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Ieri lo si era detto a mezza voce, oggi arrivano le conferme. Il Suv che ha investito Thomas Casarotto era in movimento e non fermo o addirittura parcheggiato come qualcuno aveva cercato di fare credere. Il quadro si delinea sempre di più e stanno emergendo le prime responsabilità. Il conducente della vettura, indagato per lesioni personali colpose, avrebbe affermato di non aver visto alcuna indicazione relativa alla corsa ciclistica in svolgimento e che solo una vettura (pare un’ammiraglia) gli avrebbe lampeggiato.

I soci della Motostaffetta Friulana organizzazione di volontariato associata al CO.MO.S.T. (Coordinamento Nazionale Motostaffette/Scorte tecniche), attivi da anni sui temi della sicurezza alle manifestazioni sportive, prevalentemente in ambito ciclistico ed organizzatori del Meeting delle Motostaffette del Friuli Venezia Giulia sono particolarmente scossi dal drammatico accadimento verificatosi al Giro del Friuli.

Ci risiamo. Un altro giovane atleta è in fin di vita, vittima di un incidente proprio mentre praticava il suo sport preferito. Ci hanno lasicati, per altre ragioni, Fabio Fazio e Olexandr Shapoval, quest’anno ci sono stati strappati Antonj Orsani, Tommaso Cavorso, mentre la giovane Marina Romoli è stata vittima di un pauroso incidente ed è viva solo grazie ad un miracolo. Ieri, a causa di uno scontro nella fase di discesa con un’auto parcheggiata (alcuni dicono addirittura in movimento) in una curva cieca in discesa, il diciannovenne Thomas Casarotto è entrato in coma e la sua vita è veramente appesa ad un filo.

Come già anche l’anno scorso, vogliamo presentare ai nostri visitatori l’analisi numerica delle gare agonistiche su strada disputate sotto l’egida della Federazione Ciclistica Italiana. Sul numero delle gare non è possibile mentire o nascondersi dietro ad escamotage, come fatto per esempio per il numero di tesserati, dove la Federazione vanta una crescita solo perché si sono inglobati gli atleti disabili (fino all’anno scorso non facevano parte della FCI) e le moto staffette (obbligati, contro ogni regola, a tesserarsi per la FCI).

Non è rimasto indifferente all’ambiente ciclistico il nostro articolo, nel quale davamo voce alle istanze di Idalgo Ghetti, rappresentante di un gruppo di autisti operanti nelle gare professionistiche e dilettantistiche. Questo è stato lo spunto di riflessione che ha consentito a molti di loro di capire con ancora maggiore chiarezza i rischi che si prendono ogni qualvolta si mettono alla guida di una vettura tecnica, caricando un commissario o un direttore di organizzazione.

Torniamo a parlare degli autisti delle vetture tecniche nelle gare ciclistiche, per porre l’accento su di un aspetto che ogni anno, nel mese di Settembre, Idalgo Ghetti, direttore sportivo e autista, a nome suo e di altri colleghi porta a conoscenza del Presidente Di Rocco e di altri organi tecnici della Federazione. In Italia, al pari di tanti altri paesi europei, il Codice della Strada, impone a conducenti e passeggeri delle vetture tecniche del ciclismo l’uso delle cinture di sicurezza.

Vogliamo tornare oggi a parlare del servizio video sui mondiali di Montichiari, non per ribadire i concetti espressi nel passato articolo, sul quale la stragrande maggioranza del popolo ciclistico è concorde (chi non è concorde ha degli interessi per non esserlo), ma per commentare il servizio finito sui mondiali di Montichiari pubblicato sul sito Pianeta Giovani.Dopo la sigla, piacevole, simpatica e gradevole, è stato il momento dell’inizio vero e proprio del servizio con un autentico “pistolotto” di oltre 3 minuti e 40...


In settimana è giunta la comunicazione dell’annullamento di una gara, per l’esattezza la “Piccola Freccia delle Valli Parmensi”. Ovviamente questa non è una notizia dato che, purtroppo, sempre più di frequente registriamo annullamenti di gare da parte delle società organizzatrici, ma ciò che merita di essere approfondita e analizzata è la motivazione che ha portato a questo.

Il Giro della Valle d’Aosta, con la vittoria del russo Ignatenko, ha evidenziato la bontà del progetto Katusha, così come lo era quello della Mapei o quello della Rabobank o di tutte quelle squadre Continental che fanno della crescita graduale dei giovani il loro primario obiettivo. Non è un caso che tutti i migliori corridori stranieri, prima di arrivare al Pro Tour, siano transitati da formazioni Continental.

Si è concluso il Giro della Valle d’Aosta, il successo è andato a Petr Ignatenko della Itera Katusha, formazione giovanile della “corazzata” professionistica diretta da Andrei Tchmil. Questa corsa a tappe ha fatto numerosi passi avanti dal punto di vista organizzativo, sono passati, infatti, alcuni anni da quando, dalle pagine di questo sito avevamo evidenziato alcune carenze organizzative piuttosto evidenti.

Dopo aver parlato dell’efficiente organizzazione della Tre Valli Varesine, a cura della SC Alfredo Binda di Renzo Oldani, crediamo sia il caso di occuparci anche di chi, all’interno del trittico, non garantisce la stessa qualità organizzativa. Ci stiamo riferendo alla Legnanese, società organizzatrice della Coppa Bernocchi e più nello specifico all’aspetto relativo  al ruolo di addetto stampa ricoperto dall’ormai famosissimo Vito Bernardi.