Renato Di Rocco al fianco di Cerato

All'indomani dell'arresto di Alcide Cerato, presidente del CCP, Renato Di Rocco non ha tardato a fare arrivare il suo appoggio all'amico arrestato.

Andiamo a leggere cosa ha dichiarato Renato Di Rocco a Tuttobiciweb

«Sul piano umano sono addolorato, come tutti gli amanti del ciclismo, che conoscono l’amore e la passione che anima da sempre Alcide Cerato per questo sport». Renato Di Rocco, presidente della Federazione Ciclistica Italiana non esita ad inviare ad uno dei suoi più apprezzati dirigenti un simbolico abbraccio, segno di amicizia e stima. «Non posso entrare nel merito della vicenda, che per altro non conosco, ma posso solo dire che in questi anni ho apprezzato l’intelligenza, la passione e la voglia di fare per il bene del ciclismo. Alcide Cerato, in un momento così difficile della sua vita, merita un incoraggiamento. L’augurio è scontato: che sia fatta chiarezza al più presto, e che Alcide possa tornare nel suo mondo, che da sempre è fatto di biciclette e corridori», chiosa il presidente.

Spiace che Renato Di Rocco nella sua dichiarazione non abbia considerato l'ipotesi di una eventuale colpevolezza di Cerato. Tutti siamo concordi che fino a prova contraria si è innocenti, ma è altrettanto vero che se Cerato fosse colpevole non ci sarebbero parole per definire, dal punto di vista morale, l'individuo. Alcide Cerato è indagato per un reato decisamente ignobile. Speculare sui morti, sfruttare il precario stato psicologico dei parenti dei defunti, magari addirittura giovani o bambini, è uno dei peggiori gesti che una persona possa fare.

Concordiamo con tutti coloro che affermano che questa vicenda non ha nulla che fare con il ciclismo, però è doverosa una riflessione. Se le accuse a carico di Cerato fossero confermate, si tratterebbe di un lavoratore (imprenditore) che ha barato per inseguire il maggior profitto. Quale differenza ci sarebbe quindi tra Cerato, presidente CCP, e quel lavoratore (corridore) che bara per inseguire il maggior profitto ? Probabilmente nessuno, entrambi, nel loro lavoro, avrebbero utilizzato metodi illeciti.

Qualora fosse condannato, quale credibilità avrebbe Cerato nel mondo del ciclismo ? Con quale coraggio potrebbe giudicare eventuali episodi immorali o addirittura illegali ?

Dall'altra parte possiamo porci gli stessi interrogativi su Renato Di Rocco. E' morale che il Presidente della Federazione Ciclistica Italiana, non consideri neppure l'ipotesi di una colpevolezza di Cerato, schierandosi immediatamente al suo fianco?

L'essersi schierato in maniera incondizionata al fianco di una persona accusata di "associazione a delinquere" non ci pare un grande esempio di moralità. Noi, pur augurandoci che Cerato risulti estraneo alla vicenda, abbiamo piena fiducia nell'operato della magistratura che ci dirà se Cerato è una vittima o un criminale. Fino a quel momento non possiamo pendere nè dall'una nè dall'altra parte e ci stupisce che Di Rocco invece sappia andare così tanto in la. I casi sono due: o è un fenomeno che supera persino i magistrati o non giudica negativamente i metodi eventualmente usati da Cerato.

Staremo a vedere come si concluderà questa intricata vicenda che regstra però già la sconfitta, dal punto di vista morale, di Renato Di Rocco.

indietro