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La Primavera checchè ne dicano i fanatici della gita fuoriporta, è stagione pazza e di difficile interpretazione. Ciclisticamente parlando la “Classicissima di Primavera” 2011 ha incarnato in pieno le caratteristiche peculiari della stagione della quale è simbolo.

Sono bastate poche gocce di pioggia in provincia di Savona per cambiare il volto alla gara dal percorso più banale ma ciò non di meno più affascinante del calendario. E così tra forature, asfalto scivoloso e cadute, il tratto savonese della Milano-Sanremo è diventato il punto cruciale per quello che è successo nei successivi km. Mentre la fuga dei classici fuggitivi della prima ora, che portavano i nomi di Miyazawa, De Marchi, Sijmens e Ignatyev, era intenta a vivere i loro ultimi momenti di gloria, l’asfalto scivoloso della salita verso le Manie e della successiva discesa ha fatto sì che la Sanremo 2011 premiasse gli attaccanti e non le classiche ruote veloci, attendiste e speculative per natura.

E’ di Goss la Sanremo più bella degli ultimi 10 anni

La Primavera checchè ne dicano i fanatici della gita fuoriporta, è stagione pazza e di difficile interpretazione. Ciclisticamente parlando la “Classicissima di Primavera” 2011 ha incarnato in pieno le caratteristiche peculiari della stagione della quale è simbolo.

Sono bastate poche gocce di pioggia in provincia di Savona per cambiare il volto alla gara dal percorso più banale ma ciò non di meno più affascinante del calendario. E così tra forature, asfalto scivoloso e cadute, il tratto savonese della Milano-Sanremo è diventato il punto cruciale per quello che è successo nei successivi km. Mentre la fuga dei classici fuggitivi della prima ora, che portavano i nomi di Miyazawa, De Marchi, Sijmens e Ignatyev, era intenta a vivere i loro ultimi momenti di gloria, l’asfalto scivoloso della salita verso le Manie e della successiva discesa ha fatto sì che la Sanremo 2011 premiasse gli attaccanti e non le classiche ruote veloci, attendiste e speculative per natura.

Il Fato e le capacità intuitive di chi è nato attaccante hanno frazionato il gruppo in più tronconi con gli attesi Cavendish, Hushovd, Farrar e Freire,vittime di cadute e forature, relegati nelle retrovie. Mentre un gruppo di una cinquantina di atleti con dentro quasi tutti i finisseur e alcuni velocisti come Bennati, Petacchi, Greipel e Goss, andava affrontando coraggiosamente la rimanente porzione di percorso.

Hanno affrontato i Capi, la Cipressa, il Poggio, esaurendo le loro energie, e farcendo strada facendo la gara con alcuni tentativi velleitari come quelli di Agnoli, Ballan, Popovich, fino a quello più interessante di Offredo, Van Avermaet, Chainel e O’Grady nella discesa della Cipressa.

Ma l’attacco ben portato dai quattro, non è stato sufficiente a far saltare il banco, ma solo a far consumare le ultime energie a quelli che avevano già la spia della riserva accesa.

Il Poggio ultimo scoglio al successo sanremese è stato affrontato in prima linea da Van Avermaet con un discreto margine su Nibali e la decina scarsa sopravissuta a una delle Sanremo più belle degli ultimi anni. La discesa verso Sanremo ha ricompattato i così detti migliori, che hanno sofferto però la presenza nei dieci di Matthew Goss, unico velocista del plotoncino. Gli allunghi dei vari Cancellara, Gilbert, Nibali e Scarponi, hanno ottenuto solamente di arrivare al traguardo permettendo all’australiano di diventare il primo cittadino della Terra di Sotto a vincere il così detto Mondiale di Primavera.

Il vincitore è nato a Launceston (Australia) il 5/11/1986 ed è professionista dal 2006. “Vincere davanti a Cancellara, Gilbert, Pozzato, Ballan è stato magnifico: difficile, ho dovuto rischiare, ma alla fine è arrivata la vittoria. Davvero emozionante!” ha dichiarato Goss in apertura di conferenza stampa. “Sulla Cipressa volevo stare davanti, sul Poggio, quando ho visto gli altri velocisti dietro di me, ho iniziato a crederci… Mark (Cavendish) era rimasto nel gruppo dietro: a quel punto ho iniziato credere che davvero avrei potuto vincere” ha spiegato l’australiano.

Ad un giornalista che gli fa notare di aver ottenuto molte vittorie in carriera ma di non dare l’impressione di credere molto in se stesso, Goss ha risposto: “Dopo questa vittoria comincerò senza dubbio a credere davvero in me… E visto che la mia prima corsa dei sogni era la Milano – Sanremo e l’ho vinta, ora il mio obiettivo è il Giro delle Fiandre” ha concluso Goss.

Con la vittoria odierna, i successi stranieri alla Milano – Sanremo diventano 52 mentre quelli di corridori italiani rimangono a 50.

Alle spalle dell’unico velocista presente nelle avanguardie e partito, si noti bene come terza scelta in casa HTC-Highroad, si sono piazzati due grandi, per non abusare di superlativi, come Cancellara e Gilbert, seguiti nell’ordine dal trio italiano Ballan, Pozzato e Scarponi.

A quest’ultimo và però la palma di più bella azione della Sanremo. Sulla Cipressa, con Petacchi da solo nel gruppo dei migliori, il marchigiano ha chiuso in solitudine il gap di oltre un minuto che divideva la testa dal gruppo inseguitore. In soli 10km Michele Scarponi ha saputo raggiungere quelli che lo precedevano, mantenendo una certa riserva di energia che gli ha permesso comunque di provare a giocarsi le sue carte nelle fasi finali.

I meno addentro alle cose di ciclismo, potranno obbiettare che anche oggi c’è stata la vittoria di un velocista e che quindi sarà stata una Sanremo noiosa conclusasi in volata.

Niente di tutto questo, l’uomo venuto dalla Tasmania ha saputo raccogliere il massimo risultato in una delle Sanremo più belle, emozionanti e di difficile interpretazione, proprio come la stagione della quale la Sanremo è simbolo da oltre 100 anni.

di Mario Prato

Ordine d’Arrivo:

1° Matthew Harley Goss (Aus, Htc Highroad)
2° Fabian Cancellara  (Svi, Team Leopard-Trek)
3° Philippe Gilbert (Bel, Omega Pharma-Lotto)
4° Alessandro Ballan (Ita, Bmc Racing Team)
5° Filippo Pozzato (Ita, Katusha Team)
6° Michele Scarponi (Ita, Lampre-Isd)
7° Yohann Offredo (Fra, FDJ)
8° Vincenzo Nibali (Ita, Liquigas-Cannondale) a 3”
9° Greg Van Avermaet (Bel, Bmc Racing Team) a 10”
10° Stuart O’Grady (Aus, Team Leopard-Trek) a 12”

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