Il ciclismo sempre più sport da terzo mondo

Siamo nel mese di settembre nell'anno 2008 e nonostante sia da tempo iniziato il terzo millenio, il ciclismo sembra ancora attaccato a vecchie tradizioni, dannose all'immagini e inutili dal punto di vista pratico. Andiamo a vedere insieme una fotografia scattata in una gara Nazionale, non è importante il nomer della gara, poichè tra i dilettanti immagini come queste si possono raccogliere in qualsiasi corsa.


Purtroppo ancora oggi, nelle gare maschili dilettantistiche, l'organizzatore non è obbligato a fornire ai corridori spogliatoi e docce e così ai corridori tocca pure lavarsi in mezzo ad una strada, come forse neppure i nomadi fanno.

Quando è stata scattata questa immagne era estate, ma immagniamo di averla scattata in una giornata fredda con pioggia, questi temerari corridori, anche se forse sarebbe più adatto un altro aggettivo assai meno nobile, dopo aver percorso 150 chilmetri sotto la pioggia, dovebbero spogliarsi in mezzo ad una strada e lavarsi all'aperto con dell'acqua non troppo calda.

Oltre al disagio per i corridori, non va sicuramente sottovalutato il danno di immagine che questa azione "storica" produce. Pensiamo ad uno sponsor, ma anche ad un semplice passante, che essendo ad una corsa ciclistica, o a passeggio per una via della sua città, deve obligatoriamente imbattersi in corridori sudati e semi nudi che lavano alla benemeglio, mostrando talvolta anche la loro parte meno nobile.

Questo problema può facilmente essere risolto obbligando tutti gli organizzatori a mettere a disposizione, come già avviene nelle gare femminili e in quelle professionistiche, gli spogliatoi dotati di docce. Dato che in ogni comune c'è uno stadio, un campo sportivo o una palestra, i corridori potrebbero avere al termine dello sforzo, una bella doccia calda, e un luogo in cui spogliarsi con un minimo di privacy.

Chissà per quanto dovremo avere corridori che si lavano, per modo di dire, in mezzo ad una strada? Il mondo è nel terzo mllennio, ma purtroppo il ciclismo è rimasto indietro. Speriamo che il prossimo consiglio federale sappia risolvere questo problema.

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