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Egregio Direttore,
Le scrivo per renderLa partecipe al pari dei Suoi lettori di quanto accaduto domenica 4 settembre u.s. in occasione dell’ultima tappa del “37° Giro della Lunigiana”. Mi chiamo Fabio Perego e sono il Tecnico Regionale della Lombardia, regolarmente in corsa ed in lotta per la vittoria nella classifica finale con Andrea Garosio ( SC Capriolo), 4° in classifica generale a 58” dal Leader Bettiol al via dell’ultima tappa.
Quello che è accaduto in gara si evince chiaramente dal comunicato della società organizzatrice già pubblicato da tuttobiciweb nella serata di domenica. Il leader cade (con altri 30 corridori, tra i quali il Laziale Conti, 3° in classifica generale a 55” e  lo stesso Garosio),  si rialza, rientra in gruppo e dopo circa 2 chilometri la gara viene fermata dalla giuria perché a detta di alcuni era impossibile pedalare sulle strade rese viscide dalla pioggerellina e dalla polvere (effettivamente sembrava di pedalare sul ghiaccio …). 

Fabio Perego:”E’ scandaloso che al Lunigiana la giuria abbia fatto vincere un corridore ritirato”.

Egregio Direttore,
Le scrivo per renderLa partecipe al pari dei Suoi lettori di quanto accaduto domenica 4 settembre u.s. in occasione dell’ultima tappa del “37° Giro della Lunigiana”. Mi chiamo Fabio Perego e sono il Tecnico Regionale della Lombardia, regolarmente in corsa ed in lotta per la vittoria nella classifica finale con Andrea Garosio ( SC Capriolo), 4° in classifica generale a 58” dal Leader Bettiol al via dell’ultima tappa.
Quello che è accaduto in gara si evince chiaramente dal comunicato della società organizzatrice già pubblicato da tuttobiciweb nella serata di domenica. Il leader cade (con altri 30 corridori, tra i quali il Laziale Conti, 3° in classifica generale a 55” e  lo stesso Garosio),  si rialza, rientra in gruppo e dopo circa 2 chilometri la gara viene fermata dalla giuria perché a detta di alcuni era impossibile pedalare sulle strade rese viscide dalla pioggerellina e dalla polvere (effettivamente sembrava di pedalare sul ghiaccio …).  Potremmo discutere all’infinito sul fatto che la gara andasse fermata o no, comunque in quel momento, quando il gruppo è stato fermato il leader accusa dei dolori che lo costringono a salire in Ambulanza e ad abbandonare la gara, come detto da radio tour : «La maglia verde abbandona la gara e viene trasportato in ambulanza all’ospedale per controlli …». In seguito nasce un conciliabolo tra i tecnici, organizzatori e giuria sul ponte dell’autostrada di Marina di Massa e dopo 25 minuti circa la Giuria e la Direzione decidono di neutralizzare la gara e di trasferire la carovana in località Sarzana per decidere sul proseguimento o meno della manifestazione.
Alle ore 11.15 c.a. – due ore dopo il via ufficiale -,  tutti i corridori che attendevano seduti sui marciapiedi o all’interno della ammiraglie (molti dei quali con evidenti ammaccature, ghiaccio secco sulle ferite, medicazioni “volanti” effettuate dal servizio sanitario) ricevono la notizia che si può ripartire essendo state accertate le condizioni minime di sicurezza per il proseguo della manifestazione.
Io stesso, convinco il corridore lombardo Garosio che a questo punto vale la pena di stringere i denti nonostante le botte perché la classifica è estremamente “corta”: Andreetta (Nazionale) leader, Conti (Lazio) a 1” e Garosio (Lombardia) a 4” …
Poco prima della ripartenza ecco il primo colpo di scena: il leader Bettiol (per fortuna) non ha la sospetta frattura del bacino per cui era stato trasportato in ambulanza all’Ospedale e quindi lo aspettiamo perché può ripartire … Prego? Chi aspettiamo?…  Da quando un corridore si ritira e viene successivamente riammesso in gara ?  Fatto stà che per una decisione del collegio di Giuria, mai spiegata al sottoscritto e ad altri tecnici che come me chiedevano spiegazioni in merito, il leader riparte ( … “l’ha detto il Presidente di giuria” per voce del suo vice Presidente aggiungo io che ero presente e che mi sembra abbia parlato anche troppo spesso per conto di …). Quindi,  per  riassumere, Garosio pur essendo pesto e grattato su tutta la parte destra, non sale in ambulanza per farsi portare al pronto soccorso come richiesto dal medico di gara ma si fa medicare alla bene meglio prima sul ponte dell’Autostrada (assieme ad altri 20 ragazzi …) e successivamente nel parcheggio di un mobilificio di Sarzana, sale in bici pieno di botte per difendere il suo 3° posto e forse attaccare il leader Andreetta a 4” e in un attimo si ritrova scaraventato giù dal podio con il leader riammesso in gara che compare al nuovo via lavato e stirato come dopo la colazione del mattino.
