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Di Rocco ha sempre sostenuto di essere il Presidente del Comitato Organizzatore, una figura più istituzionale che operativa, ma avrà detto la verità ? e chi ci sarà dietro di lui a guida della società che gestisce la macchina del mondiale ?

Per capirlo, l’indagine è dovuta partire da lontano, per l’esattezza dal 18 giugno 2007 quando a Roma viene costituita la “Società ciclistica servizi srl”. Questa società, presieduta da Renato Romeo Di Rocco è di proprietà della Federazione Ciclistica Italiana per il 97% e di tale Marco Perciballi (commercialista specializzato nello sport) per il restante 3%. Nel consiglio di amministrazione siedono, oltre al Presidente, anche la segretaria della FCI Maria Cristina Gabriotti e il funzionario federale Franco Vollaro. Le finalità sociali di questa società sono state deliberate dal Consiglio Federale.

ESCLUSIVO: Inchiesta sui Mondiali di Firenze, ecco i documenti che fanno tremare Di Rocco

Di Rocco ha sempre sostenuto di essere il Presidente del Comitato Organizzatore, una figura più istituzionale che operativa, ma avrà detto la verità ? e chi ci sarà dietro di lui a guida della società che gestisce la macchina del mondiale ?

Per capirlo, l’indagine è dovuta partire da lontano, per l’esattezza dal 18 giugno 2007 quando a Roma viene costituita la “Società ciclistica servizi srl”. Questa società, presieduta da Renato Romeo Di Rocco è di proprietà della Federazione Ciclistica Italiana per il 97% e di tale Marco Perciballi (commercialista specializzato nello sport) per il restante 3%. Nel consiglio di amministrazione siedono, oltre al Presidente, anche la segretaria della FCI Maria Cristina Gabriotti e il funzionario federale Franco Vollaro. Le finalità sociali di questa società sono state deliberate dal Consiglio Federale.

La Federazione Ciclistica Italiana, rappresentata dai tre sopraccitati amministratori, è quindi socia della “Società ciclistica servizi srl”, infatti i 100.000 € del capitale sociale è stato versato dalla FCI. Fino a qui nulla di male, infatti, anche altre Federazioni hanno deciso di creare una società di servizi per gestire quei settori, come ad esempio il merchandising, che non potevano essere gestiti con successo direttamente dalla Federazione

Il 13 luglio del 2010 la Federazione Ciclistica Italiana acquisisce, al costo di 3.000 €, da Marco Perciballi il restante 3% della “Società ciclistica servizi srl” diventandone quindi unico socio.

Fermiamoci un attimo e spostiamoci in Toscana dove il 21 settembre 2010, una settimana prima che l’UCI assegnasse i Mondiali 2013, la società che ha presentato la richiesta ha mutato la sua natura giuridica da ASD (Associazione sportiva dilettantistica) in “srl”. Qui la prima domanda potrebbe sorgere spontanea: perché costituire una “Srl” onerosa (oltre 20.000 € di costo), prima di avere la sicurezza dell’assegnazione del Mondiale ?

Il 28 settembre 2010, il Mondiale viene assegnato a Firenze e il 21 gennaio 2011 l’UCI ha ceduto alla “Mondiali Ciclismo Toscana srl” l’esclusiva per la ricerca pubblicitaria in Italia per i mondiali del 2011 (Copenaghen) e 2012 (Limburg).

Nel mese di Febbraio, in Toscana scoppia una polemica poiché gli enti pubblici hanno creato un comitato che, secondo le parole dell’avvocato viareggino Alberto Consani a La  Nazione: ”Crea imbarazzo”. L’avvocato, che ha parlato per conto di Claudio Rossi (in quel momento presidente della “Mondiali Ciclismo Toscana srl”), ha ribadito che l’UCI ha concesso l’organizzazione dei mondiali a questa società e non ad altri soggetti (gli enti).

Torniamo però alla “Ciclistica Servizi Srl”, il 30 maggio 2011 il consiglio di amministrazione di questa società, composto da Di Rocco (presidente) e dalla segretaria FCI Maria Cristina Gabriotti e dal funzionario Franco Vollaro, delibera, con voto unanime, l’acquisizione della “Mondiali Ciclismo Toscana 2013 srl”.

Due giorni più tardi, il 1 giugno 2011, la società di proprietà della Federazione acquisisce al prezzo di 20.000 € la “Mondiali Ciclismo Toscana srl”, la società che organizzerà e che gestirà l’evento iridato toscano. Gli otto soci che fino a quel momento componevano la “Mondiali Ciclismo Toscana 2013”, vengono liquidati  con 2.500 € a testa e la “Ciclistica Servizi Srl” diventa proprietaria della “Mondiali Ciclismo Toscana 2013”. I soci liquidati sono: Claudio Rossi, Alberto e Benedetto Piccinini, Leonello Stefani, Andrea Tafi, GianCarlo Brocci, Livio Iacovella e Alfio Dal Porto.

La Federazione Ciclistica Italiana è quindi proprietaria della Ciclistica Servizi che è a sua volta proprietaria della Mondiali Ciclismo. Se però il Presidente della Ciclistica Servizi è Renato Di Rocco fino a revoca del socio unico (la Federazione), il Presidente della Mondiali Ciclismo è sempre Renato Di Rocco, ma a tempo indeterminato.

La Federazione ha perorato la causa di Firenze (rispetto a Genova) e l’UCI ha assegnato i Mondiali proprio al capoluogo toscano. Tutto sarebbe normale se Di Rocco non si trovasse ad essere di fatto, nello stesso momento, vice presidente UCI, presidente FCI, presidente della Ciclistica Servizi e amministratore unico della “Mondiali Toscana”.

In particolare, se nella “Servizi” è presente un CdA, nella “Mondiali” c’è solo Renato Di Rocco che ha quindi piena libertà di movimento senza che nessuno possa esercitare la doverosa attività di controllo.

Resta da capire se il Consiglio Federale sia stato o meno informato di queste operazioni che coinvolgono la Federazione quale responsabile finale nei confronti degli  eventuali creditori della “Mondiali Ciclismo” e della “Ciclistica Servizi”. Se il Consiglio Federale avesse approvato una delibera di questo tipo, anche i consiglieri federali potrebbero essere chiamati a rispondere a titolo personale.

Nel caso, invece, in cui il Consiglio Federale non abbia mai approvato tale operazione, i consiglieri penserebbero di avere una società che vende magliette ed invece si ritroverebbero ad organizzare un mondiale, con tutti i problemi (economici sopra descritti) che ne possono derivare.

La Federazione verrebbe a trovarsi, in caso di passività (molto frequente nei grandi eventi sportivi in Italia), nelle condizioni di essere citata in giudizio dai creditori della “Mondiali Toscana” e della “Ciclistica Servizi” essendo due società di cui è proprietaria.

Proprio nel lontano 2007, in occasione della Settimana Tricolore di Genova, Renato Di Rocco aveva inviato lettera nella quale invitava il Presidente del Comitato Regionale Ligure e il Presidente del Comitato Provinciale di Genova a non essere presenti nel Comitato Organizzatore della Settimana Tricolore, oppure facendolo solamente a titolo personale, “sussistendo il pericolo di un coinvolgimento della FCI in caso di insuccesso economico della Settimana stessa”.  Una lettera simile è stata inviata nel 2009 anche al Presidente piemontese Rocco Marchegiano in occasione dei mondiali paralimpici. Se nel 2007 e nel 2009 erano presenti questi rischi per la Federazione (a dire il vero minimi), oggi questi rischi sono oggettivamente molto più concreti, viste le dimensioni dell’evento e l’attuale momento economico che sta vivendo l’Europa. Rischi, evidentemente, non considerati da Di Rocco.

Insomma, di carne al fuoco sembra proprio essercene parecchia.

In questa ricostruzione abbiamo voluto solamente esporre i fatti (tutti verificabili) senza esprimere opinioni nel merito, ma in conclusione di questa prima puntata sull’argomento, vogliamo porci e porvi una domanda: cosa centra tutto questo con il mondo dello Sport che una federazione dovrebbe sempre salvaguardare ?

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