Anche i paladini della sicurezza contro la FCI

Con una partecipazione superiore alle attese degli stessi organizzatori, si è tenuto sabato a Modena,  l’annunciato convegno delle moto staffette e scorte tecniche.
Svoltosi presso la Sala Coni del Palazzo dello Sport, l’iniziativa ha visto la partecipazione di 24 gruppi di moto staffette e scorte tecniche, per un totale di 86 presenze e 14 interventi, che hanno portato l’esperienza e le problematiche di numerose regioni, quali: Liguria, Piemonte, Trentino, Lombardia, Friuli V.G., Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Marche  e Umbria.
Il convegno, indetto da Motostaffetta Selle Italia, G.S. Loabikers/Pegaso, G.S. Progetti Scorta e Gruppo Motociclisti Pistoia, ha rappresentato una sorta di autoconvocazione sulla base di una generale delusione determinata da una FCI che negli ultimi anni sembra avere abbandonato completamente l’ipotesi di affrontare le problematiche specifiche di questa categoria e che ha  rallentato di molto il proprio l’impegno pratico e culturale sui temi della sicurezza.
Con l’intervento di apertura di Giorgio Macente, l’illustrazione organizzativa di Villani Egiziano, la presidenza svolta da Luisa Bianchi, la relazione introduttiva e le conclusioni affidate a Silvano Antonelli, il convegno ha approvato la costituzione di un coordinamento nazionale moto staffette e scorte tecniche, a cui sarà affidato il compito di portare avanti le proposte e le rivendicazioni della categoria, che sono state sostanzialmente individuate in: tutela assicurativa, formazione e didattica, professionalità, tesseramento, codice della strada, consulta per la sicurezza e frequenze radio.
Nei prossimi giorni i rappresentanti del comitato organizzatore del convegno si ritroveranno per imbastire un programma di lavoro ed una ipotesi organizzativa del coordinamento, da sottoporre all’esame dei gruppi che hanno dato la loro adesione. Un programma che, naturalmente, si cercherà di portare all’attenzione delle società, strutture federali e di quanti avranno ruolo nella prossima tornata elettorale per l’elezione dei vertici della FCI.
Indicativo comunque un passaggio delle conclusione di Antonelli: il coordinamento dovrà agire in modo pluralista e unitario, senza pregiudizio nei confronti dell’attuale dirigenza federale o di quanti legittimamente pensano sia necessario un suo ricambio. La FCI sarà l’interlocutore privilegiato, ma potrà anche non essere l’unico qualora questa non mostri impegno sul terreno proposto.

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