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Quando Gene Gnocchi associava il ciclismo al doping c’era almeno l’attenuante che ciò che diceva, pur offendendo il ciclismo, poteva in qualche modo far sorridere. Ciò che l’altra sera hanno detto Ficarra e Picone a “Striscia la Notizia” non fa nemmeno ridere. Solo insulti allo stato puro.

Ficarra e Picone:”I ciclisti sono tutti drogati”. L’assordante silenzio di FCI e ACCPI

Quando Gene Gnocchi associava il ciclismo al doping c’era almeno l’attenuante che ciò che diceva, pur offendendo il ciclismo, poteva in qualche modo far sorridere. Ciò che l’altra sera hanno detto Ficarra e Picone a “Striscia la Notizia” non fa nemmeno ridere. Solo insulti allo stato puro.

Ricapitoliamo per chi non avesse seguito la vicenda. La trasmissione di Antonio Ricci ha fatto un servizio sul pessimo stato delle strade interessate dalla conclusione della sesta tappa del prossimo Giro d’Italia, al rientro in studio i due conduttori hanno etichettato i ciclisti come “tutti drogati”.

Le generalizzazioni sono sempre sbagliate, specie in questo caso soprattutto alla luce di tutto ciò che il ciclismo ha fatto per debellare il problema del doping.

E’ giusto ricordare a Ficarra e Picone che lo scorso giugno un’inchiesta della Procura di Milano ha fatto emergere un traffico di droga che si sviluppava proprio negli studi Mediaset e che ha portato all’arresto di 22 persone. Dovremmo forse dire che a Mediaset sono tutti drogati ?

Al di là dell’inopportunità della gravissima affermazione dei due mezzibusti, tante persone hanno purtroppo la loro stessa convinzione. Come abbiamo già più volte ribadito, forse l’accanimento che il ciclismo ha avuto su questa piaga ha ottenuto anche l’effetto collaterale di associare in modo sempre più indelebile i termini ciclismo e doping.

A tre giorni dalla gravissima affermazione, né la Federazione né l’ACCPI hanno ritenuto di dover intervenire sulla vicenda. Passi che una delle trasmissioni più seguite d’Italia insulti il ciclismo, ma che proprio chi dovrebbe difendere il ciclismo se ne chiami fuori facendo finta di niente ci lascia ancor più perplessi.

Nessuno si è degnato di scrivere al Tg satirico chiedendo le scuse dei conduttori, nessuno si è recato alla prima Procura della Repubblica per querelare i due personaggi per quanto affermato. Ancora una volta, gli organi eletti dal ciclismo (FCI e ACCPI) non riescono a fare nulla. Neanche a difendersi dagli insulti.

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