FCI: Fiducia, dialogo e collaborazione ?
| PARTECIPAZIONE: ricreare un clima di fiducia, di dialogo e di collaborazione. |
Torniamo a parlare dei bei propositi del programma di Renato Di Rocco che nel 2004 auspicava un ritorno al dialogo, alla collaborazione e ad un clima di fiducia.
Ci spiace constatare che, anche in questo caso, sono rimaste solo belle parole, partiamo però dall'analisi dei fatti.
RICREARE UN CLIMA DI FIDUCIA: Purtroppo non possiamo certo dire che attorno al ciclismo ci sia un clima di fiducia, ogni qualvolta viene scoperto positivo un atleta, e quest'anno gli italiani sono stati davvero tanti, il ciclismo perde credibilità, la perde nei confronti degli sportivi, la perde nei confronti dei media, la perde nei confronti dei genitori che dovrebbero avere fiducia in uno sport che invece sembra in grado di produrre solo campioni di cartone. Lo stesso Di Rocco in molte interviste ha parlato, accusando i "dopati", di "perdita di credibilità" e dell'enorme danno che questi atleti fanno all'intero movimento e tra gli obiettivi ha citato nuovamente "ritrovare la credibilità".
RICREARE UN CLIMA DI DIALOGO: Durante il dialogo, non sempre i dialoganti hanno opinioni convergenti. La forza del dialogo è proprio quella di fare incontrare due idee opposte ed arricchire entrambi con nuovi orizzonti. Ci spiace tornare sulla lettera che Di Rocco ha mandato all'indomani della sua elezione ai presidenti dei comitati regionali, ma è più che mai significativa. Di Rocco, che nel programma diceva di volere ricreare un clima di dialogo, l'indomani della sua elezione aveva invitato i Presidenti dei Comitati Regionali ad allontanare, anche i dipendenti, che non avessero "aderito al senso di appartenenza e di responsabilità". Chissà se questo può essere un modo per ricreare il dialogo?
RICREARE IL CLIMA DI COLLABORAZIONE: Una fattiva collaborazione passa inevitabilmente dal dialogo, prima ci si confronta e poi si collabora per un ciclismo migliore. Non ci risulta che Renato Di Rocco abbia cercato prima il dialogo e poi la collaborazione con figure esterne al suo enturage. Addirittura Claudio Santi ha dovuto combattere per vedere riconosciuto il suo diritto, in quanto vicepresidente UEC, di assistere alle riuonioni del Consiglio Federale. Di Rocco ha ostacolato questo in ogni modo, snobbando quasi l'importanza della UEC salvo poi candidarsi lui a quella carica, fino a quando la Corte Federale ha, giustamente, concesso a Santi di partecipare nelle vesti di uditore al Consiglio Federale. Crediamo che il dialogo e la collaborazione, anche con le opposizioni, sia un bene per il ciclismo. Peccato che Di Rocco sul programma abbia scritto bene, ma poi abbia fatto male.
Parlando proprio di dialogo, non tutti sanno che recentemente Renato Di Rocco ha rifiutato una intervista a www.ciclismoweb.net.
L'avrà rifiutata perchè diventato improvvisamente timido davanti a microfoni e macchine fotografiche oppure l'avrà rifiutata perchè si trattava di un'intervista doppia tra lui e Claudio Santi, sui prossimi programmi della Federazione ? Mah ...
Sicuramente una delle priorità della prossima Federazione dovrà essere quella di ridare fiducia nel ciclismo con regole nuove, regole serie, condivise da tutti, con meno controlli (numericamente parlando), ma controlli più efficaci (qualitivamente parlando). Sarà altrettanto importante dare voce a tutti e raccogliere dagli spunti di ognuno elementi interessanti per la valorizzazione del nostro amato sport. La collaborazione e il dialogo devono passare attraverso la trasparenza, quindi il prossimo Consiglio Federale dovrà aprire le sue porte a tutti coloro che vorranno assistervi, non solo, dovranno essere disponibili sul sito FCI sia il verbale completo, sia il file audio della seduta, affinchè tutti i tesserati possano partecipare alla vita politica della Federazione, senza subire e senza capire le altrui decisioni.
A nostro avviso per garantire una maggiore democrazia, sarebbe opportuno rivedere lo statuto e prevedere che il candidato a presidente, che raggiunga almeno il 30 %, abbia un posto da consigliere. In questo modo, avendo anche una opposizione vera, ci sarebbe un arricchimento per la collettività.
Nella prossima analisi parleremo di "Immagine e Valori".