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Chi vince ha sempre ragione, non abbiamo quindi l’intenzione di svalutare la vittoria di Demare, talentuoso francese il prossimo anno professionista con la FDJ, né il secondo posto di Petit che milita nella Cofidis. Vorremmo però concentrarci sui limiti di una nazionale come quella azzurra che da troppi anni è lontana dai vertici in una categoria importante come quella degli Under 23. Quest’anno finalmente, tifosi, giornalisti ed opinionisti stanno affermando ciò che noi ribadiamo da anni e cioè che occorra adattarsi alle regole internazionali e che sia quindi necessario convocare quegli Under 23 meritevoli della maglia azzurra indipendentemente dalla società in cui militano. Quest’anno gli azzurri avrebbero potuto schierare corridori del calibro di Guardini, Favilli, Felline, Ratto e Pulucchi. Con i se e con i ma non si va da nessuna parte, ma è legittimo chiedersi come sarebbe andato questo Mondiale con al via i migliori azzurri Under 23. Per fare questo, come abbiamo scritto due giorni fa, servirebbe una Federazione con gli attributi. Archiviata, per ora, la polemica sui “professionisti” tra gli under 23, ci vogliamo concentrare sulla tattica di gara tenuta dagli azzurri di Amadori.

Doppia Marsigliese a Copenhagen, vince Demare su Petit. Male gli azzurri.

Chi vince ha sempre ragione, non abbiamo quindi l’intenzione di svalutare la vittoria di Demare, talentuoso francese il prossimo anno professionista con la FDJ, né il secondo posto di Petit che milita nella Cofidis. Vorremmo però concentrarci sui limiti di una nazionale come quella azzurra che da troppi anni è lontana dai vertici in una categoria importante come quella degli Under 23. Quest’anno finalmente, tifosi, giornalisti ed opinionisti stanno affermando ciò che noi ribadiamo da anni e cioè che occorra adattarsi alle regole internazionali e che sia quindi necessario convocare quegli Under 23 meritevoli della maglia azzurra indipendentemente dalla società in cui militano. Quest’anno gli azzurri avrebbero potuto schierare corridori del calibro di Guardini, Favilli, Felline, Ratto e Pulucchi. Con i se e con i ma non si va da nessuna parte, ma è legittimo chiedersi come sarebbe andato questo Mondiale con al via i migliori azzurri Under 23. Per fare questo, come abbiamo scritto due giorni fa, servirebbe una Federazione con gli attributi. Archiviata, per ora, la polemica sui “professionisti” tra gli under 23, ci vogliamo concentrare sulla tattica di gara tenuta dagli azzurri di Amadori. Su di un percorso semplice e privo di contenuti tecnici, come quello di Copenhagen, non aveva assolutamente senso lanciarsi nella fuga senza futuro con Manarelli, il Brasile, infatti, era giustamente in cerca di visibilità mentre l’Italia doveva essere alla ricerca di una medaglia. Hanno avuto poco senso tattico anche le sparate di Boem e il grande lavoro di Alafaci. Colbrelli doveva essere l’apripista di Fortin, ma purtroppo non ha svolto il suo compito e lo stesso Fortin, nonostante la posizione estremamente favorevole, non è andato oltre il sesto posto. Nel ranking CQ, Fortin occupava la 1787^ posizione, mentre Demare era 505°. Qualcuno ha maliziosamente ipotizzato che Fortin, della Trevigiani, il suo Mondiale lo abbia vinto arrivando davanti ai portacolori della Zalf. Non crediamo che la rivalità tra queste due squadre venete abbia condizionato il Mondiale, crediamo però che le squadre dilettantistiche dovrebbero iniziare a copiare ciò che avviene all’estero, anziché perdersi in lotte di cortile e ad esaltarsi per successi di cartapesta, come quelli ottenuti in anonime gare regionali. Dopo questo Mondiale, ci sembra evidente che Marino Amadori sia totalmente inadatto a questo ruolo, non a caso anche quando si occupava di donne, con Salvoldi plurimedagliate, era rimasto a bocca asciutta. Chissà se nel ciclismo, almeno questa volta, si potrà fare una sorta di “processo” finalizzato al miglioramento collettivo, oppure se dovremo ancora ripeterci che tutto va bene quando non va bene per niente ?

1) Arnaud Demare (Francia) 3h 52′ 16″
2) Adrien Petit (Francia)
3) Andrew Fenn (Gran Bretagna)
4) Rudiger Selig (Germania)
5) Marco Haller (Austria)
6) Filippo Fortin (Italia)
7) Wouter Wippert (Olanda)
8) Alexey Tsatevitch (Russia)
9) Tosh Van Der Sande (Belgio)
10) Andris Smirnovs (Lettonia)

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