FCI: Meno autoritarismo e più trasparenza
Chi si era presentato proclamando che occorreva cancellare gran parte del passato per costruire in "Nuovo Ciclismo del terzo Millennio" è a mano a mano scivolato in un modello gestionale autoritario e poco trasparente. Dopo otto anni i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Una Federazione divisa, con imbarazzanti pregressi presenti nei bilanci e decisi fuori dalle sedi istituzionali. Contenziosi aperti, rapporti con il Settore Professionistico, con l'UCI e con gli Enti di promozione sportiva al limite della controversia. E' mancata la volontà di dialogare, di venire incontro, di coinvolgere. Soprattutto è venuta meno la voglia di ascoltare e di fare tesoro dei consigli di chi fa attività con passione e tenacia. E' mancata in una parola, la partecipazione, un momento di confronto indispensabile per progredire e per migliorare. Non è polemica nè disfattismo. Chi si presenta per una carica di grande responsabilità ha il dovere di esporre le cose per quelle che sono. Riflettere con serenità su ciò che non è stato fatto. Partendo da questa base è possibile a auspicabile pensare e proporre un programma, e dare all'assemblea tutti gli elementi per poter giudicare e decidere nell'interesse del ciclismo italiano. |
Queste bellissime frasi non sono state scritte nè da Claudio Santi nè da un esponente di "Gruppo Compatto".
L'autore di questo scritto è Renato Di Rocco e quello mostrato qui sopra è un estratto del suo programma elettorale. Come promesso, eccoci qui ad analizzare punto su punto quanto lo stesso Di Rocco aveva scritto quattro anni fa e a valutare se abbia mantenuto le aspettative degli elettori e del mondo del ciclismo.
Nel 2004 Di Rocco parlava della gestione Ceruti come di una gestione autoritaria e poco trasparente. Lo stesso Di Rocco, nel 2005, la settimana dopo la sua elezione, aveva invitato i Presidenti dei Comitati Regionali ad allontanare, anche i dipendenti, che non avessero "aderito al senso di appartenenza e di responsabilità".

Al giorno d'oggi è ancora impossibile per un tesserato assistere ad una riunione del Consiglio Federale e ciò che viene pubblicato sull'organo ufficiale e sul sito web è solo un minimo estratto, che spesse volte risulta incomprensibile. Ci piacerebbe che la trasparenza invocata nel 2004 da Di Rocco corrispondesse alla pubblicazione integrale dell'attività del consiglio, oppure ancora che fosse possibile scaricare dal sito web federale l'intera seduta in formato audio. Vogliamo essere troppo trasparenti ?
Quella di Di Rocco può dirsi una gestione non autoritaria e trasparente ?
Proseguiamo la lettura di quanto diceva Di Rocco nel 2004: "Una Federazione divisa, con imbarazzanti pregressi presenti nei bilanci e decisi fuori dalle sedi istituzionali".
Forse Di Rocco è convinto, così come Mussolini era convinto di avere un grande esercito, che la Federazione sia unita. Così non è e lo testimoniano le decine di mail e attestati di stima che ci giungono e che giungono anche ai rappresentati dello schieramento a lui avverso: "Gruppo Compatto". Probabilmente il clima creato, ad esempio con la lettera mostrata qui sopra, ha fatto si che apparentemente nessuno contraddica Di Rocco e il suo operato, ma sicuramente possiamo affermare che la Federazione non è unita, anzi è più divisa che mai.
Non ci sentiamo di parlare del bilancio, in quanto attendiamo i dati ufficiali.
Proseguiamo ancora, Di Rocco diceva:"Contenziosi aperti, rapporti con il Settore Professionistico, con l'UCI e con gli Enti di promozione sportiva al limite della controversia".
Probabilmente con il settore professionistico si è ritrovata la pace, tuttavia le squadre affiliate all'estero sono sempre di più e tra gli organizzatori è sempre più forte l'idea di gestire questo settore in modo autonomo, o attraverso il potenziamento della AOCC o attraverso la costituzione della Lega Professionisti. Non ci risulta che la Federazione Ciclistica Italiana abbia ricostruito i rapporti con l'UCI, anzi ci pare che siano ancora più compromessi di prima e i toni delle lettere intercorse tra Di Rocco e McQuaid lo confermano. Probabilmente sono migliorati i rapporti con gli enti di promozione, tant'è che questi, in alcuni casi, sono diventati addirittura più importanti che la Federazione stessa. A Basilicagoiano, in provincia di Parma, è stata fatta spostare una storica gara Elite e Under FCI per lasciare spazio ad una gara di Amatori UISP, il tutto proprio nel "feudo" del Consigliere Federale Daniela Isetti.
Continuaimo a leggere e commentare, Di Rocco scriveva:"E' mancata la volontà di dialogare, di venire incontro, di coinvolgere. Soprattutto è venuta meno la voglia di ascoltare e di fare tesoro dei consigli di chi fa attività con passione e tenacia. E' mancata in una parola, la partecipazione, un momento di confronto indispensabile per progredire e per migliorare".
Proprio Renato Di Rocco, qualche tempo fa, ha giudicato come "azioni di disrturbo" le proposte alternative alla sua. Questo suo giudizio contrasta palesemente con quanto dichiarava nel 2004, non sappiamo quanti momenti di confronto ci siano stati in questi 4 anni per Di Rocco, sicuramente definire "azione di disturbo" una proposta politica, denota una scarsa disponibiltà al dialogo, avremmo capito maggiormente una bocciatura della proposta dopo una lunga e attenta analisi della stessa.
Ogni visitatore è sicuramente in grado di farsi a riguardo una sua idea. Ovviamente siamo a disposizione di tutti coloro che vorranno fare un'intervento, anche in difesa dell'operato di Di Rocco.