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Sono molto contento del risultato. – con queste parole Alberto Contador si è presentato davanti ai microfoni dopo la più bella impresa di questo inizio di Giro – Controllavo Scarponi e sapevo di dover contrattaccare tra il km 8 e il 5 all’arrivo. Sapevo anche di dover stare attento al vento contrario: sono riuscito a vincere e sono molto soddisfatto di questo……Il Giro è appena iniziato: è una corsa lungo e difficile e può succedere di tutto……Ci sono troppe persone a cui potrei dedicarlo. Sicuramente i fan, sono loro che mi danno la forza per allenarmi. Quindi alla mia famiglia che ha visto tutto quello che ho fatto per arrivare a questo livello di condizione atletica. Infine alla squadra e allo sponsor, entrambi incredibili nel supportarmi negli ultimi mesi……Non pensavo di indossare la Rosa, l’importante era fare la differenza con gli altri corridori. Da dopodomani succederà di tutto con questa Maglia sulle spalle…… sul traguardo non sapevo se c'era qualcuno davanti a me. Quindi il gesto dello sparo non ho pensato a farlo, lo riserbo per un'altra tappa……Questa vittoria è speciale perché questo posto è mitico ed il paesaggio è incredibile. Con l’Etna che fumava sopra di noi chissà che foto sono venute…”.

Dopo le prove di ieri, Contador stacca tutti e strizza l’occhio al Giro 2011

Sono molto contento del risultato. – con queste parole Alberto Contador si è presentato davanti ai microfoni dopo la più bella impresa di questo inizio di Giro – Controllavo Scarponi e sapevo di dover contrattaccare tra il km 8 e il 5 all’arrivo. Sapevo anche di dover stare attento al vento contrario: sono riuscito a vincere e sono molto soddisfatto di questo……Il Giro è appena iniziato: è una corsa lungo e difficile e può succedere di tutto……Ci sono troppe persone a cui potrei dedicarlo. Sicuramente i fan, sono loro che mi danno la forza per allenarmi. Quindi alla mia famiglia che ha visto tutto quello che ho fatto per arrivare a questo livello di condizione atletica. Infine alla squadra e allo sponsor, entrambi incredibili nel supportarmi negli ultimi mesi……Non pensavo di indossare la Rosa, l’importante era fare la differenza con gli altri corridori. Da dopodomani succederà di tutto con questa Maglia sulle spalle…… sul traguardo non sapevo se c’era qualcuno davanti a me. Quindi il gesto dello sparo non ho pensato a farlo, lo riserbo per un’altra tappa……Questa vittoria è speciale perché questo posto è mitico ed il paesaggio è incredibile. Con l’Etna che fumava sopra di noi chissà che foto sono venute…”.

La moltitudine di siciliani e non solo che ha invaso le pendici dell’Etna si aspettava forse un’impresa dell’Enfant du Pays Vincenzo “Lo Squalo” Nibali, ma ha apprezzato e festeggiato l’impresa di un campione che dopo lo “schiaffo” di ieri a Tropea, ha scaricato sui rivali una gragnola di colpi in forma di preziosi secondi in classifica.

Che la tappa di oggi fosse sentita dalla maggior parte dei girini era un dato di fatto. Un arrivo impegnativo come quello del Rifugio Sapienza dopo la doppia scalata dell’Etna era l’occasione per dare una bella sgrossata alla classifica e far passare agli avversari un giorno di riposo con qualche preoccupazione in più.

Allo stesso tempo però una lunga salita quasi completamente esposta al vento consigliava agli interpreti una certa cautela. I navigatori di lungo corso sulle strade del Giro sanno che in giornate come queste occorre temporeggiare e sferrare un solo colpo, meglio se da KO, perché difficilmente si avrà l’occasione per replicare.

E così è stato, i pretendenti al “trono” di Milano, hanno lasciato andare via una fuga solo dopo una cinquantina di Km di controllo totale. 50km dove le squadre dei big hanno tarpato le ali a tutte le velleità dimostrando di tenere in massima considerazione le salite di giornata.

Solamente  a Savini, Bakelandts, Cherel, Frank, Horrach, Vanotti, Lastras, Visconti e Popovych è stato concesso il “permesso” di affrontare l’ignoto verso il vulcano più alto d’Europa.

