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Fa un certo effetto sentire Alessandro Petacchi definito indirettamente “superdopato”, soprattutto se a definirlo tale è il Presidente della Federazione, Renato Di Rocco. Il numero uno della FCI, commentando la sentenza del TAS che ha consentito la partecipazione alle Olimpiadi di Londra 2012 a quegli atleti che in passato hanno avuto problemi di doping, ha dichiarato:” Noi i superdopati continueremo a non convocarli. La maglia azzurra e' una nostra discrezionalità”. Per Di Rocco, evidentemente, sono “superdopati” tutti coloro che hanno ricevuto una squalifica superiore a 6 mesi, ma solo se sanzionati dopo il 3 luglio 2008.

Per noi, che siamo e saremo sempre garantisti, gli squalificati per doping sono solamente persone che hanno sbagliato. Se consideriamo “superdopati” coloro che sono stati scoperti, saremmo di curiosi di sapere chi sono i “dopati”. Sono forse coloro che fanno uso di sostanze dopanti e che la Federazione non è riuscita a scoprire ?

Di Rocco, il CONI, l’UCI e i … “superdopati”

Fa un certo effetto sentire Alessandro Petacchi definito indirettamente “superdopato”, soprattutto se a definirlo tale è il Presidente della Federazione, Renato Di Rocco. Il numero uno della FCI, commentando la sentenza del TAS che ha consentito la partecipazione alle Olimpiadi di Londra 2012 a quegli atleti che in passato hanno avuto problemi di doping, ha dichiarato:” Noi i superdopati continueremo a non convocarli. La maglia azzurra e’ una nostra discrezionalità”. Per Di Rocco, evidentemente, sono “superdopati” tutti coloro che hanno ricevuto una squalifica superiore a 6 mesi, ma solo se sanzionati dopo il 3 luglio 2008.

Per noi, che siamo e saremo sempre garantisti, gli squalificati per doping sono solamente persone che hanno sbagliato. Se consideriamo “superdopati” coloro che sono stati scoperti, saremmo di curiosi di sapere chi sono i “dopati”. Sono forse coloro che fanno uso di sostanze dopanti e che la Federazione non è riuscita a scoprire ?

Se questa norma è corretta, perché il TAS l’ha bocciata ? Se questa norma è giusta, perché il CONI non la estende a tutte le discipline sportive ? Se questa è una norma sensata, perché l’UCI (di cui Di Rocco è vice presidente) non la estende a tutte le nazioni ?

La risposta è presto data: perché non si può. Nessuna pena può infatti essere retroattiva. Se da oggi, tutti coloro che vengono squalificati per doping ricevessero la sanzione accessoria dell’esclusione dalle Nazionali, pur non condividendolo, saremmo d’accordo sulla legittimità del provvedimento.

Sembra una maledizione, ma il presidente dopo 8 anni fa la fine del pesce dopo 3 giorni. Era accaduto a Ceruti, oggi rivalutato, sta capitando a Di Rocco. Pare, infatti, che ce la stia mettendo tutta per attirarsi più antipatie di quelle che ha già collezionato in questi anni.

Sarà sfortuna, sarà la maledizione del settimo anno, oppure starà mettendo le basi per il suo futuro lontano dal ciclismo ?

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