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Si  è aperta oggi la rassegna iridata 2013 in terra toscana. L’onore e l’onere di muovere le prime pedalate valide per il “Mondiale” 2013 è toccato ai partecipanti alle uniche prove della rassegna dedicate hai Team.

Per alcuni le prove odierne, femminili e maschili, sono un controsenso. In molti infatti storcono il naso nel vedere atleti prendere parte ad un mondiale indossando i colori del proprio team e impegnati per la propria squadra e non per la propria nazione/federazione.

Finale con il fiato sospeso, ma il mondiale è della Omega Pharma

Si  è aperta oggi la rassegna iridata 2013 in terra toscana. L’onore e l’onere di muovere le prime pedalate valide per il “Mondiale” 2013 è toccato ai partecipanti alle uniche prove della rassegna dedicate hai Team.

Per alcuni le prove odierne, femminili e maschili, sono un controsenso. In molti infatti storcono il naso nel vedere atleti prendere parte ad un mondiale indossando i colori del proprio team e impegnati per la propria squadra e non per la propria nazione/federazione.

Ma la cronosquadre è un esercizio che non si improvvisa. Ha bisogno di un lavoro e una dedizione a monte che neanche alcune squadre di nome e blasone hanno ne voglia ne tempo da dedicarci, figuriamoci una federazione nazionale sempre impegnata a far quadrare il cerchio tra le esigenze di budget e le esigenze dei Team.

Oltre alle difficoltà tecniche e pratiche la “cronosquadre” come viene volgarmente chiamata necessita di un approccio culturale, da dove vengono i Team che fanno dell’esercizio contro il tempo uno dei pilastri del ciclismo? Basta scorrere le nazionalità dei Team che con negli ultimi anni monopolizzano gli ordini d’arrivo e ne viene fuori una geografia ben delineata. Inghilterra, Stati Uniti, Australia, Belgio, Olanda, tutte nazioni a parte il Belgio e l’Olanda non legate alla tradizione classica del ciclismo. Un approccio culturale che grazie alla contaminazione tra Pista e Strada sta dando dei frutti insperati fino a poco tempo fa e che costringe le nazioni più legate ad una visione tradizionale del ciclismo ad inseguire.

La giornata odierna ne è stata l’ennesima prova. Tra le ragazze impegnate in mattinata nei 42,79km da Pistoia a Firenze la vittoria è andata come lo scorso anno al Team americano Specialized-Lulumon (Trixi Worrack, Eleonora Van Dijk, Evelyn Stevens, Carmen Small, Katie Colclough, Lisa Brennauer, di cui le prime tre già presenti un anno fa) davanti alla formazione olandese Rabo Women Ciclyng Team (Marianne Vos, Ennemiek Van Vleuten, Roxane Knetemann, Pauline Ferrand Prevot, Thalita De Jong, Lucinda Brand) e all’australiana Orica – Ais (Amanda Spratt, Emma Johansson, Melissa Hoskins, Loes Gunnewijk, Shara Gillow, Annette Edmonson). Quarta posizione per la Rusvelo (Russia), quinta la MCipollini Giordana.

La prova femminile ha sempre visto con il miglior tempo la formazione vincitrice mentre una vera e propria battaglia a distanza si è consumata per chi occupava le restanti piazze d’onore. Una piccola nota a margine, l’olandese Marianne Voss sale per l’ennesima volta sul podio ad una rassegna irridata in attesa di potersi giocare le sue ulteriori carte nelle prove a lei più congeniali.

Nel pomeriggio si è svolta invece la prova dedicata ai maschi. Prova disputatasi sui 57,2Km da Montecatini Terme a Firenze.

Anche in questo caso la vittoria è stata un conferma, come a Valkenburg lo scorso anno il successo è andato al Team belga Omega Pharma Quick Step (composta da Sylvain Chavanel, Tony Martin, Niki Terpstra, Kristof Vandewalle, Peter Velits e Michal Kwiatkowski, quest’ultimo unico assente in terra danese). Seconda per soli 81 centesimi di secondo una orgogliosa e delusa Orica GreenEdge (Luke Durbridge, Michael Hepburn, Daryl Impey, Brett Lancaster, Jens Mouris e Svein Tuft). Per il team australiano un crudele gioco del destino che lo ha visto battuto per meno di un secondo dopo essersi imposto proprio ai danni dei vincitori odierni per l’inezia di 75 centesimi di secondo nella quarta tappa dell’ultimo Tour de France a Nizza. Terza posizione invece per il team Sky Procycling (Edvald Boasson Hagen, Christopher Froome, Vasil Kiriyenka, Richie Porte, Kanstantsin Sioutsu e Geraint Thomas). Quarta, a 1’02” la BMC, quinta la Radioshack Leopard a 1’17”.

Ai nastri di partenza si sono presentate anche le italiane Cannondale Pro Cycling (7a), Lampre-Merida (17a), Vini Fantini-Selle Italia (29a) e l’italiana registrata in Ungheria Utensilnord ora24.eu (33a). nel segno più decubertiniano dello sport segnaliamo anche la formazione algerina Velo Club Sovac che ha chiuso in trentacinquesima posizione su trentacinque ma che comunque allarga gli orizzonti di questo sport.

 Mario Prato 

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