Cosa che hanno fatto egregiamente fino a quando la stanchezza, l’avvicinarsi del traguardo e il recupero del plotone, hanno cominciato a far saltare gli equilibri finché la salita sotto i loro tubolari è diventata troppo dura per le loro ambizioni.

Il così detto gruppo dei migliori invece ha iniziato l’ascesa finale in maniera compatta, con tutte le squadre, o quasi, impegnate nel difficile compito di fare l’andatura giusta per il proprio capitano.

Con il passare del tempo, la selezione come si dice in gergo è cominciata dal fondo, con il gruppo dei migliori che si assottigliava strada facendo perdendo quelli che non avevano titolo per stare lì.

Il primo a rompere gli indugi e di conseguenza ad affossare le ultime velleità dei sopravissuti dei nove andati in fuga è stato il “figliol prodigo” Rujano, ritornato con Gianni Savio per riprendere il bandolo della matassa della sua “scriteriata” carriera.

Poco dopo, quando mancavano 7km al termine, è avvenuto l’attacco che nessuno si aspettava. Come ieri a Tropea è uscito in caccia Alberto Contador, con una fiondata e un passo che nessuno ha provato a seguire, tranne Scarponi che è durato solo un km, prima di lasciar andare lo spagnolo verso il successo e la conquista della maglia rosa e di quella rossa, e ripiegare in buon ordine verso un’andatura più consona alle sue possibilità, pagando sul traguardo anche lo scotto di aver consumato troppe energie.

Meglio è andata a Rujano che una volta raggiunto si è francobollato alla ruota posteriore della nuova maglia rosa e pur non riuscendo a resistere a tutti i suoi affondi, ha guadagnato un più che onorevole secondo posto. Terza piazza sul podio di questa tappa con conseguenti abbuoni a Stefano Garzelli che con il dichiarato obbiettivo di fare bene nei primi 10 giorni dimostra di avere sempre un gran feeling con la corsa più amata dagli italiani.

Quarta piazza invece per l’atteso Vincenzo Nibali, che sulla sua montagna non ha guadagnato che qualche secondo su alcuni dei diretti concorrenti.

Una leggenda vuole che Vulcano, il mitologico Dio del Fuoco e della Metallurgia, avesse la sua fucina  sotto l’Etna e che abbia domato il demone del fuoco Adronos conducendolo fuori dalla montagna. Chissà se il portacolori della Saxo Bank ne era a conoscenza, perché oggi Alberto Contador da Pinto era pervaso da quel sacro fuoco tipico dei Campioni ambiziosi. Un Cantador diverso, meno calcolatore e più sanguigno, un vero demone del fuoco, il sacro fuoco dell’agonismo.

Mario Prato

Ordine d’Arrivo

1)    Alberto Contador (Spa, Saxo Bank – Sungard) in 4h59’09’’

2)    Josè Rujano (Ven, Androni – CIPI) a 3’’

3)    Stefano Garzelli (Ita, Acqua & Sapone) a 50’’

4)    Vincenzo Nibali (Ita, Liquigas – Cannondale) s.t.

5)    Roman Kreuziger (Cec, Astana) s.t.

6)    David Arroyo (Spa, Movistar) s.t.

7)    Kanstantin Sivtsov (Blr, HTC – High Road) s.t.

8)    Igor Anton (Spa, Euskaltel) a 59’’

9)    John Gadret (Fra, Ag2r La Mondiale) a 1’07’’

10) Hubert Dupont (Fra, Ag2r La Mondiale) s.t.

Classifica Generale

1)    Alberto Contador (Spa, Saxo Bank – Sungard) in 33h03’51’’

2)    Kanstantin Sivtsov (Blr, HTC – High Road) a 59’’

3)    Christophe Le Mevel (Fra, Garmin – Cervelo) a 1’19’’

4)    Vincenzo Nibali (Ita, Liquigas – Cannondale) a 1’21’’

5)    Michele Scarponi (Ita, Lampre – ISD) a 1’28’’

6)    David Arroyo (Spa, Movistar) a 1’37’’

7)    Roman Kreuziger (Cec, Astana) a 1’41’’

8)    Josè Serpa (Col, Androni – CIPI) a 1’47’’

9)    Dario Cataldo (Ita, Quick Step) a 2’21’’

10) Matteo Carrara (Ita, Vacansoleil) s.t.

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