FCI Cresce la febbre elettorale
Prosegue la campagna elettorale in vista delle prossime elezioni federali. Molto probabilmente si avranno tre candidati alla presidenza: Renato Di Rocco, Claudio Santi e un personaggio vicino a Davide D'Alto. Le prime due sono già state confermate, mentre la terza è in fase di definizione.
Anche le rispettive squadre sono in via di definizione, Lino Secchi dovrebbere essere nuovamente candidato alla carica di Vice Presidente, ovviamente con Giovanni Duci il quale, con l'appoggio delle numerose società a lui riconducibili, non dovrebbe avere problemi in Sicilia. Proprio queste due candidature scontentano non poco Flavio Milani che, reduce dall'esperienza negativa in Struttura Tecnica, si trova senza l'appoggio della sua regione, così che Di Rocco avrebbe sacrificato la candidatura del dirigente padovano per cercare di salvare l'appoggio di Carlesso e del Veneto che però sembra sempre più intenzionato ad appoggiare la coalizione di "Gruppo Compatto".
Claudio Santi candiderà invece come suo vice Marco Toni, mentre come seconda candidatura si vocifera che possa toccare ad un commissario internazionale del sud che sarebbe in grado di raccogliere consensi in tutto il Sud, tranne che, ovviamente, in Sicilia.
Le campagne elettorali delle due coalizioni sono state impostate in maniera opposta. Di Rocco è onnipresente, mentre Claudio Santi latita. Voci molto vicine all'attuale presidente lo dicono innervosito dalla campagna elettorale troppo silenziosa del rivale, questo non gli darebbe quindi modo di sapere in che modo si sta organizzando il "gruppo compatto" e soprattutto quanta adesione ha al momento raccolto.
Il particolare stato di inquietudine di Di Rocco e del suo staff sembra essere confermato dalla loro onnipresenza, lo stesso Presidente gira dalle 3 alle 5 manifestazioni per week end. Claudio Santi ha invece deciso di puntare sul programma, sul dialogo e sul confronto, ha infatti chiesto che in tutte le sedi di assemblea regionale sia data la possiblità ai candidati di confrontarsi sulle idee di programma.
Vista la presenza nella coalizione di "gruppo compatto" di Marco Toni, Claudio Santi dovrebbe raccogliere buona parte dei voti del 2004, Toni perse infatti solo 48% a 52%, più buona parte degli scontenti dell'operato dell'attuale Federazione, mentre Di Rocco dovrebbe raccogliere i voti dei suoi fedelissimi, dai quali però andrebbero sottratti i voti facenti capo a D'Alto.
Proprio per questo motivo, con una semplice conta, Di Rocco si sarebbe accorto che senza D'Alto gli mancherebbero i numeri necessari per battere i "cerutiani" e gli scontenti che voterebbero compatti Claudio Santi. Di Rocco avrebbe quindi mandato in avanscoperta Daniela Isetti e Lino Secchi con il compito di provare a ricucire la frattura con Davide D'Alto che, al momento, sembra insanabile.