E’ una vergogna! Un comportamento questo che trovo semplicemente irrispettoso della fatica e del sacrificio degli atleti, dei tecnici e di tutti coloro i quali hanno aspettato che la gara riprendesse il regolare svolgimento mentre qualcuno decideva – a tavolino – l’ordine d’arrivo di una gara importante e titolata come il Giro della Lunigiana. Sia chiaro: nulla contro il leader Bettiol.
Se fosse stato per il sottoscritto, la rappresentativa Lombarda si sarebbe ritirata immediatamente in segno di protesta per l’abuso subito, ma siccome i tecnici devono da sempre rendere conto alla politica, la Lombardia ha regolarmente preso il via, decisa ad attaccare pur orfana del prezioso Tocchella che nella prima caduta aveva riportato la frattura dello scafoide dx. Ciliegina sulla torta: dopo circa 10 chilometri dalla ripartenza un violento acquazzone si abbatteva sul gruppo rendendo difficile (ma non impossibile) la marcia dei corridori. In quel momento era in atto la fuga di un atleta della Nazionale Australiana con circa 1’20” di vantaggio sul gruppo ed indovinate un po chi si sbraccia e ferma il gruppo in mezzo ad un viale largo 8 m come il lungomare di Marina di Massa? Proprio il leader della classifica generale, che dopo aver fatto mettere il piede a terra a tutto il gruppo si reca dal Presidente di Giuria e dice che non ci sono più le condizioni per proseguire e che la corsa deve essere annullata … Totale, il solerte commissario, senza consultarsi con la direzione di Gara ( il Direttore di corsa Baudone era davanti all’Australiano in fuga ), annulla la gara e invita tramite “radio tour” i tecnici ad accogliere i corridori sulle ammiraglie.
Ma dove siamo: nel paese dei balocchi? Il temporale era iniziato da 2, ripeto 2 minuti di orologio, e il sindacalista Bettiol nel “bailamme” generale è riuscito a mettere d’accordo atleti di almeno 10 nazioni diverse sul da farsi? Israeliani, russi, kazaki, australiani (con un uomo in fuga …), sloveni, polacchi veneti, siciliani e lombardi (che vi assicuro nessuno ha consultato), ma se così fosse il Paese non ha più bisogno di una Camusso o di un Landini ( Segretari Generali rispettivamente di CIGL e FIOM ): abbiamo un nuovo leader per le trattative sindacali!
Vi ripeto, è stata una cosa vergognosa, gestita in maniera indegna da chi doveva essere preposto al regolare svolgimento della gara. La classifica generale era stata scritta e ratificata prima della ripartenza e così è stato, vittime tutti coloro che, come il sottoscritto ignari del disegno hanno creduto fino alla fine di poter lottare sportivamente per la vittoria. Permettetemi infine un pensiero per chi si adopera da anni dell’organizzazione e della sicurezza in gara: non è certo per colpa tua caro Baudone, ma ti assicuro che il prossimo anno al via del GIRO DELLA LUNIGIANA 2012 il sottoscritto con la rappresentativa Lombarda non ci sarà. Noi abbiamo altri valori. Certamente anche noi corriamo per vincere, ma ai nostri atleti insegniamo correttezza e sportività, cosa che sono sicuro fanno anche tutti gli alti Comitati Regionali che spero si uniscano a questa mia protesta, chissà, potresti fare un’edizione numero 38 riservata ai giudici di gara: tra di loro saranno altrettanto accondiscendenti? Mi saprai dire. Noi saremo da un’altra parte a correre e a divertirci, di certo la Lombardia non sarà a farsi prendere per il naso al Giro della Lunigiana.
Grazie per il tempo e per lo spazio consessomi, signor Direttore, ma un ultima cortesia sono a chiederLe. So che saranno tanti i blogger che commenteranno questo mio intervento, e ognuno è libero di esser a favore o contro questa mia ricostruzione dei fatti  e le conclusioni da me tratte, ma La prego: non pubblichi  “post” firmati con pseudonimi o nomi di fantasia. Il dibattito è aperto e corretto quando tutti hanno il coraggio di mostrarsi a testa alta con nome e cognome. 

Cordialmente, La ringrazio

Fabio Perego, Tecnico Regionale Lombardia categoria. Juniores

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