Manca poco... ecco il giro

di Mario Prato

Mancano pochi giorni a Sabato 8 maggio, ancora una settimana e dopo tanto parlar di Giro d’Italia saranno finalmente i ciclisti a dire la loro e lo faranno nell’unico modo che conta: incrociando i tubolari in una sfida lunga un cronoprologo, 20 tappe e 3435 km.
Da Genova muoveranno le loro prime pedalate in rosa in 171, pochi però avranno nel profondo del loro cuore la certezza di poter dire la loro per la vittoria o solamente per il podio a Milano dopo la loro fatica. Gli altri aspireranno semplicemente ad un po di gloria, sia con una vittoria di tappa, sia come protagonisti sulle strade italiane. Magari con una di quelle fughe destinate ad esauristi man mano che i Km che separano dall’arrivo diminuiscono, ma che regalano comunque la visibilità televisiva.
Venerdì 30 Aprile la RCS Organizzazioni Sportive ha diramato un primo elenco degli iscritti, approfittiamone per fare una analisi e alcuni pronostici.
Tra i big in gara sicuri protagonisti almeno sulla carta, troviamo il podio della scorsa edizione, quei Simoni, Garzelli e Popovych che hanno segnato il giro imminente come l’obbiettivo di stagione. Se per il trentino la corsa rosa deve essere disputata mirando al massimo risultato con il minimo sforzo in funzione del Tour de France, per il varesino e soprattutto per l’ucraino non sembrano esserci impedimenti di sorta alla disputa di un giro corso con il massimo impegno.
Un gradino sotto ai primi della classe troviamo un buon novero di atleti, da Noè (4° l’anno scorso) a Pellizzotti, da Figueras a Honchar, da Belli a Tonkov (già vincitore della corsa rosa); tutti accomunati da un certo feeling con il Giro o con la manifestata idea di provare a infastidire i ben più quotati avversari.
Continuando ad analizzare i possibili protagonisti dell’imminente corsa a tappe, non si può tralasciare la categoria dei velocisti, che pur non avendo ambizioni alla vittoria finale, sicuramente accendono l’entusiasmo e la curiosità nelle tappe a loro dedicate. La sfida Petacchi-Cipollini riempirà ancora pagine di giornali e trasmissioni sportive. Tra i due principi dello sprint dovrà ritagliarsi un posto al sole Ivan Quaranta che ritorna al Giro dopo la mancata convocazione dello scorso anno, mancata convocazione seguita dalle polemiche che hanno portato il cremasco a cambiare squadra. A questo terzetto aggiungerei altre ruote veloci desiderose di un momento di gloria, quella gloria che solo il Giro sa dare: Mc Gee, Pagliarini, Hamburgher, D’Amore Rodriguez, Strazzer, Backsted e Bennati - sono i primi che vengono in mente scorrendo la lista degli iscritti.
Fin qui abbiamo parlato di possibili vincitori e di sprinter pronti a rendere incandescenti gli ultimi metri di una tappa. Ma come gli appassionati ben sanno, non sono solo questi gli ingredienti di una corsa a tappe: le squadre che non hanno un velocista in organico, o che non ambiscono alla vittoria finale, devono inventarsi una condotta di gara che sfrutti al meglio l’orografia della tappa o un momento di disattenzione o di magnanimità delle squadre dei big. Squadre come la Tenax e la Chocolade Jacques Wincor, ad esempio, dovranno correre un “Giro parallelo”, raccogliendo quelle piccole soddisfazioni che comunque valgono molto nell’economia della squadra.
Rimanendo alle squadre, un discorso a parte merita la Colombia - Selle Italia, la squadra Italo-Colombiana, che mira come ogni anno alla maglia verde del miglior scalatore. Con il suo modo di correre garibaldino soprattutto in vicinaza dei GPM, sarà sicuramente una delle protagoniste. Stesso discorso vale anche per la Ceramiche Panaria – Magres, perché pur essendo capitanata da Giuliano Figueras, che da anni insegue la sua consacrazione al Giro, ha in squadra quel Perez Cuapio che non riesce a stare tranquillo quando la strada comincia a salire. Se a questo aggiungiamo lo spirito battagliero di Bruno Reverberi DS della formazione, ne viene fuori una miscela altamente esplosiva, che porterà le maglie arancioni a pedalare sempre nelle prime posizioni del gruppo.
Possibile squadra rivelazione del Giro la svizzera Phonak, attrezzata per ben figurare, avendo tra le sue file quell’Alexander Moos, attuale leader del Giro di Romandia, due cacciatori di tappe come Niki Aebersold e Tadej Valjavec, il velocista Bennati e il genovese Marco Fertonani, voglioso di ben figurare nel Giro che parte da casa sua. Una squadra la svizzera pronta a tutte le situazioni di corsa.
L’ultima citazione la lascio per 2 corridori che hanno vinto poco in carriera, ma che tutti gli appassionati conoscono: due corridori che si sono ritagliati la loro popolarità uno al Giro e l’altro al Tour, andando sempre in fuga, anche quando il buon senso lo sconsigliava. Sto parlando di Mariano Piccoli e di Jackie Durand, che sicuramente continueranno con la loro “filosofia” di gara, forse poco redditizia ma così spregiudicata, incosciente e bella nella sua naturalezza, che appassiona sempre, perché nell’essenza stessa del ciclismo.
Gli appassionati avranno modo di vedere da vicino i protagonisti del prossimo Giro in occasione della presentazione delle squadre partecipanti che si terrà nel Capoluogo ligure Giovedì 6 Maggio alle ore 21 presso l’aree dello Expo al Mandraccio.
Sabato 8 invece alle ore 15:45 circa da Piazza della Vittoria partirà il primo girino impegnato nel cronoprologo, che darà così il via a 3435 km di passione, fatica e amore per lo sport.

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