FERTONANI ... UN GENOVESE AL GIRO
di Mario Prato
Ha appena concluso
il suo prologo, il prologo di un Giro d’Italia speciale, corso nelle
strade della sua città, strade che lo hanno visto “fare le vasche”,
non certo adatte a correre in bicicletta.
Dai suoi occhi traspare la gioia di esserci: di essere al Giro, il suo primo
Giro, il Giro che parte da Genova. Comincia a raccontare del suo prologo,
una prova non congeniale alle sue caratteristiche, ma comunque corso a tutta,
come il momento e il luogo lo richiedevano.
“La cronometro non è la mia specialità…”racconta
con gli occhi che gli brillano” speravo di fare meglio…ho corso
poco, mi sono rotto due mani… mi manca il ritmo… è stata
un’emozione passare in mezzo a tutta la gente che mi riconosceva, mi
chiamava, urlava, neanche i migliori scatenano tutto questo entusiasmo, sono
contentissimo… ho fatto tutto quello che potevo fare… vedremo
più avanti, mi aspetto un giro duro, con molte salite, io ho corso
poco, spero di recuperare strada facendo, ai miei tifosi do appuntamento sulle
ultime tappe di salita, domani sarà un arrivo in volata… ma già
la tappa di lunedì, che passa dove abito io a Lumarzo, mi sembra sottovalutata,
il Passo del Bocco e quello del Fratello, faranno una bella selezione. A Genova
il ciclismo tira, è uno sport amato da tutti…si è visto
da quanta gente sulle strade oggi… non vedo l’ora che arrivino
le salite, al Romandia ero davanti con i migliori, anche se qui le tappe sono
brevi, la salita è il mio ambiente naturale, nonostante i pochi giorni
di gara mi sento la gamba per arrivare fino in fondo, ovviamente salvo imprevisti,
quelli sono sempre in agguato”.