Il ciclismo italiano è fermo da 4 anni
Le prossime elezioni federali in programma nel mese di Marzo ad Imola, vedranno contrapposti due candidati: Renato Di Rocco e Claudio Santi. Questo appuntamento elettorale rappresenterà un momento storico per il ciclismo italiano. Da ormai troppi anni questo sport non è al passo con il mondo che lo circonda. In questi quattro anni il ciclismo è rimasto esattamente quello di prima, nessuna innovazione (anche sbagliata) è stata apportata, tutto è stato gestito in modo da cercare di non scontentare nessuno riuscendo però nella facile impresa di scontentare tanti. Di Rocco non ha portato innovazioni neppure dal punto di vista tecnico, abbandonato infatti, dopo un solo anno, il "progetto Martinello" la Federazione Ciclistica Italiana nel settore strada ha tutti tecnici già presenti in Federazione all'epoca di Ceruti. In nessun campo sono state fatte quelle riforme che periodicamente sono necessarie in tutte le istituzioni. Abbiamo avuto una Struttura Tecnica incapace di guidare le società, incapace di bocciare arrivi e percorsi al limite, anzi oltre, il regolamento e la logica. Sempre in questi quattro anni abbiamo registrato un enorme numero di deroghe concesse per autorizzare quello o quell'altro ad evadere la normativa federale o peggio ancora UCI. In questi quattro anni il ciclismo professionistico ha perso tutto quello che aveva, dalla professionalità, infatti passano prof. corridori senza alcun merito che pagano per correre, al denaro , infatti non avendo nè diritti televisivi (come avveniva con la "vecchia" Lega) nè garanzie di trasmissione in chiaro. Sempre in questi quattro anni sono stati erogati contributi, senza alcun criterio e senza alcun bando, a società, probabilmente amiche, che il Giro della Basilicata, che per ben 3 anni ha ricevuto una sovvenzione federale, il Giro delle Regioni, che quest'anno ha ricevuto 40.000 € di bonus dal Consiglio Federale. Ha ricevuto un contributo addirittura il Giro di San Marino Donne edizione 2007. Sul tema dei contributi anche il settore pista è da tempo un subbuglio, infatti i contributi ai centri non tengono conto della professionalità, della dimensione e dei risultati ottenuti. Creando così un grande malumore tra i centri più meritevoli. Dal punto di vista tecnico, oltre ad una struttura tecnica praticamente inesistente, è peggiorato anche il livello dei Direttori Sportivi, a differenza di tutti gli altri sport, in cui la preparazione, l'aggiornamento dei tecnici è fondamentale, nel ciclismo questo Consiglio Federale ha abolito la qualifica, rendendo di fatto nulli tutti i corsi e tutti gli incontri di aggiornamento. Anche il livello delle gare è drasticamente calato, al giorno d'oggi, complice anche una politica troppo accondiscendente delle strutture preposte al controllo (Struttura Tecnica e Commissari), in molte gare si rischia realmente di allontanare gli sponsor anzichè richiamarli. Una gara come il Giro della Valle d'Aosta incapace di arrivare a 100 metri di transenne (anche se il regolamento ne prevedrebbe 300) e incapace di montare un palco per autorità e speaker, è sicuramente un simbolo di questo ciclismo malato. Anche dal punto di vista del calendario, questa Federazione è stata assolutamente incapace di dare una logica. Al giorno d'oggi si possono organizzare gare, lo stesso giorno, nella stessa regione o in province addirittura confinanti, andando così a dividere i pochi corridori. Ad esempio, Martedì 16 Settembre, era in programma a Collecchio una gara Nazionale Elite e Under e a 50 Km di distanza, a Piadena (CR), una gara Regionale Elite e Under e a 140 Km, a Pieve del Cairo, un'altra gare Regionale Elite e Under. Sul tema doping questa Federazione non ha fatto tutto quello che si poteva fare, infatti sono stati numerosi i controlli sull'urina, ma assolutamente limitati quelli sul sangue. La tecnologia sembra un oggetto sconosciuto a questa Federazione che, nel terzo millennio, spende ancora circa 500.000 euro all'anno di stampa e spedizione del giornalino federale (del quale ci occuperemo in un prossimo articolo) orami molto più simile ad un giornale di partito che ad un organo ufficiale. Il metodo di comunicazione voipe è decisamente efficace e sicuramente vantaggioso da un punto di vista economico, nonostante questo, oltre a piangere per le casse vuote, la federazione spende ancora numerose risorse per le comunicazioni telefoniche.
Alla luce di tutto, siamo proprio curiosi di vedere quali argomentazioni potranno tirare fuori Renato Di Rocco e il suo staff, per andare ancora a richiedere il voto.