

Gerrans conquista la Sanremo che parla ancora australiano

Gerrans, Cancellara, Nibali… un freddo ordine d’arrivo dice come si è conclusa la Sanremo 2012, ma non le emozioni che un nastro d’asfalto lungo 298km ha saputo regalare agli appassionati di ciclismo. Appassionati che aspettano questa gara con la stessa gioia un po’ infantile con la quale i bambini aspettano la mattina di Natale.

Questo secondo successo di un australiano nel “mondiale di primavera” è stato preceduto di km in km da sane emozioni sportive fin dal km 0.

È stato proprio al Km 0 che la fuga del norvegese Laengen (Type 1) e del primo cinese al via di una Sanremo, Ji Chen (Project 1T4I) ha dato il via “alle danze”.

I due coraggiosi sono stati raggiunti dopo pochissimo dal kazako Gruzdez (Astana), dal colombiano Suarez Suarez (Colombia-Coldeportes), dagli italiani Pagani (Colnago) e De Negri (Farnese Vini), dal basco Oroz Ugalde (Euskaltel), dal danese Morkov (Team Saxo) e dal moldavo Berdos (Utensilnord). Un gruppetto eterogeneo che nonostante il vantaggio massimo di 13’28” non ha mai dato l’idea che il gruppo inseguitore fosse in gita di piacere. L’inseguimento, visto il diffuso interesse di avere una corsa dura, è iniziato ben prima di abbandonare la pianura padana. Con il Turchino alle spalle e gli altri luoghi simbolo della gara ancora da affrontare, si è cominciato a fare sul serio. La salita delle Manie è costata cara al “cinese in fuga” Ji che ha perso contatto dai suoi compagni di viaggio. Stessa sorte toccata dopo pochissimi minuti anche all’atteso Mark Cavendish, che nonostante l’impegno profuso da buona parte dei compagni di squadra ha visto sfumare le sue velleità di vittoria salendo con fatica lungo i quasi 5km che portano al luogo caro ai biker.

Con buona parte del Team Sky votato alla causa del Campione del Mondo il pallino è passato, a seconda delle situazioni di corsa, nelle mani di BMC, Liquigas e Rabobank. Con questa nuova situazione di corsa la fuga viene annullata all’ingresso di Alassio entrando di diritto nelle fasi salienti dell’edizione 2012 della Sanremo.

La tanto attesa salita della Cipressa, non ha visto attacchi degni di nota se non il tentativo velleitario di Vila (Utensilnord) e Hoogeland (Vacansoleil) subito rintuzzato dal plotone.

La discesa per tornare in riva al mare però ha tagliato fuori anche Gilbert, vittima con altri 6 di una caduta.

Con buona parte dei velocisti rimasti nelle retrovie, e il gruppo ridotto a una cinquantina di unità Il Poggio ritorna ad essere l’ideale trampolino di lancio verso il successo sanremese.

Dopo il forcing della Rabobank sull’Aurelia il laziale Agnoli spiana la strada all’atteso attacco del compagno di squadra Nibali. Attacco avvenuto nel punto più ripido dell’ascesa e prontamente seguito dall’australiano Gerrans e in seconda battuta da quella moto umana conosciuta con il nome di Fabian Cancellara (Radioshack).

Con i sopravissuti all’inseguimento, per i fuggitivi l’unico modo per arrivare all’arrivo è quello di affidarsi alle capacità di passista dello svizzero-lucano.

Con l’arrivo oramai prossimo e con i compagni di fuga che non accennano minimamente a contribuire al buon esito della fuga, per Cancellara non rimane altro che pestare sui pedali e sperare nella buona sorte per la volata a tre. Volata che ha visto l’australiano primeggiare sullo svizzero e Nibali conservare il terzo posto nonostante la passività in volata e il sopraggiungere del gruppo che aveva già lanciato la volata pregustando il bersaglio grosso.

Con Cancellara che tirava così forte sapevo che c’erano buone possibilità di arrivare al traguardo… Ho corso con grande freddezza, ed ho aspettato fino agli ultimi metri per giocare le mie carte… Io ho dato quel che potevo per la buona riuscita della fuga ma, sapendo quanto Fabian sia forte, mi sono tenuto una riserva di energia per la volata… In corsa non abbiamo parlato molto con il mio compagno Goss, io dovevo entrare nelle fughe e lui aspettare l’eventuale sprint. Così è stato e la vittoria è il premio per aver corso con intelligenza… La Milano – Sanremo sta diventando molto fortunata per noi australiani, lo scorso anno vinse Goss, che ora è mio compagno di squadra alla GreenEdge, ora ho vinto io: è davvero una grandissima soddisfazione… Non credo ci fosse modo migliore di vincere una grande corsa come questa, con la squadra australiana che ha un grande progetto alle spalle, con la maglia di campione australiano sulle spalle: credo sia il massimo che potessi chiedere… Crescendo in Australia la mia passione era il motocross. Poi a 16 anni ho fatto un incidente e mi sono fatto male ad un ginocchio. Come riabilitazione ho iniziato a pedalare e non più smesso”.

Oltre al terzo posto di Nibali gli italiani si sono difesi grazie al 6° posto di Pozzato, all’8° di Ballan, al 9° di Oss e al 10° di Bennati. Ma leggere un freddo ordine d’arrivo non può trasmettere le emozioni vissute in corsa e davanti alla tv.

Mario Prato

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