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Sono Francesco Bernardelli.

Attualmente ricopro la carica di Presidente del Comitato Provinciale di Lodi. Nella Assemblea di Bologna ho ricoperto il ruolo di Vice Presidente della medesima. Dai Delegati del Comitato Regionale Lombardo, in apposita riunione pre assembleare, ero stato indicato quale possibile Presidente di Assemblea.

Così non è stato. Sono convinto senza superbia alcuna, che ne stiamo pagando ancora le conseguenze. Conseguenze che si identificano in un verbale di nessun valore giuridico, caratterizzato da lacune vistose e come tale soggetto a ricorsi di vario tipo.

Non ultima il deferimento di un Delegato calabrese, magari troppo deciso nella protesta, non dissimile nel comportamento rispetto ad altri Delegati di Assemblee precedenti e comunque mai deferiti per fatti e comportamenti analoghi; la cosa si spiega probabilmente con la mancata o insufficiente conoscenza della materia, dico ciclistica, da parte del Presidente d’Assemblea.

Franco Bernardelli a 360 gradi sull’Assemblea di Bologna e sul Comitato Lombardo

Sono Francesco Bernardelli.

Attualmente ricopro la carica di Presidente del Comitato Provinciale di Lodi. Nella Assemblea di Bologna ho ricoperto il ruolo di Vice Presidente della medesima. Dai Delegati del Comitato Regionale Lombardo, in apposita riunione pre assembleare, ero stato indicato quale possibile Presidente di Assemblea.

Così non è stato. Sono convinto senza superbia alcuna, che ne stiamo pagando ancora le conseguenze. Conseguenze che si identificano in un verbale di nessun valore giuridico, caratterizzato da lacune vistose e come tale soggetto a ricorsi di vario tipo.

Non ultima il deferimento di un Delegato calabrese, magari troppo deciso nella protesta, non dissimile nel comportamento rispetto ad altri Delegati di Assemblee precedenti e comunque mai deferiti per fatti e comportamenti analoghi; la cosa si spiega probabilmente con la mancata o insufficiente conoscenza della materia, dico ciclistica, da parte del Presidente d’Assemblea.

Visti i temi da affrontare di estrazione Coni andava evitato.

Dalla mia c’era e c’è ancora una esperienza ben più pesante sostenuta a Bergamo in occasione di adeguamento totale dello Statuto Federale; ecco perché sostengo questa tesi.

Da tesserato FCI di lungo corso espongo alcune considerazioni sui fatti avvenuti.

La Delegazione Lombarda e i lavori preparatori

In fase pre assembleare il Consiglio Direttivo del CRL nulla aveva portato al consenso dei Presidenti Provinciali.

L’unica cosa da fare erano le Assemblee Provinciali per l’elezioni dei Delegati. Motivazioni e temi di discussione: Assenti.

Questa mia osservazione farà discutere? Purtroppo è sacrosanta verità.

Nacque quindi tra i Presidenti Provinciali l’idea di una Commissione di lavoro per la trattazione dei punti da sottoporre al giudizio assembleare.

Per democrazia e senso delle Istituzioni, fu proposta una Commissione al CRL con la chiara indicazione che a presiederla fosse il Presidente del CRL o suo Delegato.

La Commissione fu fatta con un mix di Presidenti Provinciali e di Consiglieri del CRL. Assolto da parte dei Presidenti dei C.P. questo compito, si affrontarono i lavori con una nota iniziale pregiudiziale: l’assemblea andava fatta però con la sottolineatura della scarsa esigenza della stessa da parte della base.

Veniva vista come un test pre-elettorale voluto principalmente dalla Presidenza Federale.

Per esaminare i punti “dettati” dai principi informatori (e solo quelli) si potevano utilizzare altre vie a “costo zero”.

“Commissario ad acta”?

Diligentemente, con ben quattro serate di riunioni in pieno inverno, i Presidenti dei C.P., il Vice del CRL Mocchetti, vari consiglieri del CRL portavano a termine il lavoro chiedendo nelle sedute finali che i Consiglieri del CRL ed il Presidente Resnati avvallassero il lavoro, ed i punti di modifica fossero inviati alla segreteria Generale per la presentazione ufficiale nei vari articoli.

Per molto tempo la procedura prevista si incagliò forse a causa di influenze che il Presidente Resnati subiva.

Tanti perché, che solo la citazione e la sostanza degli articoli proposti possono chiarire.

Nel dettaglio.

– L’assoluta necessità che i mandati Presidenziali si fermassero a Due. L’opportunità del terzo mandato si doveva collegare al mantenimento di un quorum pari al 65%.

– Il mantenimento dell’esistenza dei C.P. non legato ad un minimo di società affiliate. Ciò per mantenere un principio di presenza territoriale della FCI.

– Il diniego al limite di età per le candidature a cariche federali.

– L’Assemblea del Biennio ritenuta determinante per un continuo dialogo sulle problematiche presenti.

– Altre proposte furono fatte anche fortemente innovative quale la presenza continua nel quadriennio in Consiglio Federale di due Presidenti Regionali. Ciò per garantire consulenza continua sui problemi della periferia, sui contenuti dell’attività giovanile ed altri, per attenuare il Centralismo Federale.

La premessa che il parere dei Presidenti Regionali fosse solo consultivo era stata sottolineata bene conoscendo i vincoli dei Principi informatori del Coni.

Pur avendo rispettato ampiamente i tempi limite di presentazione si dovette fortemente alzare la voce affinché le proposte fossero sottoposte all’attenzione del Consiglio Federale.

Quale fu l’esito?

Ad una precisa domanda ci fu risposto che la segreteria generale aveva respinto proditoriamente le proposte prive dei requisiti di ammissione.

Nonostante ciò, in modo disciplinato i Delegati lombardi in apposita assise pre assembleare trattarono i punti da discutere.

La critica rivolta al Presidente Resnati non fu certo lieve.

In quella sede ci fu però compattezza totale della Lombardia a dispetto di quanti sul tema “Lombardia unita” giocano sempre sporco.

– L’ultimo scempio ai preliminari assembleari: si dovette registrare con la “circolare di veto alla presenza in sala assembleare” per i Presidenti Provinciali al ruolo di Delegati.

E pensare che molti Presidenti Provinciali rinunciarono alla Candidatura per favorire alcuni colleghi dei Consigli Provinciali.

Il tutto non tornò certamente a merito del Presidente Resnati e della Sua schiera. Si determinò un clima certamente pesante.

L’assemblea e i lavori ufficiali

Come è andata? La risultante è ampiamente negativa. Mi auguro che un Organo Superiore alla FCI sappia dare un giudizio di merito giusto e centrato.

– Innanzi tutto andrebbero valutate appieno le modalità di votazione e di consuntivo parziali dei presenti attivi in sala.

– La valutazione andrebbe estesa alla totale mancanza di valutazione da parte dei Delegati dei testi di modifica trattati. I tempi messi a disposizione erano malgrado tutto insufficienti alla bisogna.

Ad onore del vero l’unica scusante è da addurre ai tempi insufficienti dettati dal ritmo delle votazioni e a volte all’eccessiva sollecitazione ad accelerare i tempi di esecuzione dei lavori.

Se il tutto è legato a tattiche poco chiare occorrerà rivedere molte cose.

– Una chiara e più attenta declaratoria delle modalità di presentazione delle modifiche statutarie e delle votazioni sui vari elementi avrebbe certamente giovato sul clima in sala.

– Maggiori e più sostanziali sottolineature dei punti da votare potevano certamente giovare alla comprensione globale delle materie di esame.

– I pizzini?

Un punto molto grave che andava affrontato “neutralizzando” inizialmente l’Assemblea fino alla garanzia ottenuta di proseguimento corretto dei lavori.

– Che valore dare ai verbali non sottoscritti dei componenti dell’Ufficio di Presidenza?

– Preoccupante l’assenza di pareri da parte dei Presidenti Regionali presenti in aula.

La Lombardia può citare il Presidente Resnati, mai entrato nel tema delle discussioni ove un Presidente Regionale ci deve essere.

Ciò senza mancanza di rispetto ai Delegati Ufficiali che sono sempre la vera parte e rappresentativa di una delegazione.

Che dire poi di modifiche statutarie presentate da Delegati Lombardi direttamente alla Segreteria Generale senza passaggio obbligato al CRL e ai CP?

Conclusioni

Possiamo trarre qualche conclusione.

Il quadro è veramente desolante.

Possiamo fin d’ora prepararci per un lavoro molto approfondito in vista dell’Assemblea di fine quadriennio, chiedendo che tutti si adoperino per arrivare ad una fase Assembleare Straordinaria in aggiunta all’Ordinaria Prevista.

Occorrono correzioni di rotta indispensabili per chiarire molti punti dissonanti.

Francesco Bernardelli